Linea d'ombra - anno XIII - n. 102 - marzo 1995

VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE 31 questo un desiderio di resurrezione che accompagna anche altri miti contemporanei, come Elvis Presley. Vissuto all'interno della cultura cattolica, Guevara è stato visto anche come un martire, perciò viene venerato attraverso le reliquie: è intenso il pellegrinaggio al paesino di Valle grande in Bolivia (vicino al quale fu ucciso), e soprattutto all'ospedale Sefior de Malta, un edificio a un solo piano nella cui lavanderia fu deposto; si dice, inoltre, che le mani siano state tagliate e portate a Cuba, come successe al grande poeta modernista latinoamericano Rubén Dario (alla cui formazione culturale Guevara deve molto), che dopo la sua morte vide il suo corpo smembrato dai parenti avidi e pietosi: il cervello venduto a un museo, le mani cons.ervate in barattolo, il cuore perduto da qualche parte. Come sempre succede alle figure più cristalline, Guevara mantiene una zona oscura nella sua personalità: la malattia, i divorzi, una sensualità prorompente, il rapporto totale con Fidel, l'eterno spirito di ragazzo che non prende nulla sul serio, nemmeno il ruolo di ministro dell'Industria. Forse a questa zona oscura attinge uno slogan letto sui muri di Roma nei pressi della RAI che dice DIO CHE ...GUEV ARA, vicino a un simbolo della destra, dove non si intende se un signor Guevara vuole far sapere che DIO C'È, oppure è l'equivalente di "Dio mio, che casino", o altro ancora più indecifrabile. Abbiamo detto che fu più conosciuta la sua immagine del suo pensiero. Ma egli ebbe la capacità di parlare ai giovani sintetizzando le sue idee in slogan che fanno subito capire da che parte stare, buoni ancora oggi, per essere usati in molte occasioni: durante una partita di calcio, una manifestazione politica, uno spot pubblicitario. Lo slogan più famoso Hasta la victoria, siempre rinvia a due campi semantici, alla politica e al gioco. Attraverso i suoi slogan, introdusse lo spirito del gioco nel linguaggio burocratico della sinistra comunista degli anni Sessanta, anticipando un fenomeno modernissimo, e più cinico, del raggruppamento politico "Forza Italia" che invece ha fatto il cammino inverso: trasportare lo spirito imprenditoriale del gioco del calcio nella vita politica. A rendere più permeabile la sua figura contribuirono anc- e la usica e i versi di una canzone accompagnata con la chitarra, he ancora oggi affiora durante le feste giovanili, con nostalgia di quei "mitici" anni Settanta, a cui gli adolescenti di oggi gu dano con curiosità perché non vi presero parte. Y tu querida pres ru;ia,comandante Che Guevara. Oltre a saper parlare con gli occhi, con la musica e con il cuore ("Bisogna indurirsi, senza perdere mai la propria tenerezza" l'altro slogan propagandato ancora oggi con successo), il Che conosceva la forza e l'onore del sangue, un tema vivo nella cultura della nuova destra. Il sangue non è violenza, anzi il sangue è capace di sublimare la barbarie della violenza. Perché i valori del sangue attingono allo spirito non al corpo. È il liquido della vita, l'unica moneta in grado di pagare valori come l'amicizia, la patria, l'ideale. Inoltre i rapporti cementati dal sangue sono al di sopra di qualsiasi giudizio e hanno validità perenne: Guevara aveva giurato un patto con Fidel ed era diventato figlio di Cuba con un atto amministrativo, sottolineando l'importanza del vincolo con la patria, la grande scoperta

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==