Aldo Palazzeschi C'ÈANCHEL'IMBECILLE DaTREIMPER..I.MANCATI LEDUEGUERREDI PALAZZESCHI PaoloGiovannetti Gli scrini "politici'' di Palazzeschi. e in particolare i suoi due libri sulle guerre mondiali. hanno sempre susci1atoparecchio imbarazzo nei critici italiani. Di ..infantilità poetiche e sentimentali", di un libro che ..non è poesia. perché lutto composto di una politica che non è politica". aveva già stizzosamente parlato Giuseppe Prezzolini in una lettera a Palazzcschidel 28 dicembre 1920,a proposi10appuntodi quel D11eimpe• ri... mancati (riproposto recentemente nella collana "Aperture", Linea d'ombra Edizioni}di cui aveva fatto di tulio per no11 essere l'editore. E il buffo. temo. è chenonpochi le1tori(e magariproprio di sinis1ra)ancora oggi potrebbero dichiarare quasi esattamente le stesse cose. Anche perché in fondo è vero che a Palazzcschi mancanoqucllcdo1i auten1icamente ..impolitiche", di superiore distacco arìs1ocratico e intellcuualc. di smagata ironia edi sfertan1e passione polcmica,chc di solito contraddistinguono I' e11gageme111 del letterato desideroso di tutelare a ogni costo il proprio privilegio di casta. No: a Pala1...zeschsiuccede esanamente I'opposto, perché su di lui la storia e la poli1icahanno uneffetto regressivo e desublimante, lo travolgono anche razionalmente, e gli impediscono di svolgere con serenità il ruolo che un tempo si era scello (quello. come è no10,del saltimbanco irridente. del clown sbeffeggiante e dcrcalizzamc, capace magari di assumere pure la maschera dell'incendiario futurista). Di fromc al conflitto-ci fa capire Pala.r..zcsch-i. si smette di essere scriuori, si smarrisce ogni alteri1àrispetto al mondo: e non solo per la ragione. sin troppo ovvia (ma cantata con enfasi tanto stucchevolequanto sincera in molti 1cstidel po,cia-soldato"democratico" Piero Jahier). che nella guerra, una volta indossata la divisa, si diventa lulli eguali, si va incontro a una radicale omologazione. Ma anche e soprattutto perché. anche in1eriom1ente.privaiarnente, esistenzialmcntc. Palazzcschi non si vive come un intellettuale. perde la capacità di fornire, inmmzi 111110 ai 11roproicchi. una spiegazione soddisfacente di quamosta succedendo. La guerra. dice il narratore dei D11e imperi ... ma,1c,11i. è "un corpo estraneo che si sia introdotto a forza nel vostro organismo, nel vostro stomaco o intestino..: una malattiadi pancia che non lascia alcuno spazio alla 1es1a, ovvero che la testa colonizza e domina impedendole di tornare a essere ciò che prima era. E così. sempre dualisticamente. anche la scrittura di Palazzcschi non può non oscillare tra un palo fisico e un polo intelleuualc, tra il dolore di un corpo mortificalo e il tentativo di definire un futuro utopico radicahncntc altro rispetto al presente assurdo. Da un lato ci sono le pagine descrittive della vi1aquotidiana. la cui apparente oggenualità solo a fatìc.anasconde il turbamento di chi narra. il suocoinvolgimento appunto viscerale in tutto quanto sta accadendo;qui agisceun'impassibilitàparadossahncntepatetica.empa1ica.che non solocaratterizzaunacena area della poesia e della prosa palaucschiane (penso alle sue primissime liriche, auonitee apatiche eppure così implici1amentetragiche. e penso ad alcuni momenti dei romanzi "della ma1uri1à"),ma che probabilmente era anche un trauodella sua personalità di uomo. Edall'altro lato traviaArchivioEffigie. mo le "perorazioni" morali. le digressioni- appunto poco amateda 1an1i lettori - in cui l'autore ci illustra il suo modo di veder le cose, la sua versione dei fatti.quasi sempre sbilanciataversovalori palingenetici. Chi ha letto i Due imperi avrà d'altronde visto che l_eanalisi politiche di Palazzeschi non sono affauo sbagliate, anzi. (Il suo pacifismo. sia prima sia dopo la guerra. costituisceuna delle presedi posizionepiù coraggiose e anticonfonnistedi tutta la cultura italiana coeva; e poi, e forsesoprattutto. certe osservazioni feroci sul nazionalismo e sulla politica del "democratico·· Wilson a Versaillessuonano oggi tristemente profetiche. se solo pensiamo alla trngedia dei Balcani). E non sono sbagliate. mi sembra, proprio per la loroelementarità regressiva, per la radicale semplificazionecui Palazzeschi sottopone il proprio rapportocon il mondo. Identificatosi insomma pienamentecon la vitadel soldatinodisfauista, virtualmen-
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