A nessuno dei presenti, a cominciare dal sacerdote e da coloro che assistevano sino alla Maslova, veniva in mente che quello stesso Gesù il cui nome il sacerdote aveva ripetuto sibilando migliaia di volte, lodandolo con gli epiteti più strani, aveva vietato precisamente tutto quello che si faceva lì; aveva vietato non solo quell'insensata e oltraggiosa ripetizione di parole magiche di sacerdoti e maestri sul pane e sul vino, ma nella forma più chiara aveva vietato che gli uni chiamassero gli altri maestri, aveva vietato di pregare nei templi e aveva comandato a ciascuno di pregare in solitudine, aveva vietato i templi stessi, dicendo che era venuto a distruggerli e che bisogna pregare non nei templi, ma in spilito e verità [vduche, i istine]; e soprattutto, aveva proibito non solo di giudicare la gente e di tenerli in prigione, di tormentarli, di oltraggiarli, di punÌl·li, come si faceva lì, ma aveva proibito ogni violenza, dicendo che era venuto a portare ai prigionie1i la libertà (I, 40, tr. mia). Erano cose che Tolstoj andava ripetendo da circa vent'anni, 8 ma Resurrezione fece rumore. Ne seguì la decisione di condanna del Santo Sinodo del 20-22 febbraio 1901, che fra le motivazioni conteneva appunto la menzione di avere oltraggiato il più santo dei sacramenti, l'eucarestia. Tolstoj avrebbe replicato con molta durezza nella sua Risposta. 9 6. Tolstoj poteva altrimenti essere anche moderato. Sapeva ammettere, come ne La bottega del caffè di Surat (Suratskaja kofejnaja, 1887, da Bernardin de Saint Pien-e), con un saggio cinese, che "colui che vede tutta la luce del sole che riempie il mondo non deve giudicare e disprezzare l'uomo superstizioso che nel proprio idolo vede soltanto un raggio di quella stessa luce e non dovrà disprezzare nemmeno il non credente che è accecato e non vede affatto la luce". 10 Molto più tardi avrebbe dato un simpatetico ritratto di un prete, Padre Vasilij, che vive inconsapevolmente e lietamente di una vita di sacrificio, e quando dice il Padre nostro, si domanda se veramente ha 1imesso i debiti ... 11 Questa capacità di simpatia per la religione popolare viene a Tolstoj anzitutto dalla sua educazione tradizionale. Si ricordi la scena bellissima di Infanzia (1856) in cui i bambini assistono di nascosto alla preghiera "in segreto" dello jurodivyj, del "folle per Dio" Grisa, che prega secondo il comandamento di Gesù (Mt 6, 6). Grisa, grande cristiano! La tua fede era così potente, che tu sentivi la vicinanza di Dio, il tuo amore era così grande, che le parole si riversavano da sole dalle tue labbra, tu non le controllavi con il raziocinio ... E quale lode altissima tributasti all'altezza di Lui, quando, non trovando parole, piangendo ti prostrasti a terra! Infanzia, XIl). 12 La comunione con il popolo gli è "inesprimibilmente cara", dirà nella Risposta al Sinodo. Ma c'era stata anche l'influenza di Pascal. A metà degli anni Settanta leggeva Pascal. Il 20-23 marzo 1876 aveva scritto a "tante Alexandrine" parole di ammirazione per i Pensieri:" che libro e che vita meravigliosi!». L'influsso pascaliano spiega come in questo periodo Tolstoj seguisse temporaneamente il consiglio di sottomettersi esteriormente al rito, per soggiogar~ l'intimo e rendersi docile alla fede: "Osservando i riti della chiesa io domavo la mia ragione e mi sottomettevo la tradizione che era propria di tutta
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