IN SPIRITOEVERITÀ TOLSTOJ,CRISTOElA SAMARITANA Pier CesareBori 1. L' 11 maggio 1897 il treno espresso che va da Mosca a Sanpietroburgo è costretto ad una lunga sosta tra due stazioni secondarie. Ilfilosofoe poeta VladirnirSolov'ev scende dal treno, e si aggira nella foresta in una lunga meditazione, tra gli aromi della terra e delle piante e il canto degli uccelli. Come volgere al bene il resto della vita che rimane, mentre il fuoco delle emozioni e il flusso delle cose esterne necessarie tende a trascinarci via? Ci sono alcuni - Solov'ev pensa sempre di più ossessivamente a Tolstoj-che predicano l'impassibilità e la non-azione, al modo stoico e buddhista. Altri praticano l'abbandono senza ritegno a queste forze esteriori. "Ma c'è un altro modo, quello più giusto: al flusso esterno, che cerca di trascinarci via l',anima, occorre opporre non l'indifferenza stoica, ma un nuovo sentire, che sa rispondere con il bene al male e che genera dentro di noi un altro flusso autonomo di movimento e di azione, che sempre più espande e rafforza il nostro essere. L'acqua del primo flusso, la soddisfazione delle passioni mediante atti esterni, appaga solo per un momento la sete dell'anima; l'acqua del secondo flusso, la trasformazione della passione cattiva in un buon sentimento, è appagamento costante e infinito dello spirito, è crescita ininterrotta e affermazione della vita senza diminuzione e perdita. Chi berrà di quest'acqua, non avràseteineterno,equest'acquadiverrà in lui una sorgente di vita, che fluisce per la vita eterna" .1 Era l'inizio della primavera, in Russia, ed era la domenica dopo Pasqua in cui la chiesa ortodossa legge Giovanni, 4, la "domenica della samaritana". La lettura che Solov'ev (editore, in quegli anni di Platone in russo) propone dell'episodio della samaritana accentua e valorizza la presenza di eros, nell'incontro tra Gesù e la donna, opponendo le due correnti, l'eros terreno a quello celeste, con un certo 1icordo del Simposio. È una importante tradizione di lettura che si potrebbe ricondurre a quel modello contemplativo, noetico, di ascendenza origeniana. Ma quale fondamento ha la polemica di Solov'evcontroTolstoj? Anzi: come interpreta Tolstoj il racconto della Samaritana? 2. Per rispondere, e prima di dare il testo come Tolstoj lo leggeva, occorre procedere per ordine. La traduzione del Vangelo da parte di Tolstoj attraversa diverse fasi.2 1. La prima e fondamentale è quella della Unificazione e traduzione dei quattro evangeli (primi mesi del 1881, pubblicata solo nel 1882-3 a Ginevra si legge nell'Opera completa nei voli. 23 e 24). 2. La seconda, immediatamente successiva alla prima, è quella della Breve esposizione dell'Evangelo, il cui manosc1itto del 1883 è stato pubblicato nell'Opera completa nei voli. 24, 801-938.3 3. Il terzo momento è costituito dalle correzioni, che compaiono nell'edizione londinese curate daV.Certkovdel 1905,quest'ultima pubblicata da Nicolas Weisbein col titolo Abregé del' Evangile. 4 LeoneTolstojcon MaksimGor'kij (a sinistra)e AntonCechov. Lefoto di questepagine sonodi ArchivioEffigie. Cercherò di fornire l'essenziale. Il racconto di Gv 4 viene inserito da Tolstoj nel capitolo II del l'Unificazione e traduzione dei quattro evangeli, che è destinato a illustrare l'idea negativa di Dio, quel che Dio non è: "Gesù andò nel deserto, conobbe la forza dello spirito ... tornò nel mondo e spiegò che Dio è nel mondo e che il suo regno era venuto" . A nulla servono le numerose pratiche di purificazione e i sacrifici del Levitico, che si rinnovano nella pratica sacrale della chiesa (24, 99-103). Il capitolo II contiene dunque "il rifiuto del sabato"; "la cacciata dal tempio e il rifiuto di un culto esteriore"; la "conversazione con la samaritana"; "la purificazione dello spirito e il vero culto" (si tratta di Gv 3, 22-35 e della polemica con i farisei; "le voci sul Cristo"). Il capitolo II è concluso da una nota finale che parafrasa tutta la precedente lettura: il titolo è "il nuovo culto nello spirito con i fatti" e "il rifiuto del Dio giudaico". Il capitolo Ilè dunque dominato dal tema del "culto fattivo", bogougozdenie delom, idea che Tolstoj aveva ricavato dalla sua interpretazione del Prologo. Aveva a quel punto tradotto Gv 1, 17: "Mosé ci ha dato la legge. Il culto fattivo ci è donato daGesù". Bogougozdenie delom contiene l'idea del culto che piace a Dio consiste nell'operosità, e perciò è il culto reale, idea dunque di fattività, di effettività, di efficacia. L'episodio della samaritana viene tradotto con vari interventi che sarebbe lungo esaminare qui. L'essenziale (che si riverserà comunque sulla Breve esposizione di cui si dirà dopo) viene riassunto con una nota che spiega "il senso generale della conversazione di Gesù con la samaritana". La traduco integralmente, credo per la prima volta in italiano. Gesù, predicando il regno di Dio, che consiste nell'amore della gente fra di loro, va nella campagna e nei villaggi e una volta, passando nel paese dei samaritani, che sono ostili ai giudei, chiese da bere a una donna samaritana. La donna, con il
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