40 STORIE/ PASTENA no, mulattiere, sentieri e sentierini. A Sant'Hilarie la grandezza dell'uomo si misura sulla grandezza della strada che gli è stata assegnata. Perciò laCommissione si avvale dell'opera di valenti consulenti, in grado di stabilire se sia più importante Garibaldi o Cavour: perché al più grande sia concessa la piazza principale anziché una piazzetta fuori mano. Bisogna stare attenti a non commettere errori di valutazione. Perciò a Sant'Hilarieèattivata un'iniziati va senza precedenti: funziona qui la Scuola Superiore di Scienze Toponomastiche, dove studenti provenienti da tutti i paesi d'Europa imparano a citare a memoria, e in rigido ordine d'importanza, i personaggi illustri, le battaglie, le città, i fiumi, tutto lo scibile riportato sotto un'unica disciplina, quella della graduatoria toponomastica. Ce l'invidiano in tutto il mondo, una scuola così. Dobbiamo pur ammettere che, nonostante gli sforzi per dotare la disciplina di solide basi scientifiche, la Toponomastica di una città continua ad essere governata dall'indole dei suoi abitanti. Ad Amerigo il carattere della popolazione si svela così immediatamente al turista o al visitatore occasionale. Le vie sono indicate da un punto cardinale e da un numero: Strada I Nord, Strada l Nord-Nord Est, Strada Sud-Sud Ovest. Non c'è passato, in questa grande e operosa città sorta da pochi anni, non ci sono stati grandi personaggi da ricordare, ma solo impiegati, segretarie, dirigenti d'azienda, operatori di borsa. Una folla di corinnesi, alessiani, bernardini e portoricani ha-resograndequestacittà: ma, fra igrattacieli, gli immigrati si son trovati sperduti, hanno perso di vista montagne, fiumi e coste sulle quali basare direzioni e provenienze: dal che si evince come, senza storia, non e' è nemmeno geografia. Gli amerighensi sono come imarinai inunoceano tutto uguale, senza terra ali' orizzonte; senza nemmeno le stelle a indicare il Nord, perché il cielo è coperto da fumi e dai riflessi dei lampioni. Nella sua saggezza, la Commissione si è rivelata sensibile al problema. In un prossimo futuro, indicherà pure, per ogni strada, longitudine e latitudine. Gli amerighensi impareranno a prendere il punto di continuo, regoleranno la vita non più sugli orologi ma sulla bussola. Pensa, la Commissione, che se proprio non si riesce a capire dove si va, almeno si può sapere dove si è. Popolo senza storia, quindi, quello di Amerigo. Ma chi un passato ce l'ha, deve stare attento ad amministrarlo bene. Perché la storia, trasformata in retorica, può giocare brutti scherzi. Vediamo infatti che spesso i nomi riferiti a un passato assai remoto, perciò pomposi o desueti, nascondono uno spirito dispotico, una tendenza ad accettare regimi autoritari. Ci riferiamo a Latialitate. Il Sindaco, uomo dal pugno di ferro, vuole tornare ai tempi in cui la città era capitale di un regno al di qua e al di là del mare: allora, le diligenze arrivavano puntuali, c'era rispetto per i superiori, la mente dei cittadini era sana in corpi sprizzanti salute. Il Sindaco, per restaurare l'antica grandezza, si è nominato Dittatore. La Commissione, vilmente sottomessa, ha istituito una via dell'Impero, anche se i possedimenti di Latialitate si riducono a un paio di scatoloni di sabbia africana, conservati in bacheca nell'ufficio del Sindaco, e a un lembo di terra montagnosa dal quale, per motivi ignoti, gli abitanti tentano l'espatrio a nuoto. E abbondano i nomi nel Latinitorum, antica lingua ormai morta, parlata millenni prima da quelle parti. · Ma purtroppo, anche la democrazia non è esente da difetti. I popoli democratici hanno piuttosto l'abitudine di cambiare assai di frequente i nomi alle strade, ad ogni cambiamento di governo. Col risultato, nei paesi dalla politica instabile, o tendenti alla rivoluzione, che i mutamenti siano spesso vani. Vediamo invece che le rivoluzioni falliscono, forse anche per la fretta di cambiare i nomi, senza che cambi la sostanza: si cambiano i