studenti) è altissimo. le questioni di p.c. diventano spesso il mezzo con cui la studentessa svogliata può, mentendo. vendicarsi dell'insegnante troppo severo, o con il quale il docente può far fuori il rivale, e cosl via. Per chi voglia capire come stanno le cose all'interno delle università americane, c'è un romanzo pochissimo noto di Mary McCarthy. The Groves of Academia, che racconta di un insegnante sciatto. che rischia il licenziamento per scarso rendimento. ma riesce a farla franca spacciandosi per vittima della campagna anticomunista condona negli anni Cinquanta dal senatore omonimo dell'autrice. Dunque quella della p.c. ~ una questione annosa, che solo negli ultimi anni ha goduto di grande attenzione grazie al boom dei media. Senza la battaglia di parole e immagini che ha imperversato in ogni angolo della n3Zioneneldecenniotrascor.;o.e nonaccennaaplaaITTi. la"cosa" non si sarebbe trasformata in fenomeno sociale interessante e Robert Hughes non avrebbe avuto a disposizione una quantità così abbondante di divertenti stupidaggini con le quali deliziare il leuore, in uno stile, va detto, molto brillante. e sostenuto da un'intelligenza acutissima e da un bagaglio culturale invidiabile. Lo cultura del piagnist~o infatti si legge d·un fiato, e qualunque lettore dotato di un minimo di buon senso non può essere che d'accordo con Hughes su tutte le questioni trattate, da quelle che rasentano il ridicolo (i grassi che devono esserdefinili "orizzontalmenle svanlaggiati", o i brutti che istituiscono un comitato a sostegno del loro diritto a far sesso come i belli) a quella di capitale importanza (le manipolazioni storiche dei sostenitori dell'afrocentrismo a sinistra, i tentativi di censura in campo artistico a destra) che prendono a pretesto la c.p. Sempre d'accordo o quasi. Perché succede una cosa curiosa e non meno divertente degli analoghi episodi citati da Hughes: non appena l'autore entra nel merito di una questione nella quale il lettore, o il recensore, è in qualche modo versato, l'atteggiamento del leuore e il tono del recensore subiscono un brusco cambiamento, e Hughes viene accusