62 POESIA/ WONG E mja madre sogna di mettersi i vestiti che ha nell'armadio, di ingoiare il brodo senza soffrire di dipingere uova per un nipotino mai nato. Mi volto e tocco gli occhi di mia madre. Sono bagnati e sogno e sogno di ricamare pelle nuova. (da Dreams in Harrison Railroad Park, 1977) Giorno dei Morti Entro in casa con una maschera sul viso. "Cos'è quella signora?" chiede uno spiritello. Potrei ben dire che sopravvivo ai fantasmi di me stessa. Potrei ben dire che da poco porto questa armatura, capelli di fuoco, occhi sfavillanti al di là dei corpi dei miei antenati sconosciuti. Lancio un aquilone a forma di millepiedi volteggiano le sue innumerevoli zampe atterrano sulle ali di una fenice dorata e mi richiama a una terra di uccelli e colline e mi chiama a superare le mie paure infantili. Se venero i morti è perché sento dal profondo delle ossa il bisbiglio dei miei genitori che mi chiedono cibo. (da Dreams in Harrison Railroad Park, 1977) Ricordati di me Ricordati di me, amore mio, ricorda la mia bocca sensitiva come foglia verde ricorda la mia pelle la sua perenne tristezza Ricorda le mie dita esuberanti come danzatrici Ricorda il mio cuore palpitante pioggia e tuono Ricorda il mio petto le sue burle da clown Ricorda, ricorda i miei capelli folti di domande argentee e nere Ricorda le mie mani che graffiano e saccheggiano il tempo Ricorda le mie gambe che corrono al lavoro e alle riunioni politiche Ricordati di me quanto cucino per 15 o 20 Ricordati di me affacciata alla finestra a inghiottire la vista di luci e ombre Ricordati di me, amore mio, ricorda la mia risata che sfida la morte. (pubblicata su "Winter Solstice", 1987) Il mio amore cinese Il mio amore cinese non si arrampica verso il cielo su cancelli lunari né fiorisce in un giardino di peonie e crisantemi. Il mio amore cinese vive nello sguardo di chi porta il cappello del coolie e sorride tra sé, contento delle sue fantasticherie. Il mio amore cinese vive nella voce delle mie nonne che non vedono me, la nipote che scrive e canta le loro gioie e dolori. Ma mi sfiorano per strada chiacchierando fitto fitto, portando caldi berretti di lana e gialle borse di plastica di verdure cinesi. Concubine e sacerdotesse fiorirono durante le dinastie, ma non sono loro il mio unico amore cinese. Il mio amore cinese non può annullarsi nelle iniquità del passato, né può rivivere solo nelle antiche poesie d'amore delle donne. Il mio amore cinese cresce nel grido delle venditrici ambulanti, nelle piccole mani delle bambine vendute. Quanto c'è di americano nel mio amore cinese? Quanta ansia, quanta verità? Taxi e risciò sfrecciano per le strade di Hong Kong e i sampan scivolano lungo il Mekong mentre le donne lavano i panni di casa e mi salutano come una turista americana. Il mio amore cinese vaga in cerca di sogni e memorie, di visioni ancora ignote. Il mio amore cinese è chiassoso, stride come le piastre del mah-jong giocato nei seminterrati; impregna come l'olio di arachidi della cucina di mia madre, brilla negli occhi lucidi di mio padre che borbotta e spaventa i clienti del nostro ristorante Grande Cina. Il mio amore cinese è mio zio che ha la pelle gialla per il troppo oppio, mentre era nato integro e puro. Il mio amore cinese è la mia curiosità per la sua vita quando giunse scapolo ai lidi americani a far torte di mele cinesi. Il mio amore cinese brucia. Ride nella voce dei bambini che mangiano le arance insieme ai compagni del vicinato. Il mio amore cinese è un guerriero. La morte fisica non potrà inghiottirlo né scacciarlo da una donna che non avrà quiete fino a quando non avrà dato voce allo spirito di ogni donna, uomo e bambino che ancora lottano per mangiare e vivere su questa nostra terra ereditata. (da The Death of Long Steam Lady, 1986)
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