32 VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE letteratura e del cinema italiano si sono occupati di questa esperienza. In ogni modo, per scrivere quel libro dovevamo ascoltare e frequentare gli emigranti che venivano dal Portogallo fino alla Turchia e dal Nord Africa. Tutti o quasi tutti questi uomjni venivano da paesini e ascoltandoli, riuscivo a capire almeno in parte la loro esperienza della grande città e come ci erano arrivati. Quello che non riuscivo a capire, anche se me ne parlavano, era quello che si erano lasciati alle spalle e che a volte sognavano di notte. Mi vergognavo di me stesso perché a quel tempo più della metà della popolazione mondiale viveva in piccoli paesi ed io, invece, che tentavo di capire qualcosa del mondo moderno, mi accorgevo di essere fondamentalmente ignorante, e la mia ignoranza non poteva che essere colmata consultando le enciclopedie, quelle vere. Così mi dissi che dovevo imparare, andare in campagna e imparare. Non mi era necessario imparare a scrivere, ma imparare almeno una parte della vita e delle conoscenze dei contadini. Quindi la mia scelta di stare in un solo posto non ha a che fare con il mio carattere, ma analogamente a quanto è successo a Ryszard, con gli argomenti di cui volevo scrivere. Naturalmente a quel tempo anche i miei amici mi dicevano che ero troppo giovane per andare in pensione e malgrado le mie proteste, rimasero della loro idea. Per raccontare il mondo contadino, è fondamentale conoscere ciò che loro sanno, capire il loro istinto acquisito, l'enorme capacità di osservazione e quella loro specie di saggezza. Tutto questo viene distrutto e allo stesso tempo il mondo ne ha bisogno. Nel suo ultimo libro, Ryszard, che scrive molto su questo mostruoso crimine, parla dell'eliminazione dei contadini nell'ambito della cosiddetta collettivizzazione della terra, specialmente in Ucraina: milioni di contadini sono scomparsi, sterminati. Oggi tutti a Mosca cercano i contadini. Ma come fare? Se solo ci fosse qualcuno che ci dicesse come comportarci in questa situazione agricola catastrofica! Ritornando un momento a me stesso, fu la scelta degli argomenti che mi ha portato a condurre un'esistenza sedentaria, perché una delle caratteristiche dei contadini è che, se vogliono rimanere contadini, non possono scegliere il posto dove vivono: esso è già stato scelto per loro dalla nascita. Questo è il tipo di sedentarietà. Volevo poi aggiungere qualcosa a proposito dell'argomento di cui stavamo parlando prima, a completamento di quello che Ryszard ha già esposto brillantemente sui media e sul senso storico. Quel processo è affiancato da un altro processo. Qualche settimana fa un giornalista inglese molto in gamba si trovava in una scuola media del nord Inghilterra, una zona molto povera ora, dove la disoccupazione è enorme. A un ragazzo di 12 anni è stato chiesto che cosa pensava di fare, e come pensava che sarebbe stato il mondo nell'anno 2015. Il ragazzo ha risposto che lui comunque non ci sarebbe stato. Questa è una dimostrazione molto grafica di come sia stato abolito il futuro, con il dominio del libero mercato in tutto il mondo. Agli albori del libero mercato, si parlava di un nuovo ordine del mondo. Ma sempre più ci accorgiamo che questo nuovo ordine del mondo ci offre una prospettiva di qualche mese o qualche anno, cinque anni al massimo. Cinque anni sono quasi un'eternità secondo gli standard attuali. Ora, se il futuro è abolito nei pensieri della gente, è impossibile vedere o scrivere la storia. Il futuro è un perno assolutamente indispensabile per scrivere la storia. Se viene abolito, la storia non esiste più. Questo meccanismo che è più filosofico, si fonde perfettamente con le invenzioni e le distorsioni degli avvenimenti contemporanei da parte dei media, che sostituiscono la storia vera. Kapuscinsky Vorrei aggiungere qualche dato statistico alla descrizione del mondo contadino, che è una delle passioni di John. Non siamo abituati a pensare all'umanità all'inizio del 20° secolo come a un fenomeno contadino. Le città erano rare e molto distanti tra loro, principalmente concentrate in Europa e negli Stati Uniti. La stragrande maggioranza dei continenti non avevano città o ne avevano ben poche. Ora, 100 anni dopo, alla fine del 20° secolo, la nostra società è principalmente urbana. Quindi, una delle grandi rivoluzioni avvenute nel 20° secolo è consistita in una delle più massicce migrazioni dai paesi, dai villaggi, dalla campagna alle città. Abbiamo incominciato a costruire una cultura e una scala di valori completamente nuove. Ora la popolazione urbana si rivolta contro la gente delle campagne. Per tornare all'esempio dell'Africa, la burocrazia degli stati africani dell'attuale generazione viene dalle campagne e ha stabilito un regime di sfruttamento delle campagne più spietato di quanto avvenga in qualunque altra parte del mondo. La stessa gente, o i loro figli, è diventata la classe che sfrutta la loro stessa origine sociale. Per quanto riguarda la domanda sulla sedentarietà e sulla scelta di viaggio, si possono dare diverse spiegazioni di ordine politico, di libertà, e così via. Ma nella comunità degli scrittori, si può fare una semplicissima divisione tra quegli scrittori che traggono ispirazione da se stessi, e quelli che devono essere ispirati da motivi esterni. Ci sono caratteri riflessivi e caratteri che rispecchiano il mondo. Ci sono scrittori come John che hanno il dono di riflettere. Come è già stato detto, si può vedere tutto il mondo senza abbandonare la propria stanza. Questo è tipico dei caratteri riflessivi, che traggono ispirazione da se stessi, dal materiale che hanno in se stessi, che deve essere animato, formulato ed espresso. Questo è un tipo di letteratura. Nel mio caso, invece, io rispecchio il mondo: devo andare sul posto per poter scrivere. Stando in un solo posto io muoio, mentre John crea. È una questione molto personale, ma in fondo ciò che conta è il prodotto finale. Berger Forse abbiamo molto più in comune di quel che sembra. Ieri notte, dopo esserci incontrati di persona per la prima volta, ho sognato Richard. A volte i sogni sono difficili da interpretare, perché sono spesso preverbali e perciò difficili da spiegare in parole. Ma la situazione del sogno era più o meno la seguente. C'erano molto vecchie signore. Io ero l'osservatore, ma non mi trovavo al centro. In mezzo a quelle donne, si trovava Ryszard: tutte gli parlavano, gli raccontavano delle storie, anche se io non riuscivo a sentirle. Poi mi accorsi che Ryszard cercava qualcosa nelle loro parole, nelle loro voci, qualcosa di materiale e in effetti io sapevo di che cosa si trattava: Ryszard cercava uno spicchio d'aglio. Con mio grande sollievo, ne trovò uno: lo aveva tra le dita. Lo spicchio d'aglio si ingrandì fino a diventare una stanza o una tenda, in cui sedeva Ryszard. A questo punto mi svegliai. Se penso a questo sogno, mi accorgo che parla di ascoltare per
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