Linea d'ombra - anno XIII - n. 101 - febbraio 1995

STORIE/ PASTENA 39 T O L E- T Y M. I quartieri degli architetti, dei pittori degli aviatori, dei negromanti e dei mancini sono ovviamente tutti concentrati intorno alla Piazza Leonardo da Vinci. In Piazza Europa confluiscono i viali Italia, Svizzera, Germania, Francia e così via. E, portando la Toponomastica a vera e propria arte, in viale Italia affluiscono le vie Piemonte, Lombardia, Veneto e delle altre regioni, in viale Svizzera le vie dei cantoni, in Germania quelle dei lander, in Francia dei dipartimenti. Nelle vie delle regioni sbucano i vicoli delle province, al cui interno si ritagliano i cortili dei Comuni. Analoga prassi viene naturalmente seguita per tutti gli stati europei, secondo la particolare divisione amministrativa adottata in quei luoghi. A Castel Luccio ne hanno tratto gran giovamento gli studenti. Lo stradario è ormai un libro di testo, sostituisce in qualche caso i bignami e gli atlanti. Le province del Lazio? Gli scrittori francesi? I sette re di Roma? Basterà ricordarsi dove si trovano le vie corrispondenti, e il gioco è fatto: la cultura a Castel Luccio è sinonimo di orientamento geografico. Gli studenti, se vogliono smettere di studiare e andare a fare quattro passi, hanno ora una scusa pronta: non vanno certo a bighellonare, per ripassarsi la lezione vanno in giro a guardare le targhe delle strade. L'autorità della Commissione ha così invaso altri campi. Da Essa dipende ora, per i motivi già adotti, la Pubblica Istruzione; la Polizia Urbana, giacché la via Tazio Nuvolari non potrà mai essere zona pedonale; e perfino l'Assessorato all'Urbanistica: la città va pensata e disegnata per esaudire i bisogni toponomastici, e prima si dà un nome alle strade, e poi si costruiscono le case. Prendiamo ora in esame alcuni dei problemi affrontati ogni giorno dalle commissioni. Nei piccoli paesi, dove sono tutti parenti e tante sono le glorie locali, avremo il rischio delle omonimie. A San Gufo c'erano cinque vie Bianchetti: Aldo, giureconsulto; Filippo, erudito; Teodoro, speziale; Agostino, arciprete; Gustavo, suocero dello speziale e cugino dell'arciprete. Grande era la confusione sotto il cielo di San Gufo. Nella sua lungimiranza, la Commissione risolse il problema chiamando il corso principale Boulevard Bianchetti sul lato sinistro, dal numero l al 199 col nome di Aldo, da 191 a 299 con quello di Filippo. Sul lato destro, fino al 200 fu chiamato Teodoro, e il rimanente Agostino. E si badi alla scelta del lato: Aldo e Filippo erano di ben note idee radicali, Teodoro e Agostino erano invece accaniti conservatori. Siccome poi avanzavano alcune case, furono intitolate a Gustavo, sia dal lato destro che da quello sinistro, tanto nessuno aveva mai conosciuto il suo credo politico. Cinque piccioni con una fava! E quanta sicurezza in più che la posta venga recapitata senza errori: basta scrivere sulle lettere solo via Bianchetti; di quale dei tanti si tratti, ci penserà il postino. Se abbiamo lodato la Commissione di San Gufo, altrettanto è dovuto a quella di Sant'Hilarie. I Commissari di questo ridente paese di confine si apprestarono a realizzare un'opera titanica: stabilire una graduatoria di strade. Per evitare, come invece si verifica in molti altri centri, che una mulattiera porti il nome di Socrate, e un viale spazioso e alberato quello di Carneade (ma insomma, chi era costui?). Si scoprì così, vocabolario alla mano, che le strade non sono tutte uguali, come niente lo è sulla faccia della terra. Ci sono autostrade, a quattro o due corsie. Subito dopo le superstrade e, nell'ordine, le strade statali, con o senza spartitraffico, e quindi le provinciali, comunali, interpoderali e poderali. Le strade cittadine possono essere viali, corsi, vialetti, strade, straduzze, stradelle; e poi vicoli, vicoletti, cortili e cortiletti: strade di campagna, dotate di banchina oppure

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==