Linea d'ombra - anno XIII - n. 103 - aprile 1995

Pietro Chiodi BANDITI Banditi del filosofo Pietro Chiodi (Corteno, 1915 - Torino, 1970), scritto tra il' 45 e il' 46, fu stampato ad Alba in quell'anno dal!' ANPI, col nome di battaglia Valerio, poi in seconda edizione nel '61 dall'editore Panfilo di Cuneo ("La presente ristampa si rivolge particolarmente ai giovani, non già per far rivivere nel loro animo gli odi del passato, ma affinché, guardando consapevolmente ad esso, vengano in chiaro senza illusioni del futuro che li attende se per qualunque ragione permetteranno che alcuni valori - come la libertà nei rapporti politici, la giustizia nei rapporti economici e la tolleranza in tutti i rapporti - siano ancora una volta manomessi subdolamente da chicchessia") e in terza nel 1975 da Einaudi che ne ha in programma una ristampa nei Tascabili per il prossimo anno. Sul suo rilievo, nel quadro della memorialistica della Resistenza, hanno attirato l'attenzione Claudio Pavone ("uno dei più bei diari di vita partigiana", Una guerra civile, Bollati Boringhieri, Torino 2S APRILE 19 1991, p. 16) e Franco Fortini, che in uno dei suoi ultimi interventi ("Letteratura e Resistenza", in AA.YV., Conoscere la Resistenza, Unicopli, Milano 1994, p. 132) lo ha affiancato alle memorie di Dante Livio Bianco e ha scritto di Banditi: un libro "che considero quasi un capolavoro e che vorrei che tutti leggessero [...]. L'ho riletto in questi giorni con molta emozione. Pietro Chiodi era allora un giovane studioso di filosofia e specialista di Heidegger. Ci sono dei tratti straordinari, nel tragico come nel comico". Poche note iniziali dal 1939 al 1943 delineano l'ambiente del liceo classico di Alba, dove Chiodi ebbe come allievo anche Beppe Fenoglio (che lo raffigurò come professor Monti ne Il partigiano Johnny: "Monti s'era alzato, nella sua orsina massiccità di montani no corretto da anni di esistenza pianurale. Gli diede un abbraccio filosofico, dicendo come il rivederlo fisicamente gli piacesse, distruggendo la prescienza della comunicazione.[ ...] Si alzò[ ...] artriticamente. 'Appena a casa, mi leggo un'oretta il mio Kierkegaard e poi dormo fino al lontanissimo miracoloso domani'. Johnny si ricordò e disse: 'È ancora con Kierkegaard?' 'Figlio mio, Kierkegaard può benissimo esaurire una vita'."). Al liceo si legò di amicizia fraterna con il collega Leonardo Cocito, che richiamato, fu inviato in Croazia nel '42, rientrò nel gennaio '43 confidando a Chiodi di aver aderito al partito comunista e dopo 1'8 settembre fu tra i primi a organizzare le bande partigiane nelle Langhe. Cocito è il punto di riferimento di Chiodi, anche se questi non ne condivide l'ideologia. Il 2 luglio 1944 Chiodi è a capo di una formazione GL che combatte insieme agli uomini di Cocito. Il 18 agosto sono catturati dalle SS italiane mentre si recano in macchina a San Matteo per incontrarsi con un altro capo

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