Nei suoifilm vi è una tensione frequente tra l'individuo e la collettività, esatto? Sì. A parte ciò, e questa è sicuramente una tematica che ancora sto sviluppando, vi è la tensione tra il conformismo e la personalità. Le preoccupazioni in Naked sono precedute da ogni sorta di cose ... come Grown Ups, il film dove si ritrova la figura autoritaria, il professore, che abita alla porta accanto. Certi spettatori sostengono l'ingenuo principio secondo cui essi non possono apprezzare un film se non riescono ad "identificarsi" con un personaggio. Vi sono persone che hanno bisogno di ciò. Ciò di cui essenzialmente si parla in questo caso è di quel che rassicura la gente. La gente ama sapere qual è la sua posizione, oppure ama convincersi di sapere quale sia. In realtà, non c'è alcun bisogno di sapere qual è il proprio ruolo. Basta andarsene e dopo un certo periodo di tempo lo si scopre, mediante un processo di gestazione. Forse parte del problema è costituito dal fatto che la gente si aspettavaqualcos'altrodaNaked. ComehaosservatolanBuruma, non è un film sulla questione dei senza tetto o del thatcherismo. Penso sia così. Questo, naturalmente, si deve in parte al fatto che di Naked, rispetto a qualsiasi altro mio film, la stampa nel Regno Unito ha costruito, forse involontariamente, un'immagine molto lontana da ciò che l'opera è in realtà. Ad esempio, la gente sostiene che sia molto divertente e pieno di sentimenti di umana solidarietà, ma molti hanno avuto la sensazione che esprimesse solo rabbia spietata, nichilista, priva di umorismo. Naturalmente, questo non è vero. Qualsiasi film si guardi, supponendo che non sia il primo film in assoluto, ci si ritrova immediatamente a seguire uno dei tanti schemi, oppure si innesca un sistema di aspettative. Se il film è buono, queste aspettative vengono costantemente disattese. Se Naked funziona per chiunque, lo spettatore sicuramente passa attraverso questo processo. Credo che molte persone abbiano contribuito attivamente a un fraintendimento del film. In tutte le sue opere vi è una laboriosa ricerca della chiarezza che rende frustranti questi fraintendimenti. E, a volte, un malinteso sostanziale costituisce il soggetto stesso dei film, cosa che rende il tutto ancora più ironico. Ha ragione. In un certo senso questo è ironico. Ma da qualche parte, in mezzo a tutto ciò vi è in più questa dimensione ironica per cui, se nel film A dice X a B, B fraintende X trasformandolo in Y. Io non inserisco tutti i semafori per assicurarmi che le persone poco intelligenti del pubblico capiscano. Metto il messaggio nel film così com'è. L'ironia è che la gente fraintende il messaggio X proprio come lo fraintende B. In altre parole certe persone sono ottuse. Naturalmente, non è tutto così semplice. Non si dà forse il caso che la gente presenti una sclerosi fatta di ambiguità, pregiudizi e idee stereotipe? Ritorniamo di nuovo alla politica! correctness e a sciocchezze del genere. Lei raggiunge dei risultati interessanti insistendo al contempo sui sentimenti di profonda intimità e su una chiarezza ottenuta mediante la distanza. Questo è vero. Alienazione. La mia sensazione è questa - io non so se ciò sia statisticamente vero per la maggioranza della gente - ma, per quel che la cosa può valere, la maggior parte degli spettatori non ha alcun problema con tutto questo. Ci si trovano in sintonia, poiché il linguaggio dei miei film è molto diretto, reale, e si possono comprendere i parametri di ciò che accade. Però vi è questa confusione di pregiudizi. Ciò di cui lei presumibilmente sta SPETTACOLO/ LEIGH 49 parlando è un certo tipo di semiotica, la quale concerne il linguaggio impiegato dalle persone in funzione della fruizione cinematografica. Ad esempio, le critiche confuse - sciocchezze, in realtà - mosse costantemente ai miei film hanno a che fare con le caricature e i tic comportamentali. Parte della vera materia che costituisce la narrativa, la tematica - il contenuto dei miei film - corrisponde allo studio dettagliato di come la gente si comporta nella realtà. In altre parole, è uno studio comportamentale. Le caratterizzazioni sono estremamente dettagliate in termini di riproduzione materiale delle strutture ritmiche del discorso - come si trattasse di persone reali, di noi due, ad esempio. Certa gente risponde in modo strano a ciò, perché è abituata a personaggi insignificanti, anziché a vedere rappresentate delle persone che, istante dopo istante, si comportano come veri esseri umani. La realtà distillata di ciò si converte in una serie di simboli dei quali il pubblico diviene cosciente. Gli spettatori possono uscire dalla sala cinematografica ed osservare la gente comportarsi in modo altrettanto idiosincratico, se non addirittura peggio, ed essi non vedrebbero ciò in termini di segni e simboli. Vedrebbero questo soltanto come il comportamento di gente che agisce come loro. Gli spettatori che non hanno alcun problema nei confronti dei miei film rispondono solo al modo in cui la gente si comporta realmente. Naked sembra possedere una qualità quasi fatale. La maggior parte degli altri suoi film riguarda famiglie e gruppi di famiglie. In quest'opera invece ciascuno è molto solo. Sì. E una cosa che riguarda lo sradicamento- la gente sradicata dalle proprie famiglie. Mi sono sempre occupato innanzitutto delle famiglie anziché degli individui, ma in questo film ho avvertito il bisogno di rivolgermi alla situazione della gente che si è allontanata dalle proprie famiglie. Gente così è sempre esistita. Questa preoccupazione per lo sradicamento si è sviluppata precedentemente alla sua solita fase di stretta collaborazione con gli attori? Tutto ciò è semplice e complesso al tempo stesso. In qualità di scrittore e regista ho certe preoccupazioni che determinano le scelte relative agli attori da scritturare e al modo con il quale rifinisco i personaggi mentre li creo. In un certo senso la faccenda di come tutto ciò si sviluppi attraverso le prove è accademica. Da un lato ci si interroga riguardo le strade di Londra dove la gente si aggira. Dall'altro, come genitore, mi chiedo in che razza di mondo i miei figli vivranno quando avranno la mia età, o addirittura se questo mondo esisterà ancora. Non posso esporre queste cose in un film se non attraverso la figura di un personaggio che esprime tali preoccupazioni. I quartieri non sembravano immediatamente identificabili, eccetto che per Soho. È stata una scelta deliberata? Sì. Questo è molto importante. In film quali High Hopes e Life is Sweet si riconoscono sempre i luoghi rappresentati. È invece molto importante sottolineare il fatto che Naked potrebbe essere ambientato in qualsiasi posto - New York, Berlino, ovunque. È una Londra. Soho, se posso usare il termine con cautela, è stato ripreso nel modo più naturalistico. Abbiamo realmente girato nelle strade, con la gente che passava camminando davanti ali' obiettivo. Abbiamo filmato tutta la notte e non vi sono state riprese supplementari. Alcuni luoghi, ad esempio quelli dove Johnny si reca e parla delle "viscere di Londra", rappresentano un insieme composito della zona più desolata della città, quella nei pressi di Bricklane Market.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==