72 OMAGGIO A CAMUS/ GRENIER mentedetteper decifrareun'operache è essastessasufficientemente chiara 7. Ma. siccomeci sono(X)rtedall'autorsetesso,sarebbesgarbato rifiutarle.L'ammirazioneche provavaperMelvillee SimoneWeil valorizza il sentimento del mistero e del sacro, il che non implica l'abbandono del sentimento di rivolta. Albert Camus non tergiversava. Anche se la rivolta era vana, gli pareva nobile e necessaria, fintanto che non gli veniva fornita una spiegazione. Ma aveva cambiato atteggiamento nei confronti del Male. Pur avendoconservatolasua "fissazioneall'assassinio" (comediceva) e la violenzainterioreche animava ilsuoCaligola,si eramesso,mi diceva, a cercare nell'agosto 1947dei ''valori mcdi" e non più un Negativo assoluto, pur restando la rivolta il fondamento della sua morale.Sesopraggiunguenacatastrofec,omelapeste,gliuomini devono accordarsiconlfOdi essa; cosa che faranno, ecco il punto. Trovoche la grandezzadi Alben Camus non si siamaimanife• stata meglio. Eppure riconosceva, da sé, che l'esistenza di valori supponeva un assoluto. Ma non vedeva inche cosa potesseconsistere. Alben Camuscercava, e non solo per se stesso, maper tutti gli uomini, la salvezza e dunque molto di più dellafelicirà. Di qui il carattere non laico della sua opera. Ma quella salvezza èdi natura terrestre. Di qui il suo carattere propriamente umano~non è l'opera di un Salvatore8 , ma di qualcuno che avendo scoperto una "ricelta" - un modo di vivere capace di consolare il dolore degli uomini - gliela comunica e, dando il buon esempio, diviene a sua volta un sc11110 (senza aver "fede"), cioè un modello incarnato, in grado di Archivio Effigie guidare altri uomini perché diventino come lui. Note I) Nel giugno 1932.contemporaneamentea unarticolo sulla M11sìque d'après Schopenlm11er el Nietzsche (Musica secondo Sclwpenhauer e Nietzsche). Ugualmentea una dissertazione datata 1933.Cfr. la pubblicazione fottada RogcrQuilliot nel tomo 11 della Pléiadc. 2) Partivo dalla massima generale secondo cui gli uomini hanno diritto alla felicitàe non necessariamente alla verità. La ricerca della veri1à. gli scrupoli che si portadietro, i tonnenti che procuradevono essere riservali, pensavo allora, a qualcuno dalla sorte poco invidiabile e che non si aspetta nulla dal mondo. 3)Anno 1934. 4) Ben inteso, non si tratta di una "verità esistenziale". Camusdistingueva la ricerca imellettuale dall'esperienza vitale, proprio come separava i generi leuerari. 5) Eppure il suo ideale morale era abbas1anzaimransigen1e(voglio dire: per quando concerne la gius1izia),essendo molto poco disposto a concessioni e accomodamenti. Era ugualmenie poco interessatodai dogmi cosl come si sono fonnat.inel corso della storia della Chiesa romana. La rivista "Réfonne" parlava spesso di lui, e con simpatia. E questa era reciproca. 6) Provava rispeuo verso il celibatoecclesias1ico, a causa del coraggiochc questo rappresentava. L'ho anche sentito dire che, daia la natura umana, un'istituzione come quella del matrimonio poteva giustificarsi solo se fondata su un legame considerato sacro. Poiché unire due esseri eternamente senza ricorrere a qualcosa che vaoltre l'uomo e che soprav• vive alla prima volontà espressa non ha senso. 7) Almeno in quel che espone. 8) Cfr. Goethe che prendeva le difese del poeta sufi Hafiz contro i suoi detrattori che vedevano la felicità soltanto nella fede: ''Tu che, senza essere devoto, sci felice!" Copyright EditìonsGallimard 1968. Foto Keystone Paris/Sygmo/GmziNoeri.
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