- o VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE 57 soltanto col calore del suo corpo ma anche con avvedutezza e buon senso, fino al momento in cui lui risale la china e riconosce in lei tutte le doti di moglje devota. Quelle stesse doti che Sam aveva ammirato nella moglie Lulah, senza per questo esitare a tradirla, lo portano ora a ricostruire con Lily un rapporto analogo al precedente in cui dominanza, sottomjssione e malinteso senso di generosità s'incontrano in un intreccio m01tifero: "La cullò teneramente e lei appoggiò con gratitudine il povero viso sciupato contro la sua guancia. La ruvidità dj quella pelle gli fece pensare a ciò che era statae a ciò che era... Sospirò profondamente e davanti a lui brillò, reale e fremente come se stesse guardando una ragazza nuda ballare in un cabaret, la visione dj un volto non segnato dagli affanni, di un corpo ancora liscio e luminoso, non svuotato dall'abnegazione, rinfrancante nella sua giovinezza" (p.225). Le contrattazioni in Borsa, il crollo di Wall Street e la depressione economica sono gli eventi che qui regolano i rapporti umani; non,dunque, ilconflitto tra "persona! relations" e "telegrams and anger", come prospettava E.M.Forster in Howards End ( Casa Howard, 1910), bensì le relazioni private che s'intersecano con quelle pubbliche fino ad essere da queste totalmente dominate ed orientate. Come scrive Maria Del Sapio Garbero nella densa e LALONDRANOSTALGICA DI MURIELSPARK Paola Splendore È una Londra scomparsa lo scenario di A mille miglia da Kensington, un romanzo di Muriel Spark del I988, recentemente proposto da Adelphi nella nitida traduzione di Anna Allisio. È la Londra del primo dopoguerra, evocata con disincanto e nostalgia - la "prima" Londra che Muriel Spark conosce quando vi arriva nel 1944 dallo Zimbabwe-una città ferita, ancora devastata dai bombardamenti, popolata da gente sola e immiserita: "La guerra era finita da dieci anni ma ben poche strade apparivano intatte. Fra le case, i negozi e le chiese vittoriane le bombe avevano aperto grandi spazi vuoti. Le macerie erano state sgombrate, ma al posto degli edifici distrutti dal la guerra erano spuntate strane piante ed erbe sei vatiche" (p. 120). Nata in Scozia nel 1918 da padre ebreo e madre anglicana, ancora giovanissima Muriel Spark si trasferisce in Rhodesia (oggi Zimbabwe) dove si sposa, mette al mondo un figlio e presto si separa. Per una strana coincidenza, anche Doris Lessing, sua coetanea, vive in quel paese fino alla fine degli anni quaranta, e arriva a Londra nel 1949 con il primo romanzo in valigia. Sono ambedue destinate a diventare tra le scrittrici più popolari della loro generazione. Una popolarità diversa: quella di Lessing legata fin dall'inizio agli anni della rabbia e dell'impegno, alla causa femminile e alla crisi della sinistra. Di tutt'altro tipo quella di Spark, che comincia a scrivere solo dopo raffinata introduzione a Il sale della terra, Rebecca West accetta il fastidio del denaro e in The Harsh Voice "ne traduce la qualità complessa non solo e non tanto sullo sfondo finanziario delle situazioni quanto nella nuova economia che esso imprime al discorso di coppia" (p. 15). Lo scenario di queste storie, in sintonia con la materia narrata, è internazionale: New York, Crucago, il West americano, Parigi,ma anche laprovincia inglese.L'autrice riesce benea rendere il ritmo veloce della metropoli, qui come l)ei romanzi; specie in HarrietHwne.ALondonFantasy,doveilcontrastofralepersonalità della protagonista e del suo amante riecheggia nella rustribuzione degli spaziurbaru,omologrualle"sfereseparate"del femminileedel maschile che la società vittoriana assegnava ai ruoli sessuali. Meritava, dunque, di essere scoperto in Italia questo libro, la cui lettura è resa ancor più gratificante dalla traduzione accurata ed elegante dj Maddalena Pennacchia che restituisce con efficacia l'incalzare del dialogo westiano e la ricchezza espressiva della prosa. E merita, in verità, di essere scoperta da noi tutta Rebecca West, una scrittrice che nella sua lunga vita ha attraversato movimenti e mode culturali senza mai identificarvisi, pur risentendone le inevitabili influenze. Foto di Gerry Bauer/Grazia Neri la sua conversione al cattolicesimo negli anni cinquanta e che, nonostante la fitta produzione e il saldo successo, divide il giudizio della critica. In Italia, dove vive da molti anni e dove sono ormai molte le traduzioni delle sue opere, Muriel Spark ha un suo pubblico di fans raffinati, tra cui sicuramente la casa editrice Adelphi che va proponendo da qualche anno la sua
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