diverso, sostenute da promesse e iniziative contraddittorie, fino a confondere la percezione degli elettori (letto1i e telespettatori), colti di sorpresa. Che la massa degli elettori venga condizionata da questa tecnica non è sorprendente. La cosa sorprendente è che la strategia messa in atto dalla P2 tramite le reti televisive di Berlusconi non sia stata individuata sul nascere, una dozzina d'anni fa, quando qualunque esperto di comunicazione avrebbe dovuto capire che il padrone della Fininvest sosteneva un progetto politico: sarebbe bastato guardare con attenzione gli spot di auguri natalizi dei canali dell'azienda, nell'inverno dell'87, per capire che si stava cercando di attribuire un colore politico nientemeno che a Babbo Natale e a Gesù bambino. Ci si ritrova invece, a parecchi anni di distanza, dopo una clamorosa sconfitta elettorale, a dibattere con tutta serietà sul fatto che la televisione abbia o meno la capacità di spostare voti. Dalla Madonna pellegrina e dal sinistro buonsenso dei partiti che mantenevano un ferreo controllo sui mezzi di comunicazione, si è passati di colpo alla "tolleranza" che diventa prerogativa del partito di Fini e deJlo schieramento I iberaldemocratico (altra matita i I cui colore è stato spudoratamente falsificato senza che l'opposizione desse segno di capire la portata e le conseguenze della menzogna). Il salto è stato rapidissimo, ma non così improvviso che almeno gli espe1ti della materia non potessero rendersi conto di quello che stava succedendo. In Italia come in USA, gli unici a sapere veramente che il colore della tolleranza non è quello sventolato dai "professori" delladest:ra, sono le minoranze, cioè le "cavie" che esperimentano l'intolleranza dal vivo, quotidianamente, sulla propria pelle. Ma questa consapevolezza va rafforzata, sostenuta, perché spesso chi è vittima di un atteggiamento intollerante non allarga la propria solidaiietà a!Jevittime di un atteggiamento intollerante "diverso", è cioè disposto a credere che la matita rossa sia blu se la situazione non lo riguarda da vicino. A opporsi alla babele imperante in cui le parole perdono di significato mutandolo a seconda della convenienza politica, dovrebbero essere gli iniziati, coloro che conoscono il trncco della matita colorata e avrebbero il dovere di smascherarlo, seppure con cautela, per non rischiare laradicalizzazione, l'irrigidimento di significati (e di posizioni politiche) che ha portato, negli Usa, aquello stadio avanzato della confusione linguisticache va sotto ilnome di coJTettezzapolitica. Ma non sempre sono disposti a farlo, perché, come gli studenti "complici" dell'esperimento tenuto in quelle aule in tempi lontani, sono troppo occupati a studiare i meccanismi della comunicazione in modo neutro; o ritengono più utile mentire a loro volta sul colore di ce1te matite, cioè sfruttare le loro conoscenze a vantaggio proprio o della propria patte politica in base alla considerazione che la menzogna paga; oppure non se la sentono di andare contro tutti, per paura, per sfiducia o per convenienza personale. Frank:Luntz ha scoperto, con i suoi sondaggi, che "purtroppo" esiste un'anima "morale" della nazione americana che 1ifiuteràdi sostenere e di votai·e la politica di tagli alla spesa pubblica dei repubblicani se, per esempio, il "New York Times" deciderà di pubblicare in prima pagina fotografie di homeless, o se la CBS trasmetterà in prima serata altre inchieste sulle abbiette condizioni di vita nei ghetti e sulla conseguente violenza diffusa. E si sta prepai·andoalla battaglia. Chiunque vorrà contrastarlo, però, avrà lo spazio fisico per farlo, grazie alla legislazione che impedisce la concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione nelle mani di una sola persona. Da noi, invece, non potrà essere guerra, ma solo guerriglia all'arma bianca contro eserciti super equipaggiati. Altro che pai· condicio. M A R Z O CLASSICI ITALOSVEVO Senilità A cura di Marisa Strada pp.LXX+266, L.34.000 SOFOCLE Filottete Traduzione e cura di Maria Belponer pp.XXXVI+ 124, L.28.000 NARRATORI BARRYHANNAH Ziettamusodi topo Un nuovo racconto di un caposcuola tra gli odierni narratori del Sud degli Stati Uniti. pp.96, L.10.000 MICHEÀLMACLIAMMÒIR I! onestolago Nel diario del grande attore irlandese la tormentata lavorazione dell'Otello di Orson Welles. pp.336, L.24.000 ISTREA LATIFETEKIN Fiabedallecollinedei rifiuti Fiabe che "nascono dal!' insopprimibile energia fantastica di una comunità privata di qualsiasi rffugio o certezza" (John Berger). pp.176, L.20.000 DIARIO ITAI.JIANO SEVERINAROSSI / GUSTAVOTOMSICH 1945, l'annodellarivolta Due diari sul fascismo, la guerra, la Resistenza e la liberazione. pp.224, L.18.000 S A G G I DEMETRIOVOLCIC/ VANNINOCHITI Intervistasulfederalismo Le ragionidelle regioni: il caso Toscana. Con unapresentazione di Oskar Lafontaine pp./28, L.14.000 (iltl0i•l:■ ill ULDERICOBERNARDI Creaturamvini... Collana Pensieri e piaceri pp.220, L.28.000 GIUSEPPEGRIECO l!esilio Collana Fantasia e memoria pp.194, L.25.000 in libreria
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