Linea d'ombra - anno XIII - n. 100 - gennaio 1995

70 OMAGGIO A CAMUS/ GRENIER testimoniò la sua simpatia. É vero. diceva allora. che slava rileggendoil D011 Chisciotte, matrovavain Davis "lo stiledi un Sancho magro. con le follie del suo padrone". E poi era esasperatodagli auacchi degli uni che lo accusavano di mettersi aJ scivizio del1' America. e degli altri, al servi,io della Russia. Avrebbe volu10 introdurreun po' di moralenellagiungla delle nazioni e nonera senza un ceno sforzo su se stesso che predicava la gius1ìzìae la pace. Il suo temperamento..africano" loportavapiuttostoagli estremi; dovevadominarsiper predicarelaconciliazione(cosache foce nel momcn10della sua stessapropostadi una treguacivile inAlgeria). Da una pane, l'Europa era minacciata da milioni di uomini che avevano fame e che non avevanopaura di morire. Dall'altra. nonvedevache scetticicsa1olli.Quale postorestava all'artista appassiona1odallasuaoperae cheavevabisognodi essere sostenuto, acoluicheavcvaancora piùbi.sognodi viverein unclimadi giusti. zia? Avrebbe dovuto amare la giustizia e la vcrilà. Ma in questo caso, quanto si è soli! VUI Averedelle idee sembra un privilegio riconosciutosoltantoai professionistidella filosofia,dell'economiapolitica,e di allrebran• che del sapere.Esisteun'altra categoriadi persone,quelleche han• no riflenuto in seguilo a una lunga e penosa esperienza interiore. presso lequali le idee non sono fruno di studio.benché esse possa• no basarsi su quest"ultimo, ma di sentimenti profondi. E queste stessepersoneu-aduconoinatti le loro idee,mentregli altri prof es• sano una fede che non ha nessuna conseguenza sulla loro vita. É alla primacategoriache appanenevaAlben Camus,quellache può avereun grande ascendentesui giovanie su luni coloroche cerca. no una veritàvissuta'. Il .. saggio.. era per Alben Camus un mezzo per esprimere questo tipo di verità. Un giorno del giugno 1951, in procinto di partire per Le Chambon.sur•Lignon per trascorrere le vacanze con i suoi. me ne parlò. Pensava a un nuovo saggio che si sarebbe chiamato (o almeno era il primo titolo che gli fosse venuto in mente): le Mythe de Nlmésis (Il Mito di Nemesi). Avrebbecostituito la tena sezione di un trinico, la cui prima pane sarebbe stata le Mytliede Sis)JJlie(Il Mitodi Sisifo) e laseconda L'Honune rl"·oltl (L"11omoin rfrolta). Il nuovo saggio avrebbe dovuto vertere su quanto c"è da guadagnare e quanto c"è da perdere nel crislianesimoin rappono all'ellenismo. Mai nellastoriadell'umanità si ebbe un simile tonnento, un cambiamento cosl radicale. Come ha potuto apparire una sensibilità cosl nuova, una sensibilità così diversa dall"antica1 "... Personalmente mi sento più vicino all"cllenismo. E. nell'ambito del cristianesimo, più vicinoal c.:molicesimoche al protestantesimo'. E sono abbastanza distante dalla Bibbia a causa del suo "antinaturalismo··. - Eppure lei è vicino alla Bibbia per il suo sentimento di rivolta contro l"ingius1izia,per il suo spirito umanitario... -Sì, ma consideroche bisogna anche rivoltarsi per raggiungere la felicità terrena e non solo per abolire l'ingiustiLia, che bisogna avere una saggeaa di vita rivolta all'immedinto e non a un futuro lontano... Mi piace abbastanza l'aspetto statico dcll'el• lenismo; e non è anomaloche io abbia sceho come argomento di tesi qualcosa che è in rapporto con questo periodo (quello del neoplatonismo). Ne sono sempre stato interessato." La conversazione deviò su Simone Weil.Gli dissi che avevo appena letto la sua I.Lure à 1,n rrligieu:c(Lellera a 1111 rrligioso). scritto inedito e postumo. in cui, mi sembrava, rimproverava al cristianesimo di non essere una filosofia. E. pur ammirandola, trovavo le sue idee troppo sincretiche.visto che intendevanoconciliare cose