48 SPETTACOLO/ LEIGH Mike Leigh DALLATELEVISIONE ALL'APOCALISSE IncontroconLeeEllicksone RichardPorton traduzione di Erminio Corti Lei ritiene che i suoi film abbraccino una politica di ricerca, ponendo domande anziché fornire risposte? Sì, nel modo più assoluto. Non penso che essi diano alcuna risposta. Curiosamente, i miei film sono stati sottoposti a una critica feroce che veniva da persone ideologicamente legate all'estrema sinistra. Ad esempio, sia Meantùne che Hard Labor sono stati attaccati molto severamente da parte del l'estrema sinistra per aver sprecato l'opportunità di fare propaganda, per non aver proposto in modo chiaro alcuna affermazione, alcuna risposta. Per non aver rappresentato gente che lotta e si ribella, per non aver mostrato eroi o cose di questo genere. fnfatti, tutti i miei fi I m -ed in particolare Naked-offrono molte più domande che risposte. Per quanto mi riguarda, l'intera esperienza della realizzazione cinematografica assume il carattere della scoperta. Ciò che importa, a mio giudizio, è che tu condividi delle domande ç_on i I pubblico, che esce dalla sala con delle cose sulle quali meditare e lavorare. Questa non è evasione o disimpegno. È il mio modo naturale, istintivo di raccontare storie e condividere idee, dilemmi, sentimenti ed emozioni. La critica che lei ha citato non riflette forse un certo bisogno da parte della sinistra di eroi cinematografici positivi? Johnny non è un eroe del proletariato. Assolutamente. È ridicolo, e tutta la critica negativa di Naked si è mossa in questa direzione, sia che provenisse dalla sinistra o da sedicenti femministe. Le vere femministe non hanno avuto il benché minimo problema con questa faccenda. lo non mi scuso per il fatto di continuare a scoprire ciò che ho discusso per un certo tempo dopo aver realizzato il film. Posso vedere un film dopo alcuni anni e comprendere ciò che ho trattato. La faccenda per me funziona così. Queste cose sono poliedriche e realizzate in modo viscerale. In definitiva, questi non sono film cerebrali. Naked sembra segnare per lei un punto di svolta. Persino lo stile visivo più oscuro appare diverso da tutto ciò che ha realizzato in precedenza. Il film sembra aprire un ampio spettro di possibilità. È così. A quel punto volevo assolutamente allontanarmi da una prospettiva domestica. In un certo senso, la prospettiva domestica era particolarmente adatta per la televisione. Il fatto che i suoi primi film fossero realizzati per la televisione ha influenzato la scelta del soggetto? Beh, per dire la verità, sono decisamente restio a seguire questa linea di pensiero. Non ritengo che una cosa abbia a che vedere con l'altra. Un film è un film, indipendentemente dal fatto che sia realizzato per il cinema oppure per la televisione. Questa obiezione mi è stata rivolta spesso in Inghilterra. Anche quando ho girato High Hopes e Life is Sweet, la gente ha detto, "Beh, sta facendo ancora i soliti film per la televisione". Penso siano un mucchio di stupidaggini. Non credo neppure che i film per la televisione siano prettamente "televisivi". Li ho veduti sul grande schermo e funzionano. Sì, sono d'accordo. Pensavo soltanto che il soggetto fosse influenzato dalla scelta formale. La televisione èfatta per entrare nelle case, dopo tutto. La verità, piaccia oppure no, è che ogni giorno la gente guarda in televisione i film, quelli epici. Mi perdoni, comunque, nel caso non stesse esprimendo un disprezzo per i film televisivi. Questo è un atteggiamento difensivo che abbiamo sviluppato. Qual è stato lo stimolo che ha dettato il tono apocalittico in Naked? È legato all'attuale condizione dell'Inghilterra? No. Si affronta prima una cosa, quindi l'altra. E la tematica che io sto trattando è questa. Naked avrebbe potuto essere realizzato alcuni anni or sono, sebbene io ritenga che le cose stiano peggiorando. Vi è come una sensazione di catastrofe incombente. Ho soltanto pensato che, dopo aver portato a termine numerosi film che avevano un punto di vista più positivo, fosse giunto il momento di realizzare questo. Ovviamente High Hopes chiude una trilogia di film più politici, e, in definitiva, trattava di preoccupazioni ed istanze tipicamente socialiste. Questa è una visione del mondo più anarchica, e forse, in fondo, unitamente a stratificazioni condizionanti degli anni Sessanta, è quella che sento con maggior convinzione. A differenza di Cyril, il protagonista di High Hopes, non è possibile immaginare Johnny, il protagonista di estrazione proletaria in Naked, che visita la tomba di Marx al cimitero di Highgate. No, assolutamente no. Lui ha una mentalità completamente diversa. Lei è membro del Labor Party, vero? No. Io non sono legato a nulla. Questo è il punto chiave di High Hopes. Può darsi che io sostenga economicamente il Labor Party. Ma non sono membro di alcunché. Per certi aspetti, tutta la sua opera è permeata di uno spirito antiautoritario, o addirittura anarchico. Se il mio necrologio recitasse, "Mike Leigh: Regista e Anarchico ieri è morto", ne sarei scandalizzato. Non mi considero principalmente un anarchico. La questione rientra nella categoria di quell'ortodossia generalmente accettata come "politicamente corretta". Per istinto, i miei sentimenti politici sono tanto socialisti quanto anarchici. In definitiva, si nutrono sospetti e timori profondi riguardo le istituzioni, i governi e la capacità umana di organizzarsi affinché le cose abbiano un senso e funzionino. Questo è ciò di cui io parlo. D'altro canto non condivido neppure l'ortodossia anarchica. In questo caso stiamo parlando delle mie reazioni viscerali. Questo filo percorre tutti i miei film. Si può ritrovare in Bleak Moments. Si può ritrovare in Nuts inMay-da un lato i dogmatici e dall'altro la gente che ha un atteggiamento più spontaneo e conciliante. Gli eroi in quel film sono le persone che vanno d'accordo e la coppia salutista che viaggia in motocicletta. Vi è gente che viene sopraffatta e cerca in ogni modo di lottare per riscattarsi. Ovviamente questo è vero riguardo Mark, il personaggio interpretato da Phil Daniels in Meantime. High Hopes, Life is Sweet e Naked mostrano tutti una gioventù disamorata.
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