Linea d'ombra - anno XIII - n. 102 - marzo 1995

. ' ' VEDERE,LEGGERE,~SC(?LTARE 23 adirelaconsuetudineareplicareilcontestorovesciandoneilsensoè una reazione al cinismo e alla nostalgia nelle generazionidei quaranta-cinquantennima ha prodotto, a mio avviso, una scuola moltogiovane(giovane,va da sé, in sensoanagrafico),insoddisfatta di comicità e satira, ma in prudente equilib1iosulla spirale del disordine:corteggiail tragico,sfiorail lirismomalinconico,driblala satirama resta,comequest'ultima,inchiodataallafissitàdellascena socialea cui appartiene;nonfoss'altroperquelladimensionegergale chemaicomenell'ultimadecade,hadatoformaa un"parlato"chepropriocomel'ironia-s'è dimostratoveicolod'una infinitaapprossimazioneal vero.I Culicchia,i Brizzi, leBallestra- pur conesiti diversi(e i nomisonopuramenteorientativi)-orchestrano ilproprio risentimentochiudendogliorizzontidelnarratoentrounsemicerchio di ammicchi,allusioni,citazionidaclan,dagang,daquartiereurbano. Allo smarrimentodella confusioneoppongonoun "piacere"della confusionecheproducepiuttostochelasmemoratafestadel nulla-sitieneunprudentesgomento.L'immersionenelgergo(percertiaspetti il rap italianoha percorso la stessa strada ma con più scomposta drammaticitàe disperatacreatività)è sentitaimmediatamentecome "destino" generazionalee come esperienza senza esperienza e, cionondimeno,essenziale.SilviaBalJestraritraeil fenomenoin Gli orsi con intelligentefreschezza:"All'epoca, appartenevoa quella dolorosafasciad'età incui, superatele tenibili tempestedell'adolescenza, tutta la psichecombattevaoscurebattagliecontro fantasmi senzavolto,difficilissimidasmascherareecomunquemaisfioratidal bene dell'intelligenza,della cultura, della consapevolezza.Erano fantasmichetiattiravanoin trappolaconmessaggie richiamisempre sopra le righe, uterini,passionali.E la passionalitànon era affatto quelladellegranditradizioniletterariedelNovecento(...) ma andava drittaal cuoredelgiornaletto,dellabattutinacopiatadaicornicidelle tv commercialie delle fanzine di hard-coremusic." E prosegue, contemplandol'edizioneintegraleiper-tascabiJedel Leopardi:"Davanti avevoquestilibridi Leopardia 3900lire,e allespalle,invece, un fottiodi parlatogiovanileche colavacome un magma incandescentee abbrustolivatutti i filamentiintelligentidel cervelloe se ci stavidentrotroppoa lungodiventavauna speciedi sabbiamobilein cuipiùcercavididimenartiepiùsprofondavi".Lo sgomentodifronte all'opera leopardiana(difronteallaprecocitàdelpoeta"coetaneo")è autentico, ma altrettanto autentica è l'ineluttabilità del "magma incandescente":il"romanzodiformazione"chesi celanell'inquietudinemoraledeigiovanissiminarratorimplodenellostessomomento in cui la dinamicadella"formazione"orecchiail già-detto,o ancor meglio la svenditadel già-detto. La brusca frenata dell'ironia la si coglienellacitazionedel prodottocommercialea bassoprezzo,che, si badibene, nonintendesvilireil poeta"coetaneo"(econtemmeo), ma,piùsemplicementeaccentuare-non screditare- laconfusione delconsapevoledisvaloreadolescenziale.Traunvaloredatoperce1to -oaddiritturariconosciuto-e le"sabbiemobili"diunamagmatica ma palpabileidentitàlinguisticasi insinual'inevitabile- taleviene sentita- enormitàdellamediazioneculturalee sociale:e non v'è dismisurasenzasorriso,comicità-o tragedia.Lemaschereironiche dellanarrativapiùgiovane-e icolori"tribali"del suolinguaggiofingono una distanza, danno per buona l'esistenza di un punto d'osservazioneesterno:fingonodi trarsi"fuori"e ammiccanocontinuamentecomefosse-eloè-facilmentecondivisibilelaperplessa osservazionedell'esistente. La distanzaconsapevolementeillusoria ma soprattuttol'ammicco linguisticoacuiscono la percezionedel bailamme,delrovinaredi storia,credenze,speranze:neconsegueun grancircochepuòcontinuarea riprodursisoloa condizionechenon ci sianososte,chesi taccialadistanzafittizia.Lamascheradell'ironia implicauninesaustoedefatigantenon-prendersi-sul-serio,unaassunzionedelcontestonongiàcomeequivocomacomemirabileofficina dinuoviequivoci.L'ironianonsuonamaidrammatica,nonsvela,non mette a nudo:è interlocutoria,difensiva,isterica.