dello stato borghese come giusta mercede della propria saggezza. Invece di sentirsi decaduto si sente ancor più borghese, si attacca al caro passato, alla dolcezza di quelle lire che non ci sono più, ma è più che se le avesse. al posto che gli davano, a quello che non ha fatto e che avrebbe potuto fare con esse le cose che avrebbe potuto acquistare un tempo, è quanto gli rimane, siate sicuri che egli non scenderà mai in piazza a protestare, è il solo che ne avrebbe ragione, ma farà in modo che tutti credano ch'egli ha ancora le sue lirette. E piano piano quello che ha perduto aume111a nel pensiero fino a diventare un patrimonio colossale, una perdura fortuna della quale gode ancora il riflesso abbagliante. Come un'ostrica rimarrà attaccato alla borghesia che rappresenta il suo ultimo bene. Nella borghesia si puòentrarecon unacena facilità,mauna volla entrati uscirne è impossibile, nemmeno ignudi, nemmeno scalzi. nemmeno in ciabatte, troverete sempre il modo di combinarvi intorno al corpo un vestimen10 borghese, oche almeno vi sembri tale. La borghesia non è uno stato economico, ma una condizione dello spirito. Chi ha inventato la borghesia ha inventalo la felicità. E c'è infine quel piccolo borghese che non possiede niente, che non ha mai posseduto niente di notevole, che vive e visse di un certo stipendio che tra infiniti ammaccamenti e strizzature gli permise di andare avanti salvando le apparenze. Mentre lo stipendio è divenuto privo di elasticità fino al punto di scomparire, il viso gli si allunga e per l'esaurimento gli si smorzano le pupille. Impiegato governativo o municipale? Impiegato privato? Insegnante? Maes1ro elementare? lnielleuuale in angustie? Piccolo proprietario di case andato alla malora? Ecco il vero sacrificato, quello che soffre davvero. Ci fu mai un regime dove nessuno fosse sacrificato, dove nessuno ci fosse a soffrire? Si guarda intorno nell'aria gelida della casa, tiene un consiglio di famiglia intorno alla tavola deserta fra la madre e la moglie. Dopo discussioni interminabili che hanno preso il posto del mangiare, e interrotte da sbadigli in serie, si passano in rassegna gli oggetti della casa. gli ornamenti a cui gli occhi per essere tanto avvezzi non vedono più e che per quell'esame riprendono forma e colori, ritornano nuovi, i cari ricordi, le cose utili e quelle indispensabili, gli indumenti delle quattro stagioni. Dopo circospezioni e reticenze la giovane moglie fa cadere sulla suocera l'attenzione. Ella possiede un binocolo di madreperla col manichino allungabile, e un ventaglio di tartaruga sulla cui seta nera sono dipinte delle rose tè. È vedova di un alto funzionario e quelle sono le reliquie di un passato di benessere, di quando l'allora giovane consorte la conduceva all'opera due volle, e quauro alla commedia durante il Carnevale. Non appena la vecchia si accorge che su quelle reliquie è caduta l'attenzione, chiudendo gli occhi assorbe aria quanta i polmoni ne possono assorbire. La nuora. invece, senza volerlo dimostrare, è felice che la vecchia debba disfarsi delle sue cianfrusaglie a cui dà tanto peso. che formano il suo blasone, e la guida ella stessa verso la bottega deWantìquario. La vecchia stringe al seno il pacchetto contenente gli oggetti come una persona carissima che stia per partire, e sul punto di doverli mostrare all'antiquario chiude un'altra volta gli occhi per non vedere in quelle mani sacrileghe l'occhialino di madreperla e il ventaglio di tartaruga sulla cui seta nera sono dipinte le rose tè. L'antiquario da parte sua non lascia nemmeno terminare l'esposizione del contenuto, con la mano respinge il tutto: quegli oggetti non gli interessano. non è suo genere, e volge risoluto le spalle. La vecchia spalanca gli occhi sbalordita: come? si rifiutano delle autentiche meraviglie che essa per disfarsene si STORIE/ PALAZZESCHI 63 sente strappare il cuore? Un secondo antiquario fa l'identico gesto e ancor più esplicito, un terzo anche. La vecchia sta per cadere, non riconosce il mondo e le sue strade, le sue botteghe, la gente ... sente di smarrire il senno. La nuora, invece, non lo dimostra, anzi, dimostrando il contrario prova un gusto matto che tutti le respingano e sbenuccino le sue calle. Bisogna scendere al rigattiere, e bisogna trovarne, alla fine, uno bonario e di buon umore per lasciarsi strappare duecento lirette. La vecchia chiude gli occhi per l'ultima volta ricevendo dalla mano del rigattiere le poche lire. E rientrando in casa dopo questa dolorosa esperienza, si prendono in considerazione degli oggeui che troveranno una pratica accoglienza presso il rigattiere. Eccochi sarebbedovu10scendere in piazzaa gridare. Ma anche spogliando a poco a poco la casa di quanto vi sia di vendibile, senza un animo d'incenezza rimarrà un borghese, laborghesia è la sola fortuna che gli rimane. È disposto a vendere anche la materassa per poterci restare, e se in piazza cadrà sfinito per denutrizione cercherà cadendo di assumere un atteggiamento perfeuamen1e borghese. In un mondo dove tutti si arrangiano, si dibattono e si arrabauano, c'è anche l'imbecille, ed è il solo veramente felice. È come vedere in un naufragio, quando tutli annaspano per acchiappare un tronco o un asse, uno che per essere di sughero sta a galla da sé, col viso sorridente e le braccia conserte. Si capisce che questo è il più auaccato alla propria classe. ~--segno--_, Anno XX. N. 158-159 - Ottobre-Novembr1e994 Abbonamenti 1994: ordinario: L. 60.000, sostenitore: L. 100.000, estero: L. 100.000. Unnumero: L. 10.000, arretrato: il doppio. Gliabbonamenti vanno effettuati sul conto corrente postale n. 16666901 intestalo a: Centro Culturale Segno, Casella Postale 565, 90100 Palermo. Tel. 091/22 83 17 SOMMARIO Editoriale. Mulare leologia • G. Zagrebelsky, Riflessioni sulla democrazia a partire dal processo a Gesù secondo Giovanni • G. Rigamonti, Morte di un maitre à pensar • G. Tre Re, Il non cognitivismo in bioetica e alcune questioni circa l'aborto eugenetico• G. Cavadi, Oialoghetto • L. Pizzo Russo, Coscienza e giustizia • P. Cusano, Il caso Muccioli • S. Gardella, Alla ricerca dei palermitani • S. Gardella, L'assedio di Sarajevo • V. Pepe, La tv di Poppar • L. Asciutto, Dalla tolleranza all'ecumenismo• M. Castellano, li lavoro nei documenti sociali della chiesa • S. Palazzolo, La chiesa dopo il martirio di padre Puglisi • Ipercorsi giudiziari della mafia • F. Aqueci, Giudici e dighe • G. Casarrubea, Una grande sinergia tra politica e mitra • G. Fiandaca, Giustizia e politica, una tensione irrisolta • G. Fiume, Giudici e borghesia mafiosa • E. Guarneri, Riprendere le analisi ormai desuete • S. Lupo, Storia di complicità e di una rottura • Gianni Rigamonti, I militari e i politici • Richard A. Martin, La protezione dei collaboratori in Usa• Ilda Bocassini, Sull'attendibilità dei pentiti.
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