nomi delle strade, ma i nomi dei governanti, svelti a saltare sul carro del vincitore, restano gli stessi. Ma insomma: non si può cancellare un nome ogni volta che cambia il giudizio storico sul suo detentore. A Cuor di Leonia al corso prineipale hanno voiuto dare il nome di un martire dell'indipendenza acquisita di recente. Il Sindaco, persona equilibrata, si era rifiutato di firmare la delibera, perché il vecchio titolare della strada aveva pure combattuto per la patria, e non era colpa sua se l'aveva fatto due secoli prima. Si è dovuto dimettere, travolto a furor di popolo, con l'accusa di essere colluso col passato regime. Mentre invece voleva solo difendere il principio sacrosanto dell'indipendenza della Toponomastica dalla politica. Ma da questo orecchio, i capipopolo di Cuor di Leonia hanno preferito non sentire. Suggeriamo allora questo espediente, che eviterà in futuro di ridurre l'evoluzione degli ordinamenti democratici a mera discussione di toponomastica. Si assegnino ai nomi delle strade dei termini che vadano com.unque bene: una via della Rivoluzione, senza specificare quale, sarà gradita anche ai nuovi governanti. Una piazza della Costituzione pure, anche se quella nuova sarà assai diversa dalla vecchia. E viedel Lavoro, del Popolo, della Libertà, della Democrazia, del Progresso. Niente manda in sollucchero certi rivoluzionari quanto i termini astratti, che ognuno può riempire dei significati che vuole facendo finta che anche gli altri intendano la stessa cosa. Non è possibile che si continui a nominare le Commissioni in maniera clientelare, per amicizia con l'assessore, o in base a non specificati meriti culturali. La Toponomastica è espressione del sentire e del pensare dei cittadini. Pertanto, proponiamo che la designazione dei Commissari avvenga per elezione: a suffragio universale, uomini e donne. li sistema elettorale che prediligiamo è quello anglosassone dell'uninominale secca. Poiché sappiamo le resistenze che incontrerebbe un siffatto metodo, proponiamo di correggerlo con il ballottaggio al secondo turno al la francese ed eventualmente al terzo o al quaito, come insegna l'esperienza dei bantustan della Rhodesia. Una quota proporzionale potrebbe essere assegnata col metodo tedesco, e sull'esempio di questo paese si darebbe un voto alla lista ma, se si vuole, anche al candidato di un altro partito (o coalizione di partiti come inCatalogna; oppure ancora, Armenia insegni, solo a una parte di detta coalizione). Rimescolare poi i risultati con lo scorporo su collegio uninominale nazionale, e aggiungere l'incorporo su base regionale semi-maggioritaria. Non dimenticare ilvoto dei connazionali all'estero, e addizionare l'accorporo danese. Una spruzzata di caudillismo non guasta. Questo sistema, semplice ancorché elaborato, consentirebbe l'adeguata tutela delle minoranze toponomastiche, facendo sì che, con un po' di fortuna, la maggioranza, pur avendo più voti, diventi minoranza. È un sistema che pot:remmochiamare italiano perfezionato esublimato,checonsentiràa tutti icittadini, senzadistinzionedi sesso razza religione e lingua, di dare il proprio contributo al progresso toponomastico della Nazione. Crediamo con questo di aver ampiamente dimostrato che le Commissioni hanno una missione di vitale importanza. Perché la Toponomastica rispondeallenostredomande fondamentali:è il riassunto del nostropassato,ci indicachisiamooggi,presagisceilfuturo.Costituisce la summa delle conoscenze, delle credenze, dei comportamenti di un popolo.E l'aula dove si svolgono leriunionidellaCommissione è il luogo in cui si mediano gli accordi sul mondo. È necessario quindi che i nostri 48.500 tengano ben presenti il significato dell'alto ruolo che è stato loro assegnato. Soprattutto ricordino che i popoli di Borgo Corinna, Castel Diamante, Cuor di Leonia sono composti da folle di poeti, santi, eroi, navigatori. A ognuno di essi spetta una lapide stradaria.
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