Linea d'ombra - anno XIII - n. 102 - marzo 1995

Shawqi Baghdadi sono LA SCHIUMA UNA SANA TEMPESTA Incontrocon IsabellaCamerad'Afflitto ShawqiBaghdadi (Banyas, Si1ia 1928) vive a Damasco dove ha insegnato letteratw-aarabaper37 anni. È tra i fondatori della Lega degli Scritto1i Siriani (Rabita al-Kuttab alSuriyyn), un'associazione di scrittori impegnati e di sinistra, fondata nel 1951 e chiusa all'inizio del 1959. Poeta, scrittore e critico letterario, fa paitedi quella generazione di letterati ai-abiamata e rispettata da tutti anche al di là degli schieramenti politici. Paifare di Shawqi Baghdadi oggi, è pai-Jare di un'intera generazione di letterati arabi. Come molti altri scrittori e poeti della sua epoca, ha conosciuto anche lui le prigioni del suo paese e del Libano, dov'era emigrato, quai1doall'epocadi Nasser fu aiTestatopiù volte perché sospettato di essere comunista: "Un governo mi metteva in prigioneracconta lo scrittore-e anche quello nuovo mi rimetteva in prigione, sia pure pertre giorni. Sono comunque tornato al mio paese perché, anche se in passato i miei rappo1ti con le autorità erano stati un po' tormentati, 12oisono sempre seguiti da periodi di calma: litighiamo e facciamo la pace". E vissuto cinque anni nel!' Algeria post-coloniale, dove ha lavorato come professore di lingua ai·aba, impegnandosi a fondo nel progetto di arabizzazione messo in atto dal paese maghrebino. Nel '73 si è sposato e a 60 anni è andato in pensione. La passioneper la scrittura.Quandohai "scoperto" di averedoti letterarie? Unoo nascepoetao nonsaràmaipoeta.Lapoesiaè l'unicacosache non si può impararein nessuna accademia.lo mi ricordo che sin da quando avevo dieci anni mi piaceva ascoltareper ore e ore poesie e racconti.Mi piaceva impararli a memoria,ma nel momento in cui li 1ipetevo,non1ispettavole stesseparole,lecambiavoamiopiacimento, inventandoe aggiungendocose mie.In famigliaero ioche sostituivoil ruolodella nonna,raccoglievo tutti intornoa me e raccontavole sto1ie che inventavo.Probabilmenteimieiprimitentatividi scritturarisalgono a quel periodo,quandomi veniva spontaneo1ispettaregli schemifissi della poesia araba tradizionale, al-qasida. A 14 anni ho scritto una raccolta,un diwan, di poesieche conservoancorae che avevointitolato al-Bara'im (Gemme). Il mio impegnonellac1iticaletteraria,poi, è la conseguenza di uno studio approfondito e successivo. Quando ero giovanenonc'erano specialistidi criticaletteraiia.La figuradelcritico, a queU'epoca , era sconosciuta; da noi è una figura recente e si è consolidatanegliultimi 20 anni. Tu che haiserinoanchemolti raccontibrevi, ti consideripiù poeta o più serinore? lo sono piùconosciutocome poetae questoper motivipolitici.Se dobbiamo limitarcia un c1iteriodi quantitàho scritto lo stessonumero di raccontiedi poesie.Ho scrittoancheromanzi,mapoi lihobuttativia, erano tentatividi gioventù.Negli anniCinquai1taquando aderimmoal Movimento NazionalistaArabo, in ascesa in quel periodo, in ogni incontroera necessarioche ci fossequalchepoeta.Quellidi sinistradi solitoavevanodueo tre poetidi cui si servivanoe io, a quell'epoca,ero traquellipiùconosciuti.Ognisettin1ana,unao duevolte,paitecipavano a quel generedi 1iunioni.Inquestomodomi sono appassionatoda una paite al lavoropoliticoe sociale,e da!J'altrasi è rafforzato il mioamore per la poesia. Ma mi accorsi poi che le poesie di quell'epoca non riuscivanoaesp1imeretuttoiImiomondointeriore.Dentrodimeavevo sogni,nostalgieedeside1icheavevanounavoceprop1ia.Questogenere di poesie lescrivevoper contomioe nonperquel pubblicopoliticizzato e, a volte,non lepubblicavoneanche.Lagentemiconsideracomunque poeta e non nairntore. Comesai,ilcompitodeltraduttoredipoesieècomunquecriticabile: da wu1 partesi tiraaddossolecritichedeipoeti e dei criticiletteraridel suopaese e, dall'altro, quelledelpoeta chesi sentemaltrattatoda una cattiva traduzione.Secondo te si può tradurrelapoesia? In teorialepoesianonsidovrebbemaitradune.La poesiaè difficile da tradUJTese non impossibilein molti casi perché è un espe1imento linguisticoeccezionale.Peresempio,hannotradottoalcunemie poesie in un'antologiafrancesepubblicatadalle Editionsdu Seui!.Malgrado fosserotradottee scrittemoltobene infrancese,io nonmi 1iconoscoin quellepoesie,nonlericonoscocomemie,ècome senonmiappaitenesseropiù, sonodiventatedi unaltropoeta.C'èrnmai qualcunaltrochesi è intromessonellemie poesie. Perquantoriguai·da il racconto,invece, l'autore è semprepresente,e il traduttoreper lo più è assente.Tuttavia devo ainmettereche se nonci fosserostatele traduzioni,nonavreimai conosciutoigrandipoetioccidentali.Latraduzioneè necessaria,nonse ne può fare a meno. Il traduttore di poesia, però, non deve essere necessariai11enteun poeta, ma deve assolutamente avere un gusto letteraiioeccezionale,al di furnide!Janorma.Ecco, forsesidovrebbero limitareatradu1TelapoesiasoloqueUepersonechehannoalmenoquesto gusto letterarioeccezionale. Oggi si stanno compiendo molti sjòrz,iper diffondere tut/a una cultura araba in passato molto trascurata. Secondo te chi son.oi responsabilidi questa inadeguatezza? Noi siamo consapevoli delle nostre responsabilità,delle nostre mancanze e i governi arabi non hanno ce1to contiibuito ad off1ire ali'Occidenteunareale immaginedegliai·abi.Però,bisognaammetterlo, anche l'orientalismoha le sue colpe. lo credo che gli 01ientalistin passatoabbianoavuto sicuramentedei meritiper aver fattoconoscere, sia pure a pochissimepersone,eminentifigure del mondo ai·abo,ma bisognaancheai11mettereche ancoraoggici sonomoltiorientalistiche continuanoa dai·eun'immagine delmondoarabodistrnta,moltolegata a!Jeti·adizionireligiosee sociali,come se nonesistessealti-o,senzamai mettere in evidenza la volontà di trasformazione che comunque è sempre esistitada noi. Ma la responsabilitàdi questa inadeguatezzaè anche delle case editrici occidentali che in passato non hanno fatto conoscerelanosti·acultura:né iclassicidellaletteraturaarabadelpassato

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==