È maniera,insomma. Sorprendecomela scuola,che, sembraunadellemolte"rovine" delpanoramasocialecontemporaneosiadi fatto- moltopiùchenei romanzidi formazionedi tantanarrativanovecentesca- unricchissimo serbatoio,forsel'unico, di eventi,un teatro- vecchio,stantio -ma insostituibile.Cosìlosfondodellalovestorydi JackFrusciante è uscitodalgruppo di EnricoBrizzi è immancabilmentela "classe" scolastica- o meglio,la frizioneomeostaticafra istitutoscolastico e clan metropolitano: "In due parole tardoadolescenziali,c'era il compito di fisica e il vecchioAlex non aveva studiato un emerito. Moraletardoadolescenziale,ilgiovinescioccoche durantele lezioni di fisicaavevalettoFrigidairee i giornalidimusicachequestamusica non è musica è rumore,si ritrovaconcapitoliseida studiaree invece di correre ai ripari frequenta cattive compagnie e alla vigilia del còmpitussidedicaapiccoliattidi teppismoincompagniad'un amico di quellicheperderli è meglioche".L' ironismomanieristavuoleche il diciassettennesia "vecchio", corsivizzi l'ellissi, non certo per pruderie,dell'espressione"unemeritocazzo",nondisdegnil'arcaica aggettivazione"giovine", qualifichicon una relativa "rovesciata", attinga all'inversionedel linguaggiocommerciale ("capitolisei"), maccheronizzie citi,siapur troncandolo,il luogocomune.Il tuttoin un solobrevecapoverso. La manipolazionesemanticadell'ironismo è garrula,allocutoria,celebral'equivoco come unico frontedi resistenza.Noninterloquiscecon la"gente",semmaiconuna gens, lecui soleragionidi nobiltàsono ladifferenzagenerazionalee il "dialetto" o meglio l'idioletto, comprensibile solo attraverso una assidua frequentazionedei codici linguisticie dei loro rapidi slittamenti semantici. "Il grado secondo," dicevaRolandBarthes, "è anche unmodo di vivere" e difatti l'ironismo generazionale fonda l'ambiguità linguistica su una inequivocabile ambiguità esistenziale. Molto più che inpassato,del resto, il gergogiovanileè vissutoe recepito non come fenomeno transeunte (magari patetico) ma come codice stabile e trasmissibile, inclusivo e non esclusivo. A una sempre più complessa pratica di decodificazione del contesto ironico e autoironico, corrisponde il "feroce" abbassamento dell'età dei narratori promosso dall'industria editoriale, quasi ad anticipare il rapidissimo involvere dell'ambiguità ironica. Non è uncasocheNicolaXin Infattipurtroppo.Diariodi unquindicenne perplesso, faccia da ingenua cerniera fra il manierismo ironicoe la serietà dell'introspezionismo più adulto, situando il proprio smarrimento in una "zona franca" sospesa fra l'urgenza del che fare e latentazionedell'autoironia: "Sessantottoè unaparola tabù, si ha paura del confronto con i nostri genitori, quelli che ti rompono le palle da quando sei nato con la rivoluzione culturale e Bob Dylan e Kerouac e "Contessa" e Che Guevara. Si è tragicamente consapevoli che era meglio allora, che Dylan era meglio dei 99 Posse, che un altro Kerouac non esiste e Guevara è morto da vent'anni mentre noi siamo ancora qui a idolatrarlo. (...) Essere comunisti quando il comunismo è morto è come, nel dormiveglia, sognare essendo consapevoli che è un sogno. È divertentema ci si sente unfilo a disagio".La riflessione è piùche ingenua ma nonpriva di interesse: non foss'altro per il vuoto che sigla quel "dormiveglia". Il sonno ha ben poco a che fare col comunismo morto o con l'iterazione di una mitologia scivolata nella nostalgia:il verodisagio dei moltipiccoliholden sta semmai nel non aver raccolto, in tutta la sua serietà, la fase critica che ha

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==