Linea d'ombra - anno XIII - n. 100 - gennaio 1995

ga come mai certi nostri filosofi si sentano pronti a quaJsiasiaffermazione. Disperandodella giustizia immediata i marxistiche si dichiarano ortodossi hanno scelto di dominare il mondo in nome di una giustizia futura. In un certo senso, nonostante le apparenze non vivono più su questa terra. ma nella logica. E in nome della logica, per la prima volta nella storia intellettuale della Francia, scrittori d'avanguardia hanno usato della propria intelligenza per giustificare i fucilatori, fatte salve le successive proteste in nome di una categoria ben precisa di fucilati.C'è volutamolta filosofia,ma alla fineci si è arrivati, la filosofianon costa niente. 11fatto è che nonha più senso la storia intellettuale, si tratta di storia religiosa: e le inquisizioni, a sentir loro, hanno sempre torturato gli uomini per il loro vero bene. Nonsose leisiaaniva1oa un ta1puntoma vogliocomunquedirle, perchéquestoècerto,che ha sceltolavocazioneomicida dcli' intelletto, e l'ha sceltaper unastranasona di disperazionerassegnata. Questeprospettivepotranno forse sembrarleesagerate,masono vere;e lastoriacontemporanea gronda tantosanguesoloperchéilpensiero europeo, tradendo lapropria ereditàe lapropria vocazione,ha sceltoladismisurapergustodel pathose dell'esaltazione.Percogliere la veritàdel mondoauuaJeoccorremuoversiinquesteprospettive,le qualimi pennetterannocomunque,per finire,di rispondereali' unica panedelsuoarticolochenon JX)SSO accettare.Leiagitalospettrodi una mia inconsapevole.o oggeniva,complicitàconlasocietàborghese.A questohogià parzialmenterisposto,ma negarleildirittodi un'accusa similesarebbe troppo poco: iole negoildirittodi ritenersiinregolalei stesso. Ci troviamo in unacongiuntura storica incui lacomplicitàè totale; e lei non solo non sfugge a questa condanna, ma neppure si sfona minimamentedi sfuggirle.U mio solomeritorispettoa leièche da parte miaavròfattoquestosfo:rtobattendomicomedovevo,innome del miomestieree di tutti i mieicompagniperchélasofferenzaterribile degliuominidiminuisca.fin daora. Quandoavràfinitodi leggerequestarispostavorreiinveceche fosse leiachiedersidi cosasisia resocomplice,oggettivamentec, on ilsuo consenso:forsevedrdaJloraquellamacchiadi sangueintellenuaJeche tutta l'acqua del mare,come diceva Lautréamont,nonriuscirebbea lavare.Stia tranquillo,Lautréamonteraun poeta;e, inmancanzadell'acquadelmare,qualcosapotràsemprelavarla:unasinceraconfessioned'ignoranza.Quellichepretendonodi saperetunoe tuttosistemare finisconoperuccideretuno.Vieneungiornoincui non hanno più aJtro ordinechel'omicidio,aJtrascienzachelamiserabilescolasticausatain ognitempopergiustificarel'omicidio:e non resta loro altra viadi uscita che riconoscerep, recisamente~di nonsaperetutto.BastachequaJcunodi noiammenalapropriaignoranzasudueo tre punti,come ho fatto io,e voi potetefarvenefoni: maè la fortadi cui viveogni colpevole finoa1momentodelJaconfc.55ioneD. apartemiaaspetteròdunqueche leidiventimodesto:e, fino ad aJlora,lamiastessaignoranzam'impedirà sempre di condannarlaassolutamente.Come potrei,del resto? La peggiorcosache possacapitarle è propriodi vedertrionfarequelloche ha cercatodi difendereinpolemicaconme. Perchéquel giornoleiavrà certoragione,nelsensointesoda questopoveromondo;maavràragionenelsilenzio degli stemunì. Una vittoriachenon le invidieròmai. ("Caliban", 18 giugno 1948) li. Nonsaremomc,iper il socialismodeicampidico11cemrame1110. La mia seconda risposta sarà l'ultima. li suo lungoarticolo2 ha un tono che mi spinge a tagliar corto, ma le debbo ancora qualche chiarimento: I) Sono stato costretto a farle presente di essere nato in una famigliaoperaia. Questo non è un argomento (né fin qui ne ho mai CAMUS 79 Foio di loom1sDeon. fauo un simile uso), ma una rettifica. Il giornale su cui lei mi ha risposto. e quelli che gareggiano con lui nel mentire, mi hanno presentato tante volte come figlio di borghesi che occorre pure, una vo/Ja almeno, ricordare come la maggioranza di voi intellettuali comunisti non abbia la minima esperienza della condizione proletaria,e che non tocca dunque a voi trattarci da sognatori senza conoscenza della realtà. Non sono in causa io, ma un argomemo generale di polemica di cui occorre una buona volta faregiustizia: la sua sensibilità si è dunque offesa a torto. 2) Invece, sarebbe stato ed è impudente ostentare i meriti acquisiti nellaResistenza. Nonsi ha il meritodella propria nascita, si ha quello delle proprie azioni, sullequali occorre però saper tacere perché ilmerito nonvengasminuito. Inbreve, lostilevecchiocombattente non mi si addice e rifiuterò pertanto il confronto che lei istituisce tra noi. Lo trovo certo alquanto calunnioso, ma non si aspetti una miadifesa.Anzi, per farle piacere le lasceròvolentieri il merito maggioredi un'impresa, nella quale mi pennetterà comunque di attribuirmiil posto di secondo pianoche è sempre statomio. Inogni caso non facciamostra di credere che la mia dichiarazione di "avere orrore di coloro le cui parole vanno più in là delle azioni" abbia inteso polemizzarecontro la sua azione; è, una volta ancora, un argomento di cui non sono capace. E il contesto della frase lodimostra: essa significa soltanto che provo orrore per quegli intellenuali e giornalisti, concui invece lei è solidale, che reclamanoo approvano lecondanne capitalima fannoconto su altri per metterle in pratica. 3) Non era equivoco auribuire a lei le opinioni dei suoi amici comunisti. Lo era tanto poco che lei stessoscrive: "dichiaro la mia complicità con il panitocomunista francese".

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