Linea d'ombra - anno XIII - n. 100 - gennaio 1995

14 SUDAFRICA Breyten Breytenbach ILPENSIERONOMADE IncontroconMarieHèlèneLaforest Breyten Breylenbach piuorce scriuorc sudafricano è nato nel 1939 a Wellington nel sud-est del paese. È tiglio dì contadini boeri poveri. terzo di cinque figli. Dopo il liceo studia arte all'università di Città del Capo dove fa le prime esperienze politiche che risalgono al 1959, anno in cui il partito nazionalista espelle i neri dalle istituzioni a maggioranza bianca. Nel 1961 lascia l'università e pane per Parigi. Lì scriverà in africaans le prime poesie che gli varranno numerosi riconoscimenti in patria (riceverà ben cinque premi letterari sudafricani). É ancora a Parigi che prende contaui con i sudafricani in esilio e diventa membro di un'organizzazione segreta legata all'African National Congress. Mandato in missione inSud Africa nel 1975per reclutareani visti viene arrestato dalla polizia e condannato a sene anni di carcere. Dopo la scarcerazioneparte per Parigi in esilio. Oggi vive fra Parigi, laCatalogna e il Sud Africa. Sono stati pubblicati in Italia: Le veritiere confessioni di u,rafricano albi,ro, Costa & Nolan. 1989; Memoria di 11e11ee di poh'ere. Costa & Nolan, 1991. Per chi ha seguito e colllim,a a seguire da lo111a11g0li evemi sudafrica,1i u,ro degli aspeni pii'i difficili da comprendere è la complessità- oltre che la conflittuali1à -delle diverse componenti che definiscono la mappa emica del Sud Africa e, naturalmente, la sua identità pii',profonda. S'è/atta e si/a sempre molta co11fusio11ea,d esempio, sul termine "afrikaner" che appartiene alla cultum bianca e, anzi, è proprio l'appellativo con cui si chiamano i discendemi di coloni olandesi, o comunque i bi<mclii nati e residemi in Africa. Cosa significa essere afrikaner? Esiste una dimensio,ie abbastam.<1precisa della "sudafricanità "? No,i avvene ,ma dime11sio11e "ibrida" nella sua idemità, mister Breytenbach? Sì. Essere afrikaner significa far pane di una minoranza che è stata aJ potere. La parola ha senza dubbio delle connotazioni negative. Ho scoperto tardi che la parola "afrikaner" originariamente si riferiva semplicemente alla gente nata dall'unione di coloro che arrivavano dall'Europa con uomini e donne incontrati in Africa; non solo olandesi perché gli immigrati europei che lavoravano per la Compagnia delle Indie erano di origine molto diversa. Un censimento fallo a Città del Capo nel 1730 rivela la presenza di una trentina di diversa nazionalità di origine europea senza contare le popolazioni locali e coloro che la Compagnia aveva importato. cioè fatto arrivare in Sud Africa da altri territori: malesi, cinesi, malgasci, angolani, moz.ambicanì.Quindi furono i primi discendenti di queste popolazioni ad essere chiamati "afrikaner", che era semplicemente la parola olandese per africano. I bianchi, ossia quelli che apparentemente sono tali, si sono appropriati della parola abbastanza recentemente, nel XIX secolo, e ne hanno snaturato il significalo. Da quel momento in poi parlare afrikaans significa battersi per il potere politico dietro la maschera dell'identità culturale. Fotodi GiovanniGiovannetti. Nel corso di una vita si possono avere diverse identità. InAfrica poi le identitàsono multiple.Vi è un'identità che viene dai genitori,si può prendere l'identità di un fratellomorto, se ne ha un'altra in rapporto agli zii, al clan ... L'identità multipla o nomade è un modo di essere comune. Molti di noi sono culturalmente nomadi. Poi. se si vive in un contestoche non è quellodì origine, si adottano modi di vita della società nella quale ci si trova. Per ragioni di adattamento, di sopravvivenza. Perché siamo dei camaleonti. Mi sono sempre considerato-e non vedonessuna contraddizione in questo-afrikaner. È unadefinizioneessenzialmenteculiurale ma anche linguistica e regionale; denota da dove si viene, da quale particolare zona del paese. Quindi il suo significato è circoscritto. A torto, forse, rifiutoaltre connotazioniche per me sono sgradevoli. La "sudafricanità" è qualcosa nello stesso tempo di reale e di inventato perché non è molto chiaro cosa sia. Solo quando si esce dal paese, che si sia bianco, nero, meticcio o indiano, ci si accorge immediatamenteinchemodosi è differentida uno delJoZimbabwe, dello Zambia o dell'Uganda. Siache sì trovi inesilio o semplicemente all'estero, un sudafricano nero si rende subito conto di che cosa ha incomune con un altro sudafricano bianco o neroo indiano che sia; inche cosa consiste lanostr.1comunedifferenzadagli altri. Vi è una"sudafricanità''.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==