INTERVENTI 83 IL MITO DELLAREALTÀ LETTERATURA EGIORNALISMO AlfonsoBerardinelli Amo molto la parola scriua, come un bambino ama il suo giocattolo preferito. Al punto che ora, piuttosto che parlare improvvisando, preferisco leggervi frasi già scritte. Proprio per questo la parola scritta in dosi massicce,e non fonnalizzate,mi dà facilmentelanausea.Oggi,sedovessicercarequalchedefinizionedel giornalismo,credo che la prima che mi verrebbe in mente sarebbe questa:Giornalismo è anzituttoabuso della parola scritta. Suo uso anti-economico, improprio. Rumore verbale insieme effimero e ininterrotto, che un apparato produuivo enonne e incontrastabile diffonde per il mondo usando il canale che potrebbe essere il più discreto, flemmaticoe durevole: cioè la scrittura. Il fenomeno che tuttorami colpiscedi più nel giornalismo è la stessa esistenzaproduttiva,fisica dei giornali.Migliaiae migliaiadi braviprofessionistiognigiornosi impegnanoasa.perenonquelloche succede.maquellochesidiceche succeda,registranotutto,quelloche succedee soprattuttoquelloche si dice, lo interpretanocon fantastica rapidità,e infine, meravigliadelle meraviglie,lo rielaboranoancora unavoltain fonnadi linguascritta, rispettandoleregoledellasintassi, facendo uso di figure retoriche, seminando qua e là conceuismi, allusioni e micro-citazioni,con tantodi punteggiatura. Anche se le novità rispetto al giorno prima sono minime, tulio viene scritto di nuovo, impaginato, corredato di titoli brillanti e creativi,pienidi ingegnosicalembour.E infinetuttovienestampato sucartain milionidi esemplariche invadonoognimattina,trasportati in aereo, in treno, in macchina, o via mare, quasi tutta la superficie terrestreabitata.Questifascicolidigrandifoglivengonocompraticon devotaregolarità,vengonolettiin minimaparte,guardatidoJX>un'ora con distrazione e fas1idìoe. la sera stessa, vengono buttati nella spazzatura.Ilgiornodopo si ricomincia.Tantosprecoper tantopoco. Capisco che un nostro valente giornalista e direttore di giornali, tirandole sommedi una lungacarriera, nell'ultimapaginadi un suo trattato sul giornalismo, evoch..i l nome di Sisifo e ricordi le sue fatiche.InquestapaginaconclusivaSisifoincarnanellostessotempo ilgiornalistae l'uomo chedifende il suo idealepiùcaro, la libertà.In sintesi, libertàcome libertàdi stampa. Ma io non riesco a liberanni dall'idea che una faticadi Sisifo non sia propriamentee nobilmente "la ricercadella libertà". Quanto piuttosto il lavoro del giornalista, l'eroico e vagamenteinsensatoriempireogni mattinadi scritturadei fogliche ogni serasi buttano.Produrrerifiutidi cana scriua.Offrire in letturabrevi saggiche, come ceni insetti,hanno unavitadì poche ore. L'umiltà, ladedizione,lospiritodi sacrificiodei giornalistisono virtù ammirevoli, in un certo senso eroiche. E posso capire la sublimazionein Camus e Sisifo che ne fa il giornalista.Ma è anche stranotanto eroismoin un'epoca e in culturecosì poco eroichecome lenostre.In fondomiconvincedi piùlospietatobuonsensodi Balzac, quandodice: "se ilgiornalismonon ci fosse,bisognerebbesoprattuuo non inventarlo".Alloraeravamoappuntonel momentodi ascesadel giornalismo,e quel pensierosembrava un po' reazionario.Ma oggi siamonella fasedel declinodel giornalismoscriuo. E il pensierodi Balzacha ilsuonodi unaprofeziaconcretamentevicina,di unautopia elementareche colpisce l'immaginazione. Noncxloi igiornali. li fatto è cheforse.invece, li amo troppo.Non mi rassegnoa vederlitrattarecosì male.Nonmi abituoa considerare tanti interessantiarticolicomecana da buttare.Questoforse hapoco a che fare con una sana e nonnale mentalitàdi giornalista.Ma può aprireunaviad'accesso al disagioche di solito hannogli scrittorinei confrontidel loro lavorogiornalistico.Sognanodi usare i giornali,di sfruttare la superiore potenza del mezzo di diffusione. Ma sono sempresulladifensiva.Elaboranodi continuostrategiepersonaliper sottrarreil fruuodel lorolavoro,leloroscritture,dalmediumo veicolo che ne moltiplicala presenzacomunicativa.Non c'è quasi scrittore chenonsognioprogettidi costruireunpropriolibroapezzi,apuntate, nel momento in cui sembra scriveresoltanto articoli. Forseil patto ambiguofragiornalismoe letteraturanasceproprioconquestafonna: il confliuo st1itempi di durata, sui mcxlie tempi di produzionee dì consumo dei testi scritti. È questo che nù ispira quella immatura instabilità di posizione nei confronti dei giornali: per cui tendo a proiettannida un lato versoil giornalismoleuerariodelle origini,un giornalismoche era letteratura,ungiornalismoartigianalee di bassa produttività,edall'altro guardoconunasonadi impazienzautopistica almomentofuturo,che variamentesi annuncia,quandola tecnologia del giornalismostampatosucana verràsuperata,e perchéineffetti la scrittura sarà considerataper quelloche è: un canale inadatto,antiecon?micoperdiffonderel'enom1emassadelle infonnazionigiorno per giornoe ora per ora. Se davverosi deve scriveree leggere,sarebbesensatoprodurree distribuire scrillure più ponderate e pit) durevoli. Se ci sì deve concentrare a leggere (atto che richiede un'interiorizzazioneche onnai apparequasiascetica),meglioleggereun libroo unarivistaben fatta. Se si deve produrrerumore.eccitare, frastornare,intrattenere, allorameglio la televisione.Se si deve sapere rapidamenteche cosa succedenel mondo,megliomezz'ora di radio.Si trattadi usareogni volta il mezzopiù adattoallo scopo. Dicoquestoperchéquandoho in manoungiornalee comincioa leggerlo,nonlodisprezzoaffauo, prendosubitosul serioe ingrande considerazione,datochehosottogliocchjsaggi,reportage,pamphlet, recensioni, quell'oggetto inquietante. Non sono più un bambino, eppurenesonoquasi intimidito. Lo trattocome unasintesiessenziale delpresente.Nonriescoadimenticareilgrandesecoloincui nacquero i giornalie ilmondomcxlerno:i giornalisti-romanzierei i giomalistiphilosophes! il giornalecome preghieradel mattinoper l'uomo che credenelDio-Storia!le lotteliberaliedemocratiche!l'affaireDreyfus e gliscrittorideglianniTrenta!li giornalericordaancoratuttoquesto. Cosìtrovomillecoseinteressantipercapirecomefunzionalamacchina del mondo.Mi viene vogliadi ritagliarearticoli, fotografie,tabelle statistiche,grafici. Così trasformomentalmenteun giornale in una Bibbia laica, in uno zibaldone, in un journal ad uso privato, in un'enciclopediadell'attualità. È l'allucinazionedi un momento. La magia non si realizza, la trasfommzioncdell'oggetto attualmente reale nel suo inattualearchetipo non avviene: o richiederebbeun lavoroduroe continuo,una vera faticadi Sisifo.(PiergiorgioBellocchiotenta spesso questepiccoleoperedimagiabiancadomesticac:onipiù
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==