38 STORIE/ PASTENA Guardiamo però agli innegabili vantaggi: lo stradario va aggiornato di continuo, a tutto guadagno delle tante tipografie che sono sorte come funghi nel paese: si dà lavoro alla cittadinanza, che perciò è soddisfatta e rinnova puntualmente la sua fiducia all'amministrazione comunale. La consultazione delle mappe occupa altresì i tanti pensionati: ai giardini pubblici, tutte le mattine, i vecchietti si riuniscono e commentano: "Via Rossetti ha cambiato nome? Ma se l'ingegnere era ancora in gamba. Che cosa ha avuto?". Gli anziani così sono anche loro contenti, si accorgono di essere ancora in vita: lo stradario serve ai vivi, mica ai morti. A riprova della durezza di vita dei membri delle Commissioni, valga per tutti l'esempio di San Domino. Qui, all'atto della nomina, bisognerà attestare di non soffrire di malattie cardiache, perché il Comune non vuole responsabilità. A San Domino, i ritmi di lavoro della Commissione sono assai faticosi: ogni proposta di variazione dello stradario è attentamente vagliata e, divisi in sottocommissioni, i suoi componenti passano giornate in biblioteca a documentarsi, e poi ore in sedute fino a tarda notte, a dibattere e discutere. Quando però, alla fine di tanto lavoro, viene cambiato il nome di una strada, nessuno sembra accorgersi della novità, e la gente continua a chiamare la via come prima. C'è da stupirsi allora se i Commissari sono dei frustrati? Se fra loro è alta l'incidenza di malattie nervose? Se si sono verificati anche, a quanto si dice, casi di così grave depressione da portare a tentativi di suicidio? Il fatto è che a San Domino sono tutti dei grandi tradizionalisti. La città è stata un centro commerciale importane, ricco di chiese: e monumenti. Adesso che i tempi moderni l'hanno declassata (chi infatti dei lettori ricorderà dove si trova?), i suoi abitanti si rivelano attaccati in modo morboso alle tradizioni, non si rassegnano a pensare che il passato non tornerà più. Ora: la via degli Orologiai, dove uomini indaffarati inventavano ingranaggi tanto delicati da fare invidia alla Svizzera, vorrebbero chiamarla via Cristoforo Colombo? Giammai. La via dei Seggiari, una volta sempre ingombra di sedili d'ogni foggia esposti da abili artigiani? Ha preso il nome di un campione olimpionico di corsa ad ostacoli, che le sedie non le usava di certo. No, via dei Seggiari era, via dei Seggiari deve restare. Stiano attenti, coloro che intrattengono corrispondenza con gli abitanti di San Domino: i postini, che guidano la fronda, non consegnano le lettere, se sopra non c'è scritto il nome che la via aveva una volta. Una posizione tanto estrema denota un certo dispregio della legge, costituendo un modello di ribellione e d'anarchia per i borghi vicini. Sant'Emilio, per esempio. La città è moderna, tutta palazzoni. Non c'è memoria perché non c'è passato. E il presente, non è che sia rose e fiori: si tratta di un centro industriale, l'aria fa puzza, non c'è verde. Gli abitanti sono in maggioranza operai. E visto che i dirigenti sindacali son messi lì che raccomandano moderazione e piccoli passi, i più arrabbiati sono passati alla guerriglia: che qui è fatta di parole perché, come gli hanno insegnato gli anziani, ne uccide più la lingua che la spada. Preferiscono lottare non con le spranghe, ma col vocabolario. Edi notte,dai circoli politici, partono Iesquadre,armate di vernici, a cambiare le targhe delle strade: la zona delle raffinerie l'hanno chiamata Quartiere degli Usignoli (forse con ironia, giacché qui risuonano tutto il giorno le sirene delle fabbriche); una strada periferica, dove ristagna la fogna a cielo aperto, adesso è via del Lago Blu; la discarica è diventata il Bosco delle Fate; anche se il cielo è annerito dallo smog, hanno inventato la via Beli' Alba, il corso del Tramonto di Fuoco. Sotto la dura scorza dell'operaio, batte un cuore da poeta. E i Commissari si disperano, perché sanno bene che, chi ne conquista la fantasia, governa gli uomini a suo piacere. Si sentono già sconfitti: la lotta di classe trionfa a Sant'Emilio. La situazione stava degenerando anche a San Femio. Ma ha prevalso il Senso dello Stato. Dopo qualche caso di vandalica e sovversiva distruzione delle targhe stradali, si è deciso di passare alle maniere forti: le delibere della Commissione hanno assunto la forza di legge. Severe sanzioni sono previste per i riottosi, anche se ancora i giuristi discutono la fattispecie del reato di vilipendio alla Toponomastica. A scuola, nell'ora di educazione civica, gli alunni ripetono a memoria i nomi delle strade. Hanno anche cambiato la formula del giuramento degli impiegati comunali: fedeltà alla Costituzione e alla Commissione. I Commissari sono stati equiparati agli alti magistrati: hanno le auto blu, la scorta, elevati stipendi, e la zona rimozione sotto casa. Il loro è un gran bel vivere. E trattandosi di leggi, contro di esse è previsto il referendum abrogativo, con tanto di 5.000 firme autenticate dal notaio. Se poi, al momento di votare, il popolo deciderà di abolire il nome deciso dalle autorità, pazienza: siamo in democrazia, i Commissari accetteranno di buon grado il volere del popolo. L'importante è che, a San Femio, regni sovrana la Toponomastica. La toponomastica è l'enciclopedia del sapere di un popolo. E il sapere è relazione di saperi. Pertanto la Commissione non proceda a casaccio, ma attribuisca i nomi secondo precisi rapporti da stabilire tra le strade stesse. Qualcosa di simile di solito già si fa: c'è il quartiere dei musicisti, degli stati, delle divinità greche. Ma occorre su questo punto un'attenzione maggiore. Prendiamo Gabriele D'Annunzio: se lo mettiamo nella zona dei poeti, si potrebbe pensare che non abbia pubblicato anche romanzi. Per evitare torti di questo genere, a Castel Diamante si avvalgono di un esperto di insiemistica. Il quale ha diviso il quartiere dei letterati nei sottoinsiemi dei poeti, dei romanzieri, dei biografi e dei novellisti. La via Pirandello, ali' interno dei rigidi confini degli scrittori del Novecento, si troverà nel sottosottoinsieme dei drammaturghi, lambendo senza farne parte il settore dei tragediografi greci, passando per i novellisti, che a loro volta sono all'interno degli autori di racconti, e finendo tra i saggisti. Chi voglia seguire questo criterio deve però stare molto attento: quando si scoprì che Pirandello in gioventù aveva scritto poesie, la Commissione fu presa dal panico, perché doveva rifare tutto. Allora le copie delle liriche giovanili del nostro autore furono sottratte alla biblioteca, e date alle fiamme. Il consulente letterario del Comune fu naturalmente licenziato. Il sistema è certamente complesso, ma non impossibile a realizzarsi. A Castel Luccio ci sono riusciti benissimo, e hanno anche perfezionato il metodo, agevolati dalla particolare struttura urbanistica della città. Antico centro comunale, ogni quartiere è costruito intorno a una piazza, dalla quale si dipartono le vie a raggiera. È stato così agevole far confluire le vie dei navigatori, degli esploratori, dei geografi, dei geologi e degli agrimensori nella Piazza della Misura della Terra. Le vie degli Amori Sponsali, della Fedeltà Coniugale, dell'Affetto Filiale, della Castità Prematrimoniale affluiscono in Piazza della Sacralità Familiare, con intento, ammettiamolo, moralistico e bacchettone.
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