Linea d'ombra - anno XIII - n. 100 - gennaio 1995

32 POESIA/DAS,NASRIN dei fiumi, in me ... l'inesauribile anesa degli oceani. Chi sei tu, chiedo a tutti e ad ognuno, sono io. è la risposta. Dovunquee in ogni luogo vedo quell'uno che si dice io; in questo mondo si stringe stretto come la spada aderisce al fodero. E lui che a mezzanotte beve solitario in alberghi di città straniere, son io che rido, io che faccio l'amore io che mi vergogno,son io che muoio con un rantolo in gola. lo sono peccatrice, io sono santa. lo sono amatissimae tradita. lo non ho gioie che non siano tue, nessun dolore che non sia il tuo. Anch'io mi chiamo io. (•) - Sotto questo pseudonimo Kamala Da.s ha pubblicato le sue raccolte di racconti in Malayalam. Lo specchio È facile far sì che un uomo t'ami. Solo sii sincera sulle tue necessità di donna. Stai allo specchio nuda insieme a lui sì che possa vedersi e credersi il più forte, e tu tanto più tenera, più giovane, più dolce .. Ammetti che lo ammiri. Nota la perfezione dei suoi arti, l'arrossarsi degli occhi nella doccia, il camminare timido nel bagno, lasciando scivolare asciugamani, e il mcxlo sobbalzante di urinare. Tutti i teneri dettagli che lo fanno maschio e unico per te. Donagli tutto, donagli quel che ti fa donna, il profumo dei tuoi lunghi capelli, il sudore muschioso fra i tuoi seni, il tiepido stupore del tuo mestruo e intera la tua infinita fame femminile. Sì, è facile far sl che un uomo ami, ma puoi dover domani affrontare la vita senza lui. Vivere senza vita andando intorno, incontrando estranei, con occhi che hanno smesso di cercare, orecchie che odon solo l'ultima sua voce chiamarti forte e il corpo che una volta al rocco suo come brunito bronzo scintillava. Grigio ora e misero. I mostri Parla, volgendomi una guancia macchiala dal sole, la sua bocca, un'oscura caverna dove scintillano s1alattit·idi denti irregolari, la sua mano destra sul mio ginocchio, mentre le nostre menti vogliono correre incontro all'amore; ma vagano soltanto, inciampando oziose nelle pozzanghere del desiderio ... Quest'uomo dai polpastrelli leggeri può forse sciogliere qualcosa di più vivo della pigra fame della pelle? Chi può aiutare noi che in amore abbiamo tanto vissuto e sbagliato? Il cuore, una cisterna vuota, che attende per lunghe ore, si riempie fiis:~:\~~~~~~i.t~~ 1:el desiderio .. per salvare la faccia che, a volte, ostento una lussuria grandiosa, fiammeggiante. Una vecchia sala giochi Progettasti di addomesticare una rondine, trattenerla nella lunga estate del tuo amore perché dimenticasse non le sole stagioni crude, e la casa alle spalle, ma anche la sua natura, l'ansia di volare, e i sentieri del cielo senza fine. Non fu per acquisire conoscenza di un altro uomo che io venni a te, ma per apprendere ciò che io ero, e apprendendo, apprendere a maturare, ma ogni tua lezione era su te. Ti scxldisfavano la risposta del mio corpo, i suoi tempi, le sue leggere scosse. Sbavasti sputo nella mia bocca, li riversasti in ogni anfratto e nicchia, dei tuoi umori agrodolci imbalsamasti le mie povere voglie. Mi chiamasti moglie. Mi insegnarono a sciogliere saccarina nel tuo tè e a offrirti vitamine all'occorrenza. Acquauata nel tuo mostruoso ego mangiai la pagnotta magica e rimpicciolii. Persi volontà e ragione, ad ogni tua domanda mugugnai incoerenti risposte. L'estate prende a stancare. Ricordo le più aspre brezze dell'autunno e il fumo delle foglie che bruciano. La tua stanza è sempre illuminata da luci artificiali, le tue finestre sono sempre chiuse. Persino il condizionatore serve poco, tanto invadente è l'odore maschio del tuo respiro. I fiori recisi nei vasi cominciano a olezzare di sudore. Non c'è più canto, non più danza, la mia mente è una vecchia sala da giochi dalle luci spente. La tecnica dell'uomo forte è sempre uguale, ammanire amore a dosi letali. Perché amore è Narciso sul pelo dell'acqua, ossessionato dal suo dolce volto, eppur deve alla fine ricercare un fine, una pura libertà assoluta, deve costringere gli specchi a frantumarsi e la gentile notte a cancellare l'acqua. TaslimaNasrin Matrimonio felice La mia vita, come diga di sabbia, è tata travolta da un mostro. Vuole il mio corpo sotto il suo controllo così, se lo desidera, può sputarmi in faccia, schiaffeggiarmi il viso, pizzicanni il sedere. Così, se lo desidera, può spogliarm~ e tenere nel pugno la nuda bellezza. Così, se lo desidera, può incatenarmi i piedi, se lo desidera, può, senza scrupoli di sorta, percuo1ermj con la frusta, se lo desidera. può tagliarmi le mani, le dita. Se lo desidera, può spruzzare sale sulle ferite aperte geuare pepe nero nei miei occhi. Cosl, se lo desidera, può sfregiarmi la coscia col pugnale così, se lo desidera, può appendem1i e impiccarmi. Voleva il mio cuore sotto controllo così l'avrei amato: la none, nella casa solitaria, insonne, in preda all'ansia aggrappata alle inferriate, l'avrei atteso singhiozzando. Gli occhi pieni di lacrime, avrei cotto il pane, così avrei bevuto, come ambrosia, i sudici liquidi del suo corpo poligino. Cosl, amandolo, mi sarei sciolta come cera, e non volgendo mai lo sguardo verso un altro uomo avrei dato prova di castità tutta la vita. Così amandolo in una notte di luna mi sarei suicidata in accesso di estasi.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==