Marzo 1945, Monforte Tre partigiani della lii Divisione "Langhe" G L., vengono condotti alla fucilazione "Non potevo vivereaccettandoqualcosadi simile.Non sarei più stato degnodi vivere".Ripensoal capitanoViane poiaMemmoGuetTaz.Mi parecheVianmontiungigantescocavallobiancoe che scendadaBoves versoiJpiano.Tuttiloguardanodicendo: "È Vian, è il capitano Vian". Le madri si inginocchianopiangendo e benedicendo ed egli passafra loro sorridente. Memmo Guerraz, dove ti rifugierai?Vian scende su di tecome unDioGiustiziere,ti schiacceràsotto ipiedidel suocavallo come un rettile immondo! Sonocomeinebetito.Mi scuotodaquestodonnivegliache è giàbuio. Unsoldato è entratopo,tandociqualcosadamangiare.Nonhaunaspetto cattivo. Ci guardacon aria di chi è involontariamentecompliced'una cattivaazione.Nonosaparlare.Marcogli ,ivolgelaparolachiedendogli se ha dellesigarette.Nonrispondema pocodoporientrapo1tandocidue sigaretteciascheduno.Esce senzaparlare. Col calaredellaseral'ottimismodileguaanchein chipiùsi illudeva. Lino,che la vedevabrutta fin dall'inizio,mi si avvicinadicendomi:"Se vabenefinian10inGennania".Sonocircalenovequandolaportasiapre edentraun ufficiale.Appena è in lucenotiamocheha unacrocerossasul petto. Ci siavvicinacolvoltose1io,manoncattivoecicomunicadiessere i I cappellanodelreggimento.Osservosubitole insegnedelleSS soprala croceedunsensodi ripugnanzami invade.Cocitologuardaconevidente disprezzo,e poimi susswrn:"Siamo allafine,Chiodi. AJ più tardi è per domattina". Un'ondatadi caldomi saleper il voltoseguitada un senso di freddo. Il prete ci fa un lungo discorsoconcludendocon l'invito a confessarci.Marcoe Limo si confessano. Io e Cocitoci 1itiriamoin un angolo assistendo in silenzio alla scen~. TIprete si avvicina a noi invitandocigentilmente.Noiscuotiamolentamenteilcapo.Nesegueuno 25 APRILE 21 scambiodi p,u-oleincui il preteci fa capireche probabilmente è l'ultima voltache ci è offe1tauna similepossibilità.Alzo il capoe, fennandogli occhisulledueSchegliomanoilrisvolto,glidicocrntesementemaintono taleda nonammetterereplica:"Pazienza".Cocitologuardainvoltocon ruiacanzonatoria.Quandosi allontanamidice:" Se vadodi làeDio è in divisada SSmimettoa fare il prutigianodi Satana". E poi rided'un riso sonoroche ci fa trasaliretutti. Ci sdrairunosulla paglia senza parlru·e.Dal co,tile della casenna giungonoco1idi canzoni italianecon 1itmotedesco.Marco dice: " Li hanno avvelenati". Una strana pace mi invade. L'impo1tante è non pensai-ealJafamiglia.Pensoallecosepiùbanali.Ad un trattolalampada elettricache illuminadebolmenteil cru·ce1-esi spegne.Furni si senteun tramestiodi passiconcitati.AlcuniuominidelleSS entranocon le rumi spianate.Unufficialeci dice:" Avetespentola luceper tentai-equalcosa, malviventi!".Protestiamoche la lampadasi è spentada sola.Un soldato po1taun'altra lampada.Dopo averlacollocatal'ufficialeescedicendo: "Se si spegnequesta,spengoru1chevoi". Ci sdraiamodi nuovo.Ognunotacepernondireciòche pensa.Dallo spioncinodue occhici guru-cianocostantemente. 19 agosto. È ancorabuio ma deve mancarepoco all'alba. I minuti passanocomeore.Mru·corompeilsilenzio:"Non credocheci fucileranno.Sonconvintochece lacaveremomegliodi quantononc1-ediamo.La letteranonl'hannoce1trunentetrovataefinirannopercredei-edavveroche venissimoadruTenderci".Eliodice:"Piimacivon-annointe1rngru-e".Lino mi toccaun braccioe poi scuote ilcapo.Albeggiagià da un pocoe non siodealcunrumore.Passaru1coradeltempo. È giàchiru-o.Dalco,tiledella casermagiungonodellevociconcitate.NelcotTidoiosi sentonodeipassi pesantidipiùuomini.Lapo1tasiapreedentraMaxconalcuneSS italiane.
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