Calcutta Fotodi Joanna Pinneo/ Grazia Neri. Colpa, vergogna, lealtà. Ho voglia di essere antipatica, non desidero ingraziarmj tutti e due. Quella sera mio marito calcola in rupie i soldi che abbiamo sprecato con Godard. "Quel rifugiato, Nagy, deve avere una rotella fuori posto nella testa. Ho pagato a prezzo salato i dollari al mercato nero." Qualche pomeriggio andiamo a fare spese. A casa odiavamo andare a fare spese ma adesso è un progetto da amanti. La lista delle cose da comprare di mio marito mi spaventa. Mi sento come se stessi appena iniziando a conoscerlo. Forse, come Jmre, libero dagli obblighi della cultura del vecchio mondo, anche lui potrebbe ubriacarsi e spruzzare Cheez Whiz addosso a un ospite. Lo osservo sfrecciare nei negozi con le sue scarpe di pelle ben lucidate. Le mutande in vendita sulle bancarelle di Broadway lo incantano. I calzettoni bianchi a strisce di diversi colori lo fanno impazzire. Va in cerca di microcassette, di qualsiasi cosa che sia piccola, elettronica e che si possa esportare di straforo. Ha bisogno di una borsa porta vestiti. Lui la chiama un "guardaroba", e io devo tradurre. "Ci sono sconti dappertutto a New York, no?" Il mio cuore accelera i battiti vedendolo così felice. È la terza settimana di agosto, quasi la fine dell'estate, e la città puzza di marcio, non può sopportare altro caldo, altri soldi, altre energie. "È fantastico. I prezzi sono straordinari!" Il mio prudente marito, firma traveller's checks in modo sconsiderato. Non oso chiedere in quale modo crede di far entrare tutto questo in India. Con un forno a microonde, calcola che potremo liberarci del cuoco. STORIE/ MUKHERJEE 33 Deve essere amore, penso. Charity, Eric, Phil: saranno anche esperti di sesso. Mio marito non mi rincorre intorno al divano, ma mj spinge giù sui cuscini malconci di Charity, e l'uomo che non è mai entrato nella cucina della nostra casa di Ahmadabad adesso mi viene incontro con una bacinella di acqua bollente per rinfrescare il pavimento. Dopo dieci giorni di vacanza mio marito si mette in cerca di brochure per gite turistiche. Shortline, Grayline, Crossroad: la sua nuova valigetta di vinyl è piena di tabelle orarie e opuscoli. Mentre preparo le frittelle da un preparato in scatola, lui mette a confronto le diverse offerte. La gita n. 1 costa IO dollari e 95 e ci farà vedere il World State Center, Chinatown e le Nazioni Unite. La gita n. 3 ci porta sia nei quartieri a nord che in quelli a sud della città per 14 dollari e 95, ma mio marito è proprio sicuro di non voler vedere il quartiere di Harlem. Decidiamo per la gita n. 4: la punta di Manhattan e la "dama". La gita è promossa da una nuova compagnia dall'ufficio piccolo e sporco tra l'Ottava e la Quarantottesima. Il marciapiede fuori dal!' ufficio è variopinto di turisti. Mio marito ha mandato me dentro a comprare i biglietti perché ha l'impressione che gli americani non capiscano il suo accento. L'uomo scuro, probabilmente libanese, dietro al banco è fin troppo amjchevole. "Andiamo, bambola, fammj contento!" Non vuole dire quale è la sua gita. "Numero quattro? No, tesoro, mj hai spezzato i I cuore. Dì che cambierai idea." Prende i due biglietti da venti e mi dà indietro il resto. Trattiene i biglietti in modo da costringermi a tirare. Si sporge in avanti. "Sono libero dopo pranzo." Mio marito deve avermi osservato dal marciapiede. "Che diceva quel tipo?" domanda. "Ti avevo detto di non mettere i
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