84 INTERVENTI/ BERARDINEW curiosiframmenti dei giornali veri, metteinsiemedei quaderni o giornali privati:giocacioèafaresintesi, per lopiùcomiche,&struggendo le sintesi già fattedai giornalieri-usandoipezzetticoloratichene restano. Usando forbiciecolla,rifabbrica propriousodisintossicante il mondodell'attualità). È un po' come dire che la letteratura dovrebbe redimere il giornalismo,tentareingegnosepratichealchimistichepertrasfonnare ilmetallovilee grevedicui sonofatti i giornalinell'orodellostile.Per quanto chimerica e infantile possa sembrare questa prospettiva, nessunoscrittoreche abbiaavutoeabbiaachefarecon i giornaliriesce a liberarsene. li problema è semprequello:andare un po' più in là. trovarenuoveconnessionifranotizieeopinioni,fraletabellestatistiche e gJi ideali. Trasformarel'effimero in oggetto durevoledi discorso (più o meno in questitennini poseuna voltala questioneLeonardo Sciascia). Ma per animaree dareritmoallamassadi sapere(risaputoe non saputo) che i giornalici riversanoaddosso, ci vorrebbeuna musica verbale trascinantee dionisiaca. Forse solo un indiavolatoritmo teatrale, farsescoe comico.tragico,potrebbefarcela.E noi, ahimè, nonabbiamopiùun teatro,se mail'abbiamoavuto(un teatro,voglio dire, incui leparolecontino).Eraquestala ragioneper laquale Karl Kraus, il più geniale giornalistache sia stato anche il più ispirato nemicodeigiornali,sidedicavaognigiorno,regolannente.allalettura di Shakespeare.Per far ballare al linguaggiogiornalisticoquella danza dionisiacache lo renda leggeroe lo riduca in pezzi. bisogna ricorrerea Shakespeare,appunto.O magari a Molière,Aristofane, Btichner-o forseBeckctt.Conoscounuomo,a Venezia,uncileno che scrive in tedesco,Gaston Salvatore,che non ha abbandonato l'impresae dedica le sue energiecreativea strapparepersonaggi ai giornalistie agli storicidel presente,perrestituirlialla drammaturgia (ha messo in scenaStaline RudolfHess). La letteratura.dunque,comeanima,soffiovitale,magia,musica e teatrochedisinnescailpoteredel giornalismoe trasfonnadi nuovo glieventi•notiziaineventiveri? È untemache haattiratol'attenzione anche di unodei piùenergeticifra i teoricinovecenteschidellaprosa: Viktor Sklovskij.Il quale capì subitoche, per farcela.ci voleva lo s1nmiamen10: laprassistilisticachespezzagliautomatismipcrcetlivi e liberadallapietrificazioneciò che abbiamodavantiagli occhi per restituirlofrescoe nuovoall'esperienzae alla per.cezione. Sklovskijfu un teoricodellaprosanon solo narrativa,ma anche saggistica.O megliomisespessoinsiemeleduecose.e altre ancora, intcnnedie: romanzo.feuilleton, saggio,aneddoto,rivista.giornale.Il met<Xloper mantenereaperta una comunicazionevitale fra tuue queste fonne. evitandoche la purezzale indeboliscae le uccida,è secondoSklovskijquepl rocedimento(oanificioi)lqualenonabbellisce o sublimastilisticamenteil materiale,ma loriorganizza,nemcxlfiica lastruuurainternaricostituendonel'inunaginesuun pianodiverso.Il fe11ille1011 occupa nelle rinessioni programmatichedi Sklovskijun posto privilegiato. È una specie di leva letterariaper sollevare il macignodel giornalismosfidandolosulsuostessoterreno.liprogetto sarebbequesto:sottrarre il materialefauualeagliarticoli.organizzarlodiversamenteeraccontarlodni uovo. La postaingioco è l'immagine dei fatti reali. Lo scrittoredi fe11illeto11 , secondo il programmadi Sklovsk:ija,vrebbedovutosottrarreglieventiallapresadelgiomaHsta, e straniarli,dandoad essi una nuovastrutturanarrativache li liberi dalla tiranniadei c/icl1és interpretativie del linguaggio ready•made. (// punteggiodi Amburgo, 1928, De Donato 1969, pp. 65•71.) Si tratterebbediesercitareunacriticacreativa,percosìdire,delIinguaggio giornalistico. Il fe11il/e1011 scritto da autori letterariamen1ecapaci dovrebbcevitareche''uominivivi",diccSkJovskijv, enganotrasfonnati in"pupaui impagliati"daltrattamentogiornalisticodeifattiaccaduti. È un'ipotesi-limite:un interogiornalepotrebbeesseretrasfonnatoin /eui/letonnarrativo,eilgiornalediventercbbeunromanzodidimensioni abnonni.Così, però (è questoil sottintesodi SkJovskij)si capirebbe finalmente che cosasucccede, e non che notizie ci sono. Siamo, con queste riflessioni di Sklovskij, molto vicini alla "Fackel"di Karl Kraus.Ma anchead una tradizionedi scrittoriche progettano e sognano riviste, di romanzieri che sono giornalisti contro-corrente,cioè giornalisti pcr furia anti•giornalistica:come Dickens,comeBalzac,comeBaudelaire,comeKierkegaard(chesolo alla finesi decidea usare il proprionome,quandopubblicala rivista "L'istante"). La lottadel saggistaedelromanziereconungiornalismo che gli sfuggedi mano,è stata unalungalotta- e forseduraancora. "Dickensvolevacreareunanuovafonnadiprosa"sc-rvieSklovskj.i "ilsuper.romanzoc, hesarebbeconsistitodidiveBiromanzintrecciati. Il tuttosi dovevapubblicaresottofom1adi rivista.(...) Questosuper• romanzononriuscl,perché il romanzonon è lafom1aletterarialimite e nonè neppurel'unica fonna letterariapassibiledi largosviluppo." (La rivistacomefom1alelteraria. in Ilp1mteggiodiAmb1,rgo, p. 107). È l'idea originariadelgiornalismocome letteratura,cheprendela fonna della rivista-diario: "I prosatorihannospessoavuto l'idea di scrivereunarivistada soli"-continua Sk.lovskij".Nontantoper un bisognodi rimanereatupcrtucon il lettore(...)quantoperuninteresse versola rivistain quantofonna letteraria.Agli inizidel giornalismo parevache le riviste•monologhdi ovesseroprendereil sopravvemo" (ivi, p. 107-108). Macomesappian10non è andatacosl Inoltre, da un po· di tempo succede chelerivistenonriescanopiùa difenderebeneil loro spazionei confrontidei giornalie dei loro supplementiculturaH. La rivista sta perdenck> autoritàe pubbl.icoI.l tristesintomo è questo: da parecchianni i redattori dei supplementlieucrarisooo troppO sicuridi sé persentireil bisognodi leggereogni tanto una rivista Sembraun paradosso: ma proprioperchétutto il giomalis100culturale è peggioratoc, oloroche lo fanno non riconosconoalle rivis1enessunamaggioreautorevolezza. Bisognascriveresuigiornaliperessereautorevolin, onfareriviste. La minacciadel giomalisn10neiconfrontidellaletteratura è stata pressochécostante.Siachesitrattassedi scrittorirealisti,di romanzieri affamali di cronacaedivitasocialeo, viceversadi poeti liriciossessionali dalla pure-a.a del proprio stile, il giom.-ùismo è la bestia nera della letteratura moderna. Lo scrittorecheha ilsuoarcheti)Xin) Balzacequello chediscendeda Baudelairci,nquestononsonodiversi. "Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senzaunaconvulsionedidisgusto":questonaturalmente è Baudelaire (Moncoeur... Mondadorip. 1041). MaBalzacnonèda meno:"Ilgiornalismo è uninferno, unabisso d'iniquità.dimenzogne,di tradimenti,chenonpossiamoattraversare, e dal quale non possiamouscirepuliti". Se trovatetroppolampeggiantie passionaliquestedichiarazioni d'altri tempi,ecconeuna di uno scrittorepiùvicino.GeorgesPerec. Il tono è pianoe modesto.Ma lasostanza,ancheinquestocaso, è una condannasenzaappello: "I giornaliparktnoditutto,trannechedelgiornaliero.Igi0rnalimi annoiano,non mi insegnanoniente;quello che raccontanonon mi riguarda,nonmi interrogané tantomenorispondealledomandeche mi pongoo che vorreiporre.Quelloche succedevcrmnente,quello che viviamo,il resto, tuno il resto,dov'è? Quelloche succedeogni giornoe che si ripeteognigiorno,ilbanale,il quotidiano.l'evidente, ilcomune,l'ordinario,l'infra-ordinario,ilrumoredi fondo.l'abituale, in che modorenderneconio, in chemcxloìmerrogarlo,inche m<Xlo descriverlo?" (L'i11/ra-ordi11ario, BollatiBoringhieri1994). La rispostaa questadomandaè scontata. È la letteraturache può vedercedescriverequellarealtà"giornaliera"che igiornaliignorano. Perec è un implacabiledescrittore, un enciclopedico facitore di
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