IL PRIMO UOMO, UN BAMBINO ILCAPOlAVOROINCOMPIUTODICAMUS GoffredoFofl In uno degli appunti che corredano lapubblicazionedel Primouomo, Camus scrive:''Parlerò insommadiquelJjche amavo.Edi nient'altro. Gioia profonda.'' È impossibiledire cosasarebbe stato,unavolta terminatoe limato,// primo uomo? No, è possibile; quel che ne resta è sufficiente. li progettodi Camus è statorispettato,e lagioiache egli ha provatonelloscriverlosi riverberamiracolosamentseul lettoreche oggi, a trentacinqueannjquasiesani dallasua morte(avvenutail4 gennaio del '60), disponefinaJmente di questotestotenutociinutilmentenascosto per chissàquali preoccupazioni familiario politiche. Assiemeallo Straniero, possiamooggi sostenereche è /I primo 1101110 ilcaJX>lavornoarrativodiCamus.ACamussi ritornaormaisempre piùspesso scoprendo quanto di duraturoc'è nel.lasuaopera,equanti motivi di riconoscenza abbiamo nei suoi confromi.Le sue ix,sizioni politicheci pajono più saggeeacutedi quelledei contemporaneirunici o rivaJi(e considerandoSartrecomerunico-rivaJeinfiniuuncnterncno rigoroso,coerente,acu10,pulitodi lui). Le sue rinessioniteorichecontinuanoa intrigaree provocare-quelle de I( ,m·rodSi i'sifo, di L'uomoin rivolta. Inun'epoca dimassimiconfonnismi edi cia1troneriadimassa qual è la nostra, la sua tragicacoscienza di solitudine e la sua parola d'ordine individualee sociale ("mi rivolto, dunque siamo") sono di piena, bruciante attualità. E tuuavia è a1Crunusdi Lo straniero e a quellodi // µn·mouomo che, in futuro,si torneràcon piùrunore,per la sua incandescenleeirrecuperabileluciditàil primo,per la sua semplice, silenziosaricercae rivendicazionedi radicitantosocialiche morali il secondo. Ilprimo uomo è. infine, un'autobiografia, è solo la prima parte bellissima di unaautobiografiaincompiutaeppurechiaraesufficiente ne!Jesuelineee nellesue esplicitazioni.Dietro ilminimoschennodi un altro nome(di cui spesso, trattandosi di unaprima stesura. tuttadi getto, si dimentica),l'autorecercadapprima le traccedel padre,che è morto,luipiccolissimo.nella"grandeguerra"ed è staiosepoltoaSaintBrieuc, nel Norddella Francia. Nella stessacittà abita un suo antico maestro, colui che lo assistette, "scopri"e indirizzò.nellasua adolescenza.Questi è il secondodeidue padri sosti1utivicheegli ha avuto, il primoessendoun poveroinsegnanteelementarediAJgeri,che intuìle sue doti e insistettecon i suoi(con la nonna,verapadronadel futurodel piccoloorfano) perché,nonostante la grandemiseriadella famiglia, egli JX)lessceontinuaregli studi. Eccodue padri concreti,cui per tuttalavitaCamusdimostreràuna riconoscenzaassoluta,una fedeltàcommovente;ed ecconeunosegreto, sconosciuto,cui è necessariodare un'anima e un volto, intuireuna personalitàe un'interiorità,per capiredi dove si viene. Ilconfrontocon il mono mi ha ricordatola scena bellissimadi un filmrusso degli anni di Kruscev, nellaquale un giovane moscovita insicurosi rivolgeal ritrattodel padre, morto inguerra, e gli chiede aiutoeconsiglio. Il ritrattorivive,iJ padre ritornanellasuagoffadivisa di piccolosoldato,ma non sa cosa clirgli.Chiedeal figlio:quanti anni hai?Ventuno,rispondeil giovane. Eil padre,timoroso:lodiciotto! Camusdavantialla tombadel padreè sullaquaramina. OMAGGIO A CAMUS/ FOFI 81 Potrebbe avereun figliodeU'età di suopadre.Conausteratenerezza, attraversoil padreCamuspuò ricostruirelastoriadi quelJegenera• zioni di giovani coloniche lametropoliborghesespacciò, giàdopo il pericoloso '48, perché massa turbolentae minacciante. La storiadel colonialismo è unastoriacomplessaedura,e nelpienodelJacrisai Jgerina Camusvollepiùvolte ricordarea una sinistradottrinaria e schematica che i coloni eranostati proletariespulsi dallacittào contadini espulsi dallecampagnecomequellichehanno colonizzatogli Usa in epoche similiecon normenonWversc. Diqui una maggiore, non minore tragediadel colonialismo, ma anche lanecessitàdi unacomprensionedelleragionidei ''pieds-noirs", e di trovaresoluzioniancheper loro. Non c'è dunque solo l'aspetto privato, a muovere la ''ricerca del padre", c'è unaperspicuanecessitàstorica. L'aJtrapartedel libroche ci rimane, Ilfiglio o ilprimouomo, è una ricercadiversa,è laricostruzionedellaricercadi sé. "Oscuro a se stesso", il rnga,.zoCamusè un piccoloproletariointelligenteesensibile,conunamadresilenzjosaespaventata,unanonna coraggiosae saJda,unozio affettuosoe comune, dentro almiserrimo appartamentino di unquanieredi 'poveribianchi' nonmoltopiùricchi degli arabi miserabili al cui fianco la loro vita si svolge. li raga1.zo Camus vacrescendoed è nella cultura,nel sapere,o meglio,neu· intreccio tra un sapere che è accesso alla maturità ma anche a una possibilità di sussistenza miglioreche quella preparataglidal desti• nodi classe, che egli cerca il suo riscatto, cerca la sua luce e il suo futuro. Viene spontaneo paragonare, a questo punto, Il primo uomo a Le parole di Sartre, che è del '64. La cultura Sartre se la trova in casa, era nato in una famigliadi intellettuali, anzi accademici. Essa è stata per lui conoscenza, certamente, ma anche privilegio di casta e strumento di potere (un figliodi in1ellettualiimp<Jnantifini.ràin• 1ellettuale,dirigente politico, o libero professionista..) e inqualche misuraanchegioco.Questa forse è ladifferenzamaggiore tra Camus e San.re: la disperata, ma pacata serietà con cui Camus affronta la cultura come strumento di verità, che riceve dal bisogno di verità la sua investitura e la sua mìssione, mentre per molti, oltre che strumento dì potere, è un modo di giocare con i concetti, con le parole, e con le mode, un modo di divertirsi o ingannare (anche divertire, anche ingannarsi). Èl'origineWclasseadeterminarelaclifferen1.a,sembrn.direCamus; e se oggi ilsuodiscorso è rncnoimportante,inun contestooccidentale riccodove la scolarizzazionedimassapennene aognibambinooqua• si di poler giocarecon leparolee con le idee,e non è più il possesso di culturauno strumentodi poterein sé (loè solo nelcaso di cultureaJta. mente spcciali7..Zatee)s, so discorso non vale però per molte partidel mondo,quelleche assomigliano al]' AJgeria di Camus. Il contesto del libro di Camus è dunque molteplice, tempo e spazio vi interloquiscono, e metropolie colonia, età adulta e infanzia, coscienza e miseria. Lasciamo agli specialisti (però così pigri, così avari, così poco liberi!) il compito di analizzare al meglio queste pagine, in confron10con l'opera tutta di Camus. Noi ci limitere• mo a segnalarne ancora due particolarità: la bellezza delle due figure femminili, che vengono davvero da un profondo passato contadino e proletario che le ha plasmate e di cui ormai ci siamo dimenticati; e la limpidezza del linguaggio, comparabile nell'opera di Camus con solo la limpidezzadello Straniero e di ceni racconti, ed estraneo alla talora intellettualistica, iperdialetticaopera teorica (e anche de I.A peste) che ha avuto bisogno di un suo contorto rimando filosofico e di una retorica bienfrtmçaise (simile inquesto a San.re). Ma Il primo uomo ha un perno preciso, che ha tutta la forza di un'evidenza.
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