Linea d'ombra - anno XIII - n. 100 - gennaio 1995

L'OVILEROMANO CONSIDERAZIOSNUIKAROWLOJTYlA MarioCuminelti Sono passati poco più di due mesi dal lancio del volume di Giovanni Paolo Il Varcare le soglie della speranza, ed esso non solo è sparito dalle librerie, ma anche dai dibattiti sui giornali e dall'attenzione della gente che pure era corsa a comprarlo, spinta dal tipo di pubblicità che aveva accompagnato la sua uscita. Niente di strano; è il destino di tanti libri che oggi sono imposti, indipendentemente dai loro contenuti e dal loro valore (normalmente assai scarso), dalla pubblicità. Nel nostro caso si trattava del pensiero già noto dell'attuale vescovo di Roma; per chi conosceva già il suo pensiero, presentato in discorsi e in documenti diversi, non vi erano infatti novità. Ciò che piuttosto ha meravigliato è il fatto che trattandosi di un libro di divulgazione, indirizzato a tutti, cattolici e no, lo stile è assai sciatto - scritto male, direbbe un professore di italiano-; e perdi più piuttosto difficile. Basti per confermare quest'ultima osservazione, una piccola citazione (pag. 55): "L'autore delle Meditationes de prima philosophia, con la sua prova ontologica, ci ha allontanati dalla filosofia dell'esistenza, e anche dalle tradizionali vie di san Tommaso. Tali vie conducono a Dio che è "esistenza autonoma". ipsum esse subsistens (l'Essere stesso sussistente). Cartesio con l'assolu1izzazione della coscienza soggeltiva, conduce piuttos10 verso la pura coscienza dell'assolu10, che è il puro pensare. Un lale AssolutO non è l'esistenza au1011oma, ma in qualche modo il pe11sare autonomo. Ha senso solamen1e ciò che corrisponde al pensiero autonomo. Non è tanto importante la veridici là oggettiva di questo pensiero, quanto il fatto stesso che qualcosa appaia alla consapevolezza umana". Prima di passare ai contenuti del volume, mi siano permesse alcune riflessioni sull'intervistatore (V.Messori), necessarie anche per comprendere gli stessi contenuti e il tipo di operazione, non solo commerciale, ma ideologica che si è voluto fare. Si tratta non tanto di far notare - ed è per me la cosa più irritante del volume- la piaggeria dell'intervistatore e il suo essere, come si dice, totalmente appiattito sull'intervistato, ma la sua mentalità (ideologia) tipica del cattolicesimo ortodosso posttridentino. Significativo quanto dice - o si lascia sfuggire - a riguardo del pensiero del papa che, osserva, è "calato ovviamente nel "sistema" dcli' ortodossia cattolica, malgrado (sottolineatura mia) la più generosa "apertura" postconciliare" (pag. Xlii). È un "malgrado" abbastanza eloquente, che permette anche di comprendere le espressioni che Messori usa nei riguardi del vescovo di Roma. Espressioni tipiche dell'SOO e dcli 'inizio del nostro secolo, che oggi, anche per ì1 cattolico pill tradizionale. suonano- e lo sono - come minimo scorrette teologicamente. Non mi riferisco a tutte quelle perifrasi "uomo tutto vestito di bianco, con una croce sul petto che ... è in sé un mistero'' e ILDIBATTITORELIGIOSO 17 altre simili, ma a quelle in cui è attribuito al papa, senza altre spiegazioni, un ruolo che la fede cristiana attribuisce solo a Gesll Cristo. Anche in questo caso può bastare un esempio: "Una pietra, una roccia alla quale aggrapparsi nell'ora della prova, in quelle "tempeste del dubbio", in quelle "notti oscure" che insidiano la nostra fede" (pag. XXI). Per comprendere infine i contenuti è necessario tener presente che Messori, per precisa scelta, non rivolge domande sui problemi più discussi a livello di politica vaticana, di morale sessuale, di prese di posizioni teologiche, ecc. È una scelta precisa che egli compie, motivandola con il fatto che non si può dibattere su queste questioni se prima non si affronta il tema della fede, della verità e della persona stessa del papa o meglio, comescrive,"dell'enigma 'scandaloso' che il papa, inquanto tale, rappresenta: non, innanzi rutto, un Grande tra i Grandi della terra, ma il solo uomo nel quale altri uomini vedono un legame diretto con Dio, scorgono il 'vice' stesso di Gesù Cristo, Seconda Persona della Trinità" (pag. XV). In questo caso si rivela tutta l'ecclesiologia di Messori. La dimensione storica della chiesa è di fatto ignorata (e si capisce ulteriormente il "malgrado" sopra sottolineato). La posizione dominante ancora prima del Concilio Vaticano Il per cui la chiesa era praticamente identificata con il Regno di Dio, non è stata scalfita. Da questa ecclesiologia trionfalistica, deriva poi coerentemente l'immagine del papa che emerge dall'introduzione e dalle domande. ",IPERBOREA DAL NORD LA LUCE llrntiklbsm VITADALLE LE1TIRE pp 192•litZ4.0CKl No,·itàmoluu in ltW,Ulllscdt1cri• llC1 e a«urat, ddl'rpisiobm,ci ttSi tuiscc:unritrattoan• cora in,dno ddla piia nasrostapmo, nalitàdelgrm:k, discusrodramma• turgononqest. Sùg 0.lfflll&D BAMBINO BRUCIATO pp292•LWXXl Lt~ lati• 1-olia, lt con1raddi• zion,lasohaxlintdi un adob.-tnlt bru· riatodalfuoco ddla ~,ddla,'Cf'i. ti Una11.JCc'io(nb• fwioncdi D1ger• man•,Camus S\"tdtst", scn11ore-cul10. LanGusttfHOn LAVERASTORIA DELSIGNOR ARENANDER pp.16-1 Llrtll.OCKl UnlDtldori«,','UI· gio al m11rodell1 tmi•, che l'uomo /\1r-n1ndtr compie scmdcndoall'inter• no dcll°io, ment~ la \'Uoontinua ISC'Of· mili mrgiungibd,e a(Ull[Q. Via Palestro. 22. 20121 Milano• Tel (02) 781458 , Fax (02) 798919

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