UN MAESIRORISERVATO SU FRANCOVENTURI (l 914-l 994) BrunoBongiovanni Pagesinéditescontreuntyran. Cosìsi intitolavailprimotestopubblicato a Pariginel 1937 dal ventitreenneFrancoVenturi.Si trattavadi unbreve e straordinariolavoro-cui Venturianteposeunadottaintroduzionescrittonel 1770 da Diderot contro Federico II il Grande, un sovrano innamorato,com'è noto,dellascintillanteculturailluministicafrancese, ma da questanon sempre,e con buonissimeragioni;ripagatoin egual misura.Ed in effetti,nello stessoanno, all'Essaisur lesprejugés del baroned'Holbach,cheavevaelencatolemisureidoneearenderelesocietà menorigidamentegerarchiche,sostenendonelcontempoche seiprincipi non avessero applicatotali misure i philosophes avrebbero dovuto direttamentesuggerirlealpopoloe allapubblicaopinione,il redi Prussia Federico aveva contrappostoun Exomen in cui aveva respinto la sovversivapropostae argomentatoche i buonicittadinieranoquelliche sempre e comunque rispettavano le leggi dei governi sotto i quali vivevano. La difesadell'amicoHolbacheffettuatadaDiderot-appunto le pages contreun tyran - era statadecisae durissima.Non era stata pubblicata,pur avendoprobabilmentecircolato.Non era però, come si sarebbepotutopensare,difficilissimoreperirla.Nell'introduzioneallasua meritoriaedizionedelle Oeuvrespolitiques di Diderot,Paul Vernière, tuttavia,accennerà,consussiegosorispettoe congiustificatagratitudine, alle "pages" del philosophe "par miracle retrouvéespar Franco Venturi". Quest'ultimo,nel 1988,cinquantunannidopo,nellapremessa ali'edizione italianadellaleunessedeDiderot, ribatterà,conlosplendido e luciferino understatement dellatradizioneintellettualetorinese,che il presuntomiracolononerastatacosaparticolarmentedifficile:erabastato aprireilcatalogodeimanoscrittidellaBibliothèqueNationale,consultarne l'indicedei nomie scorrerei titolisegnatisottolavoce"Diderot,Denis". Questoè statoFrancoVenturi.Grandissimostudiosodi storia,ilpiù grandedelsecoloinItaliaconOmodeo,ChabodeMomigliano,e traipiù grandi in Europa e nel mondo, era capace di sorvolare, con serena noncuranza,sui grandiosirisultaticoncettualidellapropriaricerca,e di sostenere,citandoargutamenteChabod,che"l'artedellostoricoconsiste nelleggertuttoe nelcontrollarelecitazioni".Empitistaa-ideologiconella scabragrammaticastoriografica,ed alienonelprogrammascientificoda qualsivogliaarditezzaepistemologica, eraingradodisciorinareaposteriori una sontuosasintassistoriograficache, trasformandol'eterogeneofluire del tempo in "sto1ia",metteva razionalmentein fila, con prodigiosa chiarezza,loscorrereevenemenzialedelleopereedeigiorni: il sensodelle cose, rifiutato a priori con qualche ironico e mai irenico fastidio, 1icompariva in rebusipsis insiemeai fatti stessitenacementebraccati, secondo una logica,anzi un metodo, rigorosamentecostruttivoe non meramente speculativo. L'epoca che fu la sua gli fu d'altronde drammaticamented'aiuto. Emigrato in Franciacon il padre Lionello, storicodell'artechenonavevaprestatogiuramentoal fascismonel 1931 - pur dovendoi professoriuniversitaricompilaresemplicementeuna cartada bolloda L. 5 -, divenneben presto,in ragionedellamiliziain "Giustiziae Libe1tà",un veroe proprioesule.L'erudizionee ilgustodi scavarenellevecchiecartefu dunqueunasoladellemolleche lospinsero a pubblicarelepagineineditediDiderot:lalottasemprepiùnecessaiiapoliticae morale- contro le tirannie,il rapprochement irresistibile d inevitabiletra ildispotismononpiù illuminatoe i foschitotalitaiismidel XX secolo(sipensiche ilpoveroFedericoIIeradiventatounodeglieroi "ufficiali" del nazionalsocialismo),soprattutto il reperimento nella stagione delle Lumières di un punto di riferimentoineludibileper ricominciarenella libertàe nella giustiziala storia d'Europa, avevano riempitodi contenutivitalied urgentil'impulsoalla ricerca.L'impegno alimentavala probitàdegli studi: quest'ultima,con rigore perseguita, assistevae illuminaval'impegno.Croceavevad'altra partegiàspiegato che tutta la storiaè storiacontemporanea.Venturi, dal canto suo, pur rifuggendo,come si è visto,da qualsiasiformula, ivi compresequelle crociane,seppesemprescovarenelpresenteglistimoliper"trovare"eper comprendereilpassato,e rintracciaredelparinelpassatoelementiidonei a razionalmenteafferrare,e a criticare,se necessario,il presente. Così,quando,nel 1939,venneinfrancesepubblicataa Parigi,presso l'editoreSkira,cognatodi Venturi, laleunesse de Diderot, dedicatasin tropposignificativamenteallamemoriadi CarloRosselli, fu evidente,e ancor più lo sarà in seguito, che i primi quarant'anni della vita del philosophe costituivano,oltre che un contributodi prim'ordine alla protostoriae allastoriadelle Lumières, untentativo,giàsufficientemente maturoeconsapevole,didareinizio,nell'esilio,e perdipiùinunannoche fu senz'altro il peggioredel secolo, alla storiografianeo-illuministica italiana,tuttafattieproblemi,tuttaconcretaattenzione ali' empiriadeidati e solenne e fiduciosa sottomissioneal tribunaledella ragione e agli imperativicategoricidi unapoliticanondisgiuntadallamorale.Diderot, e l'approccio "politico" all'illuminismo,in un'epoca in cui venivano privilegiati l'approccio letterario, fùosofico, o scientifico, furono scandagliati nfattineglianni oscuriincui il fascismoitalianosembrava avereraggiunto(siseppepoiche lecosenonstavanocosì)ilmassimodel consenso,neglianniinoltredelGrandeTerrorestaliniano,delconsumarsi della tragediaspagnola,dello sbriciolarsidel FrontePopolarefrancese, dellosciaguratoPattodiMonacoedell 'appeasement britannico:è inutile ricordarequel che, consulibus soprattuttoMolotov e von Ribbentrop, avvenne poi nel conclusivo 1939. La storiografianeo-illuministica italiana,all'originedi una scuoladi settecentistitra lepiù importantidel mondonellasecondametàdel secolo,ebbedunquei suoinatali,graziea Venturi,inoredrammatiche.I fruttisi vedrannoappieno,in Italiae fuori d'Italia, solomoltiannidopo.Ancheperquelche riguardai solistudisu Diderot,a propositodeiqualiPaoloAlatriebbea scriverenel 1966che il riconoscimentodiunDiderot"politico"eradacollocarsi, ali' internodella comunitàdeglistudiosi,nell'ultimodecennio,valea direa cavallotragli anni Cinquantae Sessanta. Si pensi di quanto aveva anticipatotale riconoscimento,e con quali risultati,Venturi.LucienFebvre,sodaledi MarcBloch,capostipiteconquestidelle"Annales",equindidiunascuola nonsemprein sintoniacongli umorie i malumoriventuriani,ebbe,sulla sua rivista,a definireentusiasticamenteil librodi Venturi,all'iniziodel 1940, p1imadella disfatta della Francia e dunque della democrazia continentale,"nutriente".Omodeo, nel settembredel 1939,con l'Italia ancora "non belligerante",vi aveva coraggiosamenteintravisto,recensendolo su "La Critica" di Croce, il presuppostodi una più adeguata interpretazionedelsecolodeiLumi.Siavvertivadunqueungranbisogno di illuminismomentrel'Europa stavaper precipitarenell'oscurantismo de!J'ultimafase,lapiùtragica,delJaguemideiTrent'AnnidelXXsecolo. Nel frattempo, anzi nello stesso "fatale" 1939, Venturi aveva spalancatoun ulteriorescenaiioallasuccessivastoriografiadei Lumie, insieme,della storiadel pensieropolitico.Aveva cioè fornito la prima edizionedele VraiSystèmeoulemotdel 'énigmemétaphysique tmorale di Deschamps,preziosoincunabolodelprotosocialismo,de!J'utopismo, dell'evoluzionismosocialeedelcosiddetto"statodeicostumi".Nell'anno incuiStalin,mostrandodefinitivamenteilvoltodel suoregime,sialleava ad Hitler,si 1itomavaproficuamenteallefontidi un pensiero- quello socialista-che sierapropostol'emancipazione laredenzionesociale. Ancheinquestocaso,nellacatastrofedel 1939,eraingioco,perconoscere epercapire,i I 1itomoalleorigini.L'utopismosettecentescoconosceràpoi
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