Linea d'ombra - anno XIII - n. 101 - febbraio 1995

per annunciare alla maestra e agli amici che il mio nome non era più Nah Lei, Dove, Quale Luogo, ma Lay Oy, Amore Bello, il mio nome cinese. Sorrisi al pensiero che Lay Oy poteva anche voler dire tasca perduta a seconda del senso della conversazione. Così alla scuola cinese ero Lay Oy, da tirar fuori dalla tasca ogni giorno, dopo la scuola americana, anche il sabato mattina, da Nellie, da Dove, Quale Luogo, a Lay Oy, a Amore Bello. Tra tutti questi nomi allora non capii che mi sarei persa. (da Dreams in Harrison Railroad Park, 1977) Minestradi pollo Una donna prepara una minestra di pollo davanti ai fornellì Il pollo cuoce con tutta la pelle. La figlia della donna entra in cucina e posa un sacco di riso su una sedia di lucido teak. Sussurra alla donna: '· Sorella Maggiore 1 , stasera mangio con te. La donna continua a mescolare la minestra: Ha la fronte liscia. li melone amaro ripieno2 è poggiato su un vassoio di draghi e nuvole. Mette il pollo sul tavolo e ne taglia ali e zampe come ha fatto per tutta la vita. La donna pensa: Il riso sarà soffice stasera chiunque io sia comunque mi chiamino. Davanti all'altare degli antenati poggia due piatti con i petti di pollo, due ciotole di vino. Dice alla figlia: Dobbiamo dar da mangiare a tuo padre e dobbiamo dar da mangiare a tua madre. Poi mangeremo noi. Sedute al solito posto, le due donne bevono il brodo, in cui galleggia lo scalogno. L'unico suono ossa di pollo spezzate (da Dreams in Harrison Railroad Park, 1977) Note I) "Sorella Maggiore" è l'appellativo che si usava nella famiglia patriarcale cinese per la concubina. 2) [I melone amaro è un ortaggio cinese simile alla zucca. Non per il cibo Una volta organizzai un pranzo per i miei colleghi orgogliosa ordinavo POESIA/ WONG 61 cotolette di maiale alla griglia, stuzzichini di uova, brodo di nidi di rondine pollo all'imperatrice con asparagi anatra di Pechino e focaccia millefoglie aragosta cantonese riso fritto yang chow con funghi neri, selvatici e champignons merluzzo di scoglio in agrodolce tè oolong dolcetti della fortuna e delizie alla mandorla orgogliosa ancora ero di invitare i miei colleghi a fare il giro dei vicoli bui la cantilena fluttuante dei visi affacciati alle finestre del secondo piano indicavo anatre, piccioni uova di mille anni io nel quartiere · di Chinatown con i miei colleghi trangugiando vino; turandomi il naso con la mà ehera da orientale impenetrabile, saggia. Oggi davanti alla sputacchiera ricordo quella volta ·· e vorrei vomitare non per il cibo, amico mio, non per il cibo. (da Dreams in Harrison Railroad Park, 1977) Sognia HarrisonRailroadPark Sedute su una verde panchina a Harrison Railroad Park ci riposiamo. Guardo le gambe di mia madre esili come i miei polsi. Vorrei abbracciarla ma ho paura. Arriva un barbone, chiede una sigaretta. Scuotiamo la testa, mostriamo le mani vuote. Strascicando i piedi si allontana e raccatta un mozzicone. Avvolto dal sole sogna per un po'. Dall'altro lato della strada c'è una vecchietta vacillante. Mia madre mi dice: È infelice qui. Pensa che sarebbe più felice nel suo paese. Ma l'ha dimenticato. La vicina di mia madre sogna le notti calde di Shanghai, i pesci rossi nella vasca di un cortile, e una servetta che le unga i piccoli piedi bendati.

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