Linea d'ombra - anno XIII - n. 103 - aprile 1995

Italo Calvino SUFENOGLIO IncontroconMarioMiccinesi Esaminando nel suo insieme laproduzione letteraria cliFenoglio, pensa possibile che, come una parte della critica sostiene, Il partigiano Johnny, quale oggi lo conosciamo nell'edizione einaucliana a cura di Lorenzo Mondo, costituisca uno dei primissimi lavori dello scrittore? Mi pare che la conclusione più persuasiva che si può trarre dalle appassionanti indagini di Maria Corti è che Fenoglio dalla fine della guerra alla morte non aveva mai smesso di portare avanti un progetto di racconto generale della sua esperienza bellica, attraverso varie stratificazioni d'un brogliaccio da cui andava staccando le parti che giudicava giunte alla forma definitiva. L'editore Garzanti e Pietro Citati potrebbero credo illuminarci sulla fase centrale di questo lavoro, negli anni tra il 1955 (credo) e il 1959, quando egli si era impegnato nella stesura d'un libro che doveva comprendere in una vasta narrazione le sue esperienze prima militari, poi partigiane. Libro di cui si decise a pubblicare solo la paite fino ali' 8 settembre, introducendo come finale la morte del protagonista (Primavera di BeppeFenoglio(fotoArchivioEffigie). 25 APRILE 13 bellezza). Rimase fuori tutto il resto, forse in parte già scritto quando sistemò e pubblicò Primavera clibellezza, cioè il materiale pubblicato postumo, cui Lorenzo Mondo riuscì a dare la struttura d'un libro unitario e pienamente leggibile (Il partigiano Johnny). Su questo materiale Fenoglio certo continuò a lavorare e a un certo punto deve essersi accorto di quale ottimo spunto romanzesco poteva essere la caccia all'ufficiale nemico da catturare per uno scambio di prigionieri; e deve aver trascurato il tronco principale, per dedicarsi a sviluppare l'episodio in una narrazione autonoma ( Una questione privata). Anche stavolta a metà dell'impresa entrò in crisi e anche stavolta introdusse una repentina morte del protagonista come conclusione possibile (che fu appunto scelta dal curatore dell'edizione postuma); ma anche stavolta il racconto continuava in diverse stesure incompiute. Resta ilfatto che la ricchezza stilistica di D paitigiano Johnny è tanto maggiore degli altri testi, per l'impasto dialettale, le invenzioni verbali, l'uso cieli' inglese. Questofarebbe pensare a una rielaborazione più tarda. No, mi pare che vediamo la genesi della pagina di Fenoglio con un'ottica che non era quella dell'autore. Questa creatività e imprevedibilità stilistica che tanto ci affascina non credo fosse per Fenoglio l'ultimo risultato, ma al contrario l'abbozzo, il materiale semilavorato, una specie di linguaggio mentale che lui buttava sulla caita ma che non avrebbe fatto leggere a nessuno. Da questa prima stesura lui cercava di ricavare attraverso laboriose stesure successive, una prosa che, pur con una forte coloritura, non si staccasse troppo dal tono della prosa narrativa italiana contemporanea: e solo allora la giudicava idonea alla pubblicazione.

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