Fotodi HansMadei/Grazia Neri del Padre io saròalla sinistra.Se loro starannoalla sinistraio staròalla destra". È ce1toche per tutta la vita, fino alla fine, Eugen Ionesco ha onorato esemplarmente la sua responsabilitàdi intellettualecome avversaiiodecisodel totalitaiismo,di destrao di sinistra. In un'intervistapubblicatasu "Linead'ombra" nel 1990a curadi MariaNadotti,dopol'uscitadi Ottobreoreotto, leiaffermava:"Adesso, dopocinqueanni[diesilio},dicuitrepassatinegliStatiUniti,possodire di non essere da nessunaparte. Stavo leggendo, i giomi scorsi, una letteradiCiorancheauncertopuntodice: "Oggi,dopocinquant'anni, ho di nuovo una terranatale,ma non credo che la sceglierò,perché intantomi sonoabituatoa non essereinnessunposto. Eforse è meglio così". lo - aggiungevalei - non sono sicuro che sia megliocosì. È troppoduroperchénonsaperedovesi è, vuoldireanchenonsaperechi si è". Dov'è ora,nel 1994, lo scrittoreNormanManea? Naturalmente,quelche diceuno sc,ittoreinesilioda cinqueanniè diversoda quel che dice un altroscrittoreinesilioda cinquanta... Ora,dopoche sonopassatialtri treanni,possosoloaggiungereche latensione,losforzoe la novitàche hodovutoaffrontarehannolasciato il segno.Mi sonoestraniato,parzialmente,da coluicheero, sorpresoda coluichedivento.Sonoavvenutideicarnbiainentiinprofondità,sisono ridistribuitele lineedi forzadell'io. Nel confrontocol presente,ancheil passato ha modificato i suoi valo1i.In questi anni, non soltanto la Romania è cambiata,sonocainbiatoanch'io.Vecchiarnicisonoanche loro in esilio,alt:Iisonomorti. Ho avuto la sorpresadel dono di nuovi amici. La biografiasi è ristrutturata,l'età segnalaun'altra dinamicadelJasolitudine.Forse, la INCONTRI/ MANEA 2S stessamodernitànon è altroche l'età dell'esiliodel mondo.Continuoa non sentirmi "in nessun luogo". Ma il nostroeffimero passaggionel mondo è, forse, proprio un tale passaggioattraverso"nessun luogo", attraversola dimoraprovviso1iadellanostravanità.Ho accettato,alJa fine, come si vede, l'esilio. Tento di scoprire,in questa situazione,non soltanto la sofferenza, l'alienazione, il fardelJo,ma anche i vantaggi.Mi sento, ad esempio, liberato,nelsensopiù1ilassante,dalrapportodidipendenzadall'autorità politica,amministrativae perfinoletteraiiadelpaese incui hovissutola maggior paite dellamia vita. ln esilio,il rapportocon tali auto1ità,per nullao·ascurabile, è piùdistaccato,noncomportaun'implicazionecosì profonda. Sentoogginonsoltanto I' amai-ezza,maanche ilpriviJegiodiessere inesilio.Hoaccettato,allafine, l'onore del!'esiliato,conunarigenerata, ancorché moderata, cwiosità per il sai·casmocon cui la speranza continua le suemessinscene. Un disappointed lover? Un cavaliere della speranza? L'esule incainauna delledrammatichecono·addizionidel nostrotempo:tra la modernitàcosmopolita,cenLTifuga,e il bisogno(o almeno la nostalgia) cent:Iipetadell'appaitenenza. Quale sarà il suo destino di scrittore?Sottoscriveancora le sue affèrmazionidel 1990: "Perme scriverevuoldire scriverein romeno. Dunqueper me non c'è versodi liberarmidel mio passato, dellamia terra,di quellache io considerounageografiadello spirito"? Oppure l'esperienza degli ultimi anni negli Stati Uniti ha modificato la sua prospettiva? La Romania è statai I paesaggiofonnativodellamiaesistenza. Là mi sonoinnamoratodei libri,làho incontratoglirunicidellamiagiovinezza
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