scarsamente conciliabili. "In ogni caso lei cerca qualcosa di più ampio del cristianesimo, e i Padri hannodavverotorto di volerloricondurre ad esso,come quando menano come sottotitolo alla raccolta di conferenze che aveva tenuto suPlatone in un circolo cattolico /111ui1ions prld1ré1ie,u1es (/11lltizio,ii pft!cristiane). Ora,è ilcontrariochcemveropertci: ilcristianesimonon era che una branca di una veritàpiù grande." Quel che più stimava Camus in Simone Weilera che avesse fatto fino in fondo l'esperienza di una vita conforme a un ideale. erano l'esigenza e la tenacia(che facevanopensarealle sue).Quel che l'avrebbe allontanata da lei, era la sua mancanza di affinità (sua. di AlbertCamus) con persone che non amano essere felici. Albcrt Camus si incontracon Simone Weilnella Peste in cui scienza e religionesono postecome antagoniste. SimoneWcilscrive in L' E11racineme,11 (li radicllmento, pag.209): "Presso i cristiani l"incompatibilitàassoluta fra lo spi.ritodella religionee lo spiri10 dellascienza,che sono reciprocamenteunite. instillacostantemen. te nell'anima un malesseresordoe inconfessato." Quella volta, gli dissi, a proposito dc L'Homme rémilé (l'110mo in rfrolla), sicco1ncstavamo decisamente parlando di religione: "Non fa emergere l'aspetto innovatoredel cristianesimo." - No. è vero, non lo faccioemergere. e soprattuttoquellodel Vangelo.Ma non potevo parlare di tutto. Dovevodire soltantouna cosa... Nel cristianesimo e soprauuno nel giudaismo - non mi addentro nelle profezie, nei misteri, nell'escatologia. ecc. Ma capisco bene la sagge,..zadel Vangelo... Mi piace nel cristianesimo quel che si avvicinaaJl'ellenisrno.·• Leconvers.lZionidi argomentoreligioso eranorare. Avevo sempre la sensazioneche fossenon tantoostilea tutto ciò che avesse a che fare con la religionequanto iniducibile. La sua decisione era presa. Il Male era inaccettabile.L'esistenzadi un Dio onnipotente lo rendeva ancora più scandaloso. La vita futura non rappresentava nullaper lui. In nome di questoDioe diquesta vitafutura le Chiese avvelenavanola vita presente.Avrebberipreso volentieri il motto di Bayle: ··Duevite son troppe.Ne basterebbeuna." E poi quest'uomo del ..dialogo" era un uomo del monologo. come tutti igrandi;diciamo.a rigordi termini:del monologo dialogato. Perché una parola lo toccasse,bisognava che fosse pronunciala da quaJcunoche avesse impegnato tutta l'esistenza a dimostrarne il valore con la pratica.Allora avrebbe soppesato i pro e i contro. Non si sarebbe espresso. ma sarebbc stato scosso. Ne sarebbe derivato un dialogo interioreche l"avrebbecondotto a una conclusione definitiva. anche se sfumata. Non era inaccessibile, comesembravadicessi tranandok> cb irriducibile.Percolpirlo,bi.sognava che percepisse nel suo interlocutoreuna cena forza intima derivatada una convinzione incrollabile. é. per questo che anche il suomiglioreamico nonavrebbepotutoaverealcuncolloquioserio su ceni problemi molto impananti, se Camus non avesse sentito nelle sue paroleo nelle sue ideequella soliditàche l"avrebbefotto almenorineuere. Ed era assaiperspicace.Mi disse ungiorno: ··ca. pisco,dal suo tono di voce, quello in cui crede e quello in cui non crede." Albat Camus aveva molta stima per il R.P.X...a causa delle sue iocrollabiliconvinzionireligiose.Dicevadi quel Padre: ''É un temibilcconvenitorc. '' Q.mndo gli dissecheNjcfzschcdoveva.,secondo lui.essereall'inferno.il Padre replicòrapidamente:"Ah! No. se noo fossein Cielo. nooaooereif' "Il R.P.X.. è credentenoo perdcbolcZ7.a ma per sovrabbondan,adi vita. Di solitolosi è perdebolewi'." Non è dunque facile parlare di questi problemi a propositodi AlbertCamus con un tono risolutivo.Sull"aldilànon era lui stesso

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