Linea d'ombra - anno XIII - n. 102 - marzo 1995

32 VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE culturale di questo fine millennio. "L'unica terra che è tua è quella bagnata dalle gocce del tuo sangue", ebbe a dire. Infine vi è il tema della scrittura, una dimensione accattivante. Un particolare tipo di scrittura, in ogni caso, il diario, le lettere, le poesie, generi che fanno riferimento alla sfera del privato. Il diario è genere molto vicino al mondo dell'adolescenza, perché scrittura segreta, circolare, che ha come destinatario il mittente. Intensissima, valorizza i frammenti, le emozioni occasionali, gli incidenti del quotidiano. E gli scritti più conosciuti del Che sono appunto tre diari, uno più bello dell'altro, scritti per non essere pubblicati: darli alla stampa significava rivelare segreti al nemico. Il primo è il racconto di un viaggio in motocicletta per il continente latinoamericano, il secondo è il diario dell' avventura in Bolivia, che si concluderà con la morte, il terzo, di cui non si conosceva l'esistenza fino a pochi mesi fa, uscito in questi giorni, racconta la disastrosa guerriglia in Congo a cui prese parte. Insieme ai diari, fondamentali sono le sue letteretestamento, soprattutto quella di commiato a Fidel e ai genitori. Un eroe nudo, quindi, nelcorpo e nella mente, in vita e in morte, senza segreti, se non quelli nati dal mistero della sua limpidezza che gli "altri" costruirono intorno a lui. Una figura simile, in ogni caso, deve molto alla letteratura. Soprattutto alla poesia del modernismo latinoamericano, che fu sempre anticapitalista e che vide in Ariel, lo spirito che vive nel vento, il suo modello ideale, mentre Calibano fu identificato con gli Stati Uniti. Guevara fu un Ariel barbuto della lotta di classe a livello planetario: egli lottò a fianco del terzo mondo, in Africa, in Oriente, in America latina contro la barbarie dell'imperialismo degli Stati Uniti. In questa lotta privilegiò sempre i valori dello spirito sul corpo, mentre pensò addirittura che in quell'isola socialista "primero territorio libre de America" fosse possibile far nascere persino un uomo nuovo ( così il titolo di un suo scritto di successo negli anni Settanta). Questo uomo nuovo costruito nell'isola di Cuba, patria del socialismo tropicale, si proiettava nel futuro, stimolando la nascita di altri uomini nuovi nel mondo, grazie alla coscienza rivoluzionaria, la grande scoperta politica e culturale di quegli anni. Per la coscienza rivoluzionaria lo spirito è sempre più forte della materia, Ariel ossia l'arte, la bellezza, l'ideale potranno sempre sconfiggere Calibano, e il rivoluzionario, il poeta, il guerrigliero antimperialista vinceranno sempre sui bassi istinti capitalistici dell'uomo. E se Rubén Dario, aveva teorizzato l'esistenza di una torre d'avorio nella società moderna, nonché della funzione "purificatrice" della poesia, così il marxista Che Guevara parlerà di una società ideale in un'isola dei Caraibi, dove i rapporti umani sono improntati a generosità, sacrificio, dove il guerrigliero è poeta, soldato, politico. La gioventù una condizione dello spirito. Un uomo così semplice e complesso allo stesso tempo non poteva che essere in conflitto con il mondo in cui viveva. Egli fu sempre in contrasto con il mondo in cui visse: argentino fra cubani, medico fra soldati, malato fra uomini sani, politicamente in contrasto con Fidel negli anni in cui fu ministro dell'Industria, mentre nella spedizione in Africa, nel Congo, fu unico bianco fra tanti neri (cantava tanghi pieni di nostalgia, dice l'ultimo diario pubblicato), mentre in Bolivia fu uomo di città fra

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