80 CAMUS 4) Non ritengodegna di stima la sua maniera di rispondere circa il diritto d'opposizione. "Riconosca-dicevo- che nel suo sistema unoperaio all'opposizione non è più ammissibiledi un intellettualedissidente", Lei sabeneche è vero,e l'ammissione eradovuta per semplice onestà; mi risponde inveceche i.Iconceuodi opposizionenon è chiaro. Bisognaammeucrcche è assaidifficilecontestare pubblicamente a un operaio il suo potere di opposizione, e mi fa piacere l'omaggio che in tal modo lei rende indirettamenteal proletariatofrancese.Ma ciò non toglieche questa rispostasia disonesta.InRomaniahannoappenagiustiziatosette oppositori. sotto la bennotaetichettadi "terroristi''. Provi dunque a spiegare alla loro famiglia, agli amici, agli uomini liberi che hanno saputo la cosa, che il concetto ili opposizionein Romanianon è bendefinito. 5) Vis10 che ci tiene le offrirò, senza soffennarmi quanto vor• rei, un buon esempio di violcn1.a legalizzata: i campi di concentramento e l'utiliz,..azionedei deportati politici come mano d'opera. I campi facevano parte degli apparati di stato in Gennania; ora fanno pane dell'apparato di stato nella Russia sovietica. e lei non può ignorarlo. Sembra che in quest'ultimo ca.sosiano giustificati dalla necessità storica. Quello che ho voluto dire è piuttosto semplice: non mi sembra che possa valere per i campi alcuna delle giustificazioni che si possono concedere invece alle violenze provvisorie di un· insurrezione. Non c • è ragione al mondo. storica o meno. pro• gressiva o reazionaria, che possa farmi accettare la realtà dei campi di concentramento. Ho soltanto proposto che i socialisti rifiutino a priori e incondizionatamente il campo di concentramento come mez.zo di governo. Su questo, le cedo la paroJal. 6) Continuo a pensare che quanto abbiamo fin qui inteso per rivoluzione non possa oggi trionfare se non per mezzo della guerra. Lei mi porta come esempio la Cecoslovacchia: ma quello che lei chiama la rivoluzione di Praga è anzitutto una linea di politica estera che ci ha avvicinati notevolmenteallaguerra.ccosl conforma le mie vedute. Frauanto l'avventura iugoslava l'avrà senz'altro illuminata sulle possibilità, perGottwald e i dirigenti c~hi, di porre ancora in primo piano questioni puramente interne. La sola cosa che mi colpisca-perché vera ed umana-nella sua risposta relativa a questo punto. è il fatto che lei senta di non poter cedere al ricatto della guerra. Non mi creda completamente cieco in proposito: ci ho rifleuuto. Ma c• è anche un ricatto a favore della rivoluzione, che spesso si fa a se stessi. Propongo di non appoggiare la gara al rialzo cui si lasciano andare i due imperi: la maniera giusta di non cedere al ricatto non è il disfattismo né la cicca ostinazione. ma la lana contro la guerra e per I' organizzazione internazionale. Alla fine di questo lungo sfor1.0,ma non prima. la parola rivoluzione riacquisterà il proprio significato. Ecco percM continuo a pensare che solo i movimenti per la pace e le concezioni federaliste resistano efficacemente a questo ricatto. E quando lei ironizzerà ancora, con alcuni altri. su un obiettivo cosl irrag~ giungibile. la lascerò dire: non ci è stata concessa altra scelta- se non quella di un falso liberalismo che disprezziamo o del socialismo dei campi di concentramento, di cui lei si fa servitore. Qualsiasi cosa ne dica lei, la speranza è dalla nostra pane. 7) Riprenderò infine la sua proposta. Lei pensa di menenni in difficoltà.con l'invito a mandare una lettera aperta di protesta alla stampa americana contro la diretta o indiretta complicità degli Stati Uniti nelle recenti esecuz.ioni avvenute in Grecia. La cosa mi consola un poco. perché dimostra che lei ignora la mia vera posizione: del resto non potrebbe sapere che alcune settimane fa in Inghilterra mi sono pronunciato proprio su questo caso, e due anni fa in America, nel corso di conferenze pubbliche. su casi simili. Perciò non ho difficoltà a risponderle che tengo questa lettera a sua disposizione. Vi aggiungerò una protesta motivata per quello che è il vero crimine contro la coscienza europea: il mantenimento al potere di Franco in Spagna. Ledòcana bianca per la pubblicai.ione di questa lettera, a una sola condizione che spero giudicherà legittima: da pàrte sua lei deve scrivere una lettera aperta, non alla stampa sovietica che non la pubblicherebbe. ma a quella francese. Vi prenderà posizione contro il sistema dei campi di concentramento e l'utilizz.azionedella mano d'opera dei deportati. Per reciprocità, chiederà inoltre la liberazione incondizionata di quei repubblicani spagnoli ancora internati nella Russia sovietica, che il suo compagno Courtade ha pensato di poter insultare dimenticando cosa quegli uomini rappresentino per tutti noi. e ignorando certamente di essere indegno di allacciar loro le scarpe. Niente di tutto questo mi sembra in contraddizione con la vocazione rivoluzionaria di cui le si fregia. Sapremo allora se questo dialogo è stato inutile o no: io avrò denunciato i mali che suscitano il suo sdegno. e lei avrà pagato questa soddisfazione con la sola denuncia di mali che debbono provocarle almeno altrettanto disgusto:' Voglio ancora credere. infatti. che ne provi disgusto. E prima di meuere fine a questa polemica farò la sola cosa che possa fare in questo momento per lei: non le crederò. Non le crederò quando dice che, se gli stermini dovessero suo malgrado verificarsi ancora. lei preferirebbe, piuttosto che aver 1orto, aver ragione in mezzo agli stermini. È proprio una conferma di quello che le ho detto ncUa mia prima risposta: ma preferisco essem1i sbagliato. Perché ci vuole, per ostentare un· arroganza così spaventosa. molto orgoglio o poca immaginazione. Mollo orgoglio, perché significa affermare che la sola ragione storica, che lei ha scelto di servire, le sembra valida. e nient'altro potrebbe salvare l'umanità. La sua ragione o gli stermini. ceco il futuro che lei prospetta. Sono decisamente più ottimista di lei, e chiamerò in causa la sua immaginazione. Concludo. Nella sua lunga replica lei mostra disprezzo per molte cose. Per conto mio, accetto parte del suo disprezzo. li mio compito, lo ammetto. non è di trasfonnarc il mondo né ruomo - non posseggo per questo la capacità né lumi a suflicie01..a - ma è forse di servire, restando al mio posto, quei pochi valori senza i quali un mondo, anche trasformato, non vale la pena di essere vissuto: senza i quali un uomo. anche nuovo. non potrà essere degno di rispetto. Questo appunto voglio dirle prima di finire: lei non può fare a meno di quei valori. e li ritroverà credendo di ricrearli. Non si vive solo di lotta e di odio; non si muore sempre con le anni alla mano. C'è la storia e c'è altro, la felicità semplice. l'amore delle creature. la bellezza delta natura. Sono anche queste radici, che la storia non conosce: e l'Europa è oggi un deserto per averle dimenticate. Ho ammesso che i marxisti costituiscono talvolta la cattiva coscienza dei liberali, i quali ne hanno parecchio bisogno. Ma i marxisti non hanno bisogno di cauiva coscienza? Se non ne hanno. nessuno al mondo può far niente per loro. e alla fine conosceremo insieme una disfatta che l'Europa intera pagherà con il sangue che ancora le res1a. Se ne hanno bisogno. potranno dargliela solo quegli uomini che senza porsi fuori della storia. coscienti dei propri limiti, cercano di esprimere come possono il dolore e la speranz..adell'Europa. Isolati! dirà lei con disprezzo. Forse. per il momento: ma senza questi isolali, voi sareste assai solì. ("La Gauchc", ouobrc 1948) Note I) Slroppote la vittima ai cam~fici, "Caliban", n. lS. 2) Sul giornale "Action". 3) Quest'ultimo~ rimasto senza risposta. 4}Questo invito~ rimasto senza risposta.
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