Linea d'ombra - anno XIII - n. 101 - febbraio 1995

12 MEMORIA/ VENTURI statoitalianohacredutodipotermarciaredasolo,sen-zaipuntellifascisti. Si è dimenticatounmomentoche era una mummiagalvanizzatadalla camicianeraedha volutogoderedell'arialibera.E comemummia si è polverizzata"), due punti in particolare si segnalanoper penetrante lucidità di analisi: l'impietosa constatazionedi una "fondamentale mancanzadi vitapoliticaali'ombradellostatod'assedio", che inquella situazioneditragicaambiguitàrendevatutteleforzepoliticheincapacidi prendereiniziativee di reagireconcoerenzaallaminacciatedesca,e la denunciapremonitricedeirischidicontinuitàdegliapparatineltrapasso di regime, a partiredallaprova di quei mesi degli apparati sindacali fascistiedall'allarmantefacilitàconcui i partitiantifascisti si adeguavanoad ereditarnelestrutturepressochéintatte("Sindacatidi statoerano quellifascisti, sindacatidi statorimaseroqueibrevigiornichefurono in manoalleforzepopolari. Le promesseinsensocontrariofuron molte,le tendenzeavversenonfuron poche,ma intantoènotevolecomepopolari, socialistie comunistitendesseroad adattarsiaforme centralizzate,non autonome, anzi radicalmentecontrarie ad ogni autonomia operaia. Agironoda commissari,daagentidellepompefunebri,perprepararein belmodoilfuneraledeisindacatifascisti,maintantoaccettaronopostida cuinonpoteronoinfiuiresullostatoeched'altrapartenonpenniseroloro nessunaseriaindipendenzadallostato"). Di questosaggioriportiamolaparte conclusiva,dal titolo "Crisio rivoluzione?" (SantinaMobiglia). L' onpeutpfrserenmaxime générale qu 'une révolution quel'onprévoitn'arrive }amai{ Montesquieu Il riconoscere il carattereirreversibiledel crollo del vecchioStato italiano equivale a riconoscere il carattere rivoluzionariodella crisi apertasiil25luglio.Indietrononsitorna:saremospintiavantidaunaforza fondamentalechehagiàpermessoil rovesciamentodiMussolini,ha già tentato di animare il vecchio corpo inerte politicamentedello Stato e dell'esercitoed ha reagitoin profonditàal crolloe all'invasione.Questo significadirechelacrisiitalianaattualeèunacrisirivoluzionaria. Rivoluzioneè unadiquelletanteparolecheilfascismoed ilnazismo hanno sporcate,tenendoleper le mani vent'anni, tanto che oggi non sempre la pronunciamocon sinceritàdi cuore. E questa ansietà che sentiamovolendoparlaredi rivo!uzionenonè vana,rappresental'aspetto psicologico di un reale problema politico europeo. La rivoluzione ottocentesca,sognatain un mondo ordinatoe compatto, vistadunque come esplosionee distruzioneè oggi una realtàdi tutti i giorni;noi non abbiamobisognodisognarerovineedistruzioniperchéneabbiamopieni gliocchieglianimi,fisicamenteemoralmente.Anzi,proprioilfascismoe soprattutto il nazismohannopropriorappresentatoquestostaccarsi nnoi dell'elemento puramentenegativo, distruttoredel mito rivoluzionario (seminandorovinepertuttaEuropa)dall'elementodivolontàricostruttrice cheunicohadirittooggidiesisterequandotuttihannol'esperienzaamara del puroabbattimento.Considerareancheil nazismocome rivoluzionario,manegativamenterivoluzionarioè unespedienteperscinderedentro e fuoridi noiquellochec'era e c'è di veramentecostruttivonellavolontà rivoluzionariacheabbiamoereditatadainostripadrie dai nostrinonnie bisnonni,finoa1imontareal'700. Quandodunqueintendiamoper rivoluzionarial'attualectisi italiana nonciesaltiamominimamentedelledistruzioniavvenute,nonchiediamo l'apertura di un'epoca di eruzioni, al contrario vediamo soltanto la possibileliberazionedi forzefin'ora compressee chiusee intravediamo glisbocchiattualmentelorooffertdi allarealtà.Nonunarivoluzioneadata e forme fisse vogliamoindicare,secondoanche le profondeparoledi Montesquieu qui citate ad edificazionedi tutti i professionalidella j '·r ;;t. _, ... L · . ,iiih,J ' FotoTeam/Grazia Neri rivoluzione,maunosviluppochetendeanonfarsipiùbloccaredalleforze delpassato,chegià,nellacrisisuainiziale,hadimostratodi nonesserepiù captabiledaquellechesonoletipicheforzereazionarie. II "realismo" politico italiano è ormai abituato a concepire la rivoluzione come il ricambio di una élite con un'altra. Questo atteggiamentoè sintomodi nonpocaariditàmentalee politica.Anzi,nel pianostoricosi potrebbedimostrareche la teoriadellaéLitenonè che il residuatodeterioredel liberalismoeuropeoed italiano, l'inscheletrirsi ultimodellateoriaottocentescadellalibertà.Quando il risorgimentoera unaélite,diquestateorianonc'erabisogno,quandol'élitedelrisorgimento stavacadendoe decadendo,alloraMoscae Paretopoteronoinventaree propagandareunasimileidea.CosìancheinFrancialeparalleleconcessionidiTaineeGobineaueparzialmentediRenannonrappresentanoche lafinedi quellaclassepoliticacheavevasalvatola libertàdalcrollodella rivoluzionefrancese.Tuttavia,poichéquestisarannogliocchialiconcui moltiitalianivedrannolecose,esarniniamounistantelacrisinostraanche inquestaluce. Nonèpernullacheessaècominciataconuntentativodirestaurazione che ci riportavaal climadi vent'anni fa. Allorasi è aperto il problema, allora è veramentecominciataquella crisi dello Stato italianoche il fascismo ha tentatodi mascheraree di cui oggi vediamo l'epilogo.E. vent'anni sono passati perché allora le forze del passato erano già abbastarizalogoreper essere abbattuteo da caderemagarida sole,ma ancoraprontenoneranole forzedelpresente,leforzenuove.Vent'anniè duratol'interregno.Il passatocredediessersirifattounaforzaali'ombra

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