Fotodi RobertTixador. Sdraiatosi all'ombra dell'albero del tamarindo, Kum disse; "Cercavano di implorare la pioggia dai Signori, gli spiriti". "Allora pioverà?" chiese Dan. "Può essere," disse Kum afflitto. Dan scandagliò il cielo in cerca di nuvole che alimentassero le loro speranze. "Forse questa sera," sperava Dan. Era anche un tentativo di confortare il suo amico. Ma Kum assunse di nuovo quella espressione greve, fissando il grigio infinito alterato dall'afa, incurante delle mosche che ormai glicoprivano la ferita sul ginocchio sinistro. "La siccità potrebbe essere così grave che noi non saremo costretti ad andare a scuola," provò a dire Dan dopo una lunga pausa. Poteva sentirsi confortato Kum dal non dover frequentare la scuola sotto la severa sorveglianza del maestro che era solito fustigare i bambini che non imparavano l'addizione? Così l'idea di Dan di andare a scuola e avere a che fare col maestro, sembrò più terribile della carestia. "Oh, è già abbastanza brutto così," si lamentò Kum. "Non abbiamo niente da mangiare e mio padre sta per darmi via". A questa notizia, Dan rimase senza parole, pensando che Kum sarebbe stato portato via dal villaggio da gente sconosciuta che bisognava chiamare mamma e papà. Non appena Dan fu in grado di parlare, disse mite: "Forse potresti venire a vivere con noi". Kum non lo credeva possibile. "Tu non sai quello che farebbero i grandi," disse. STORIE/ SUDHAM 51 Poi smisero di parlare, avendo raggiunto il limite della disperazione. I giorni passavano ma la pioggia non an-ivava. Non c'era a rincuorarli neanche un fievole tuono o la vista delle nuvole cariche di pioggia. Nel frattempo, molte famiglie lasciavano il villaggio dirette in qualche altro posto, dove stagni, ruscelli e fiumi avevano l' acqua per la maggior parte dell'anno e il monsone era regolare e la terra dava frutti. Velocemente si diffondeva la voce che questo o quello stava per partire; le persone si chiamavano l'un !'altre per salutarsi. I carri trainati dai buoi, carichi di contadini dagli occhi tristi, dei loro figli e dei loro beni, si dileguavano, lasciando d_ietrodi sé polvere e ricordi. Il villaggio piangeva i suoi abitanti partiti. La terra si faceva amara, mentre i suoni dell'addio si coloravano di solitudine e disperazione. Nel congedarsi, le persone si richiamavano l'un ('altre gli innumerevoli legami di parentela. La voce tremante dei vecchi echeggiava attraverso l'abisso della disperazione. "Vi rivedremo ancora?" gridavano. Nel frattempo gli adulti discutevano dei riti e dei sacrifici per ingraziarsi gli spiriti. Per la pioggia, la vita e il normale volgersi delle stagioni. Dan avrebbe voluto soffrire al posto della nonna e degli altri vecchi e vecchie, perché provava pena per loro. Forse avrebbero potuto permettergli di partecipare a qualche rito e fargli compiere un sacrificio. La sua sofferenza avrebbe potuto aiutarli ad avere successo e impedire che Kum fosse portato via da sconosciuti in una terra lontana.
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