Linea d'ombra - anno XIII - n. 101 - febbraio 1995

Finalmente, una dura comunicazione arrivò dalla segreteria della Presidenza: "che il Salviati la smettesse d'importunare". Non c'era più nulla da fare; e Salviati, raccolte le sue carabattole, se ne andò. Scoppiata la guerra con l'Abissinia, Salviati si arrolò nelle Camicie nere, "volontario della fame", giusta la definizione del ministro inglese Eden. Anche nella Camicie nere giunse al grado di sergente; inoltre, accumulò, fra la campagna di guerra e il servizio ordinario in patria, sei anni che, sommati ai quindici di prima, bastarono a ottenere la pensione minima. "Tutto questo per il rifiuto di condurre a spasso un cane" Salviati disse, a mo' di conclusione, a un tizio, anche questi pensionato e da molti anni. "Ma lei" il vecchio pensionato rimproverò "lei, uomo di senno, sapendo come va il mondo, perché non lo condusse fuori, quel Clarice Lispector LETTERA UN'AMICA traduzionedi AdelinaAletti Questa lettera scritta da Clarice Lispector nel 1947 a una cara amica è rimasta inedita fino a quando il famoso scrittore brasiliano Caio Fernando Abreu l'ha avuta dalle mani della destinataria e l'ha pubblicata nella sua rubrica sul supplemento letterario di un quotidiano di San Paolo, il 25 luglio 1994. Berna, 2 gennaio 1947 Cara, Non pensare che una persona abbia tanta forza da condurre una specie di vita e continuare a essere la stessa. Perfino tagliare i propri difetti può essere pericoloso, non si sa mai quale sia il difetto che sorregge il nostro edificio intero. Non so come spiegarti la mia anima. Ma quello che vorrei dire è che le persone sono molto preziose, e che solo fino a un certo punto possono rinunciare a se stesse e consegnarsi agli altri e alle circostanze. Dopo che una persona ha perduto il rispetto verso se stessa e verso le proprie necessità - rimane una specie di straccio. Avrei tanto voluto essere vicina a te e chiacchierare e raccontare esperienze mie e di altri. Avresti visto che ci sono certi momenti in cui il primo dovere da compiere è in relazione a se stessi. Da parte mia, non avrei voluto raccontarti come sono oggi, perché mi pareva inutile. Volevo semplicemente raccontarti il mio nuovo carattere, o mancanza di carattere, un mese prima di tornare in Brasile, in modo che lo sapessi. Ma spero, sulla nave o sull'aereo che ci porterà di ritorno, di trasformarmi istantaneamente nell'antica che ero, e forse non sarebbe necessario raccontarlo. Cara, quasi quattro anni mi hanno trasformata molto. Dal momento in cui mi sono rassegnata, ho perso tutta la vivacità e ogni STORIE/FIORE 77 cane? Può darsi che quel Giordani chiedesse veramente un favore ... Lei poteva prenderla per questo verso. Un po' di scaltrezza, diamine. Poi, si sarebbe visto". L'ex brigadiere storse la bocca; infine, dopo una breve meditazione: "Io non avevo torto; quel mio atto fu spontaneo" disse. "Forse, esagerai. E non ne valeva la pena. In questi anni ci ho ripensato. Tutto ciò che l'uomo fa - sia bene o male - viene giudicato errore, eresia. Eresia è la parola giusta. Gli organi dello Stato, il consorzio civile, gl'individui, esercitano oggi la stessa funzione che fu già della Chiesa, dei tribunali ecclesiastici, degli inquisitori: una critica aspra, una negazione ricca di cavilli, senza, però, indicare né dire ciò che si debba fare. Nulla più piace né persuade, dell'uomo: tutto di lui importuna e offende. Le illusioni sul conto suo, svanite, morte; il sospetto e l'intolleranza prevalgono". interesse per le cose. Hai mai visto come un toro castrato si trasforma in un bue? Lo stesso si può dire di me ... e mi pesa il duro confronto ... Per adattarmi a ciò che era inadattabile, per vincere le mie ripulse, ho dovuto tagliare le mie catene - ho tagliato in me la forma che avrebbe fatto male agli altri e a me. E con questo ho tagliato anche la mja forza. Spero che tu non mi veda mai così rassegnata, perché è quasi ripugnante. Spero, sulla nave che mi porterà di ritorno, al solo pensiero di vederti e di riprendere un po' la mia vita - che non era meravigliosa ma era una vita - di trasformarmi interamente. Un'amica, un giorno, mi ha fatto coraggio, così diceva, e mi ha domandato: "Eri molto diversa, no?" Lei mj trovava ardente e vibrante, e quando mi ha incontrata si è detta: o questa calma eccessiva è un atteggiamento o lei è cambiata tanto da apparire quasi irriconoscibile. Un'altra persona ha detto che io mi muovo con la lassitudine di una donna di cinquant'anni. Tutto questo tu non lo vedrai né lo avvertirai, così voglia Dio. Non ci sarebbe bisogno di dirlo, allora. Ma non ho potuto far a meno di volerti mostrare ciò che può accadere a una persona che è scesa a patti con tutti, e che si è dimenticata che il nucleo vitale di una persona va rispettato. Ascolta: rispetta anche ciò che c'è di cattivo in te - rispetta soprattutto ciò che tu immagini ci sia di cattivo in te - per amor di Dio, non volere fare di te una persona perfetta - non copiare nessuna persona ideale, copia te stessa - è questo l'unico modo di vivere. Giuro su Dio che, se è vero che esiste un cielo, una persona che si sia sacrificata per vigliaccheria - sarà punita e andrà all'inferno. Sempre che una vita tiepida non venga punita proprio per questa tiepidezza. Prendi per te quello che ti appartiene, e quello che ti appartiene è tutto ciò che la tua vita esige. Sembra una vita amorale. Ma ciò che è veramente immorale è avere rinunciato a se stessi. Spero in Dio che tu mi creda. Mi piacerebbe perfino che, a mia insaputa, tu mi vedessi e assistessi alla mia vita. Io sarei una lezione per me stessa. Vedere cosa può succedere quando si patteggia con la comodità d'anima. Tua Clarice.

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