#P• ' - , · . , . VEDERE 1 LEGGERE,ASCOLTARE 63 pretesto che lui è ebreo, e lei samaritana, gli rifiuta quello che è il più semplice gesto (delo) di amore. Nelle spiegazioni di questo passo questo tratto del rifiuto della donna di dare dell'acqua è abitualmente dimenticato, mentre è la chiave per la sua comprensione. La donna dice che agli ebrei non è lecito associarsi ai samaritani e per questo non gli dà da bere. Ma lui le dice che con questo rifiuto si priva dell'acqua viva, che è l'amoroso stare insieme agli altri uomini (ljubovnogo obscenija s ljudmi), proprio quello che dà la vera vita. Egli le dice che non solo non ha difficoltà a prendere acqua da lei, ma che è anche pronto a insegnare a lei, come a tutti gli altri, quella rinascita che le darà la vita autentica. All'osservazione di lei, che lui non può farlo, perché essi, gli ebrei, hanno il loro Dio e loro, i samaritani, il proprio, ovvero il loro luogo per rendere culto a Dio, egli le dice, come per spiegare la distruzione del tempio: "È venuto ora il tempo di rendere culto a Dio non qua e là, ma dappertutto, perché occorre rendere culto non a quel Dio, che non conosciamo, ma a quello che conosciamo, come il figlio conosée il padre", cioè le ripete quel che è detto nell'Introduzione, che Dio nessuno lo conosce e che solo il figlio l'ha manifestato, e quel che è detto nel dialogo con Nicodemo che "diciamo quel che conosciamo e vediamo, che solo i I figlio, che viene dal cielo, ci ha manifestato Dio". E, esprimendo il senso dell'Introduzione, dove è detto che l'insegnamento di Gesù fu insegnamento del bene, dice che il padre cerca adoratori dovunque, adoratori nei fatti e nello spirito, perché Dio è spirito (130 s.). Questa interpretazione complessiva suppone alcune operazioni esegetiche. Anzitutto l'omissione di 15-17 come poco significativi e svianti (la donna ha molti uomini e Gesù la sbalordisce con sua chiaroveggenza) sicché si passa direttamente dal v. 14 (" ... l'acqua che io gli darò, genererà in lui una fonte d'acqua che corre verso la vita eterna, fuordal tempo") al v. 19: ("Disse la donna: vedo, signore, che tu sei un profeta"). Inoltre del v. 22 "la salvezza è dai giudei", viene omesso: " ..ma noi adoriamo chi conosciamo" e basta. Inoltre, a proposito del v. 24: "Dio è spirito e occorre rendergli culto duchom i delom, con lo spirito e fattivamente", Tolstoj nota: "aletheia: traduco delom, sulla base del fatto che in molti luoghi del NT ha questo significato e qui mostra la contrapposizione di culto esteriore e di culto effettivo; inoltre istina (verità) educh (spirito) sarebbero pleonastici" (24, 130). I vv. 27-42 sono considerati superflui. 3. Uno sguardo alla Breve esposizione nella prima redazione. Di questa la parte più significativa, omessa nell'edizione londinese, sono le introduzioni ai capitoli. Il secondo capitolo ha il titolo. "Dio è spirito., per questo l'uomo non deve lavorare per la carne, ma per lo spirito. Che sei nei cieLi".5 Anche questo passo non è mai stato tradotto. 6 Poi Gesù disse anche che non è necessario adorare Dio in alcun luogo speciale e che è necessario servire il Padre fattivamente [delom] e con lo spirito. È impossibile vedere e indicare lo spirito. Lo spirito è la coscienza della propria condizione filiale dinanzi allo spirito infinito. Il tempio vero è il mondo umano, riunificato dall'amore. Disse che ogni atto di culto esterno non è falso e dannoso solo quando contribuisce ad opere malvage, come il culto giudaico, che prescriveva l'uccisione e consentiva di trascurare i genitori, ma è dannoso perché adempiendo i riti esterni ci si ritiene giusti e ci si esonera dalle opere dell'amore. Disse che cerca il bene e compie le opere dell'amore solo colui che sente la propria imperfezione. Per compiere le opere dell'amore, occorre considerarsi imperfetti. Ma il culto esterno induce all'inganno di sentirsi soddisfatti di se stessi. Ogni culto esterno è inutile e deve essere 1igettato. È impossibile mettere insieme le opere dell'amore e la pratica dei riti ed è impossibile compiere le opere dell'amore sotto forma di un culto esterno. Si è figli di Dio nello spirito e per questo occorre servire il padre spiritualmente [duchom]. (24, 824). La versione è basata sulla Riunificazione, ma è più libera e scorrevole. Essa suona così: Gv 4, Accadde una volta a Gesù di passare attraverso la Samaria. 5 e si trovò a passare vicino al villaggio samaritano di Sicha.r, presso il luogo che Giacobbe aveva donato a suo figlio Giuseppe. 6. C'era qui la fonte di Giacobbe. Gesù era spossato per il viaggio e sedette presso la sorgente. 8 I suoi discepoli invece andarono in città per il pane. 7. Venne da Sichar una donna per l'acqua. Gesù le chiese di dissetarlo. 9. Allora lei gli dice: Come, mi chiedi da bere?Voi giudei non praticate noi samaritani. 1O. Ma lui le dice: Se sapessi chi sono e se sapessi che cosa insegno, non mi parleresti così, ma mi daresti da bere, e io ti da.rei l'acqua della vita. 13. Chi si disseta con la tua acqua, avrà poi ancora sete. 14. Ma chi si disseta con la mia acqua, sarà per sempre appagato, e questa mia acqua lo condurrà alla vita eterna. 19. La donna capì che parlava di cose divine, e gli disse: Vedo che tu sei un profeta e che vuoi insegnarmi. 20. Ma come puoi insegnarmi le cose divine, se tu sei un giudeo e io una samaritana? I nostri pregano Dio su questo monte, mentre voi giudei dite che la casa di Dio è solo a Gerusalemme. Non mi puoi insegnare le cose divine, perché voi avete una fede, noi un'altra. 21. Gesù le dice: Credimi, donna, è ormai venuto il tempo in cui non su questo monte e non in Gerusalemme si pregherà il Padre. 22. Perché se pregano Dio, pregano colui che non conoscono, ma se pregano il Padre, pregano colui non possono non conoscere. 23. È giunto il tempo in cui coloro che veramente adorano Dio adoreranno non Dio, ma il Padre in spi1ito e fattivamente. Dio ha bisogno di persone che lo adorino così. 24. Dio è spirito e occorre adorarlo in spi.rito e fattivamente. 25. La donna non capendo di che parlasse dice: Ho udito che verrà l'inviato di Dio, colui che chiama.no l'unto. Lui allora racconterà tutto . 26. E Gesù le dice: Sono io che ti parlo. Non aspettare oltre (24, 828 s.). Dell'edizione londinese (1905), a parte l'omissione delle introduzioni capitolo per capitolo, l'unica variante significa.tiva è la sostituzione di delom con il plurale delami, "con i fatti". 4. Dopo il rivolgimento religioso, la produzione lettera.riadi Tolstoj non si arresta, come invece aveva temuto Turgenev. Ma evidentemente ne è segnata inprofondità. Una ve1ificaècostituita dalla presenza, assai importante, del terna del culto in spirito e verità, che si può bene riconoscere quando si è messa a fuoco previamente la sua presenza nel contesto esegetico: ciò che quasi mai la critica ha saputo fare. Le memorie di un pazza (Zapiski sumasedsego) un testo fortemente autobiografico del 1884, termina con una scena alquanto misteriosa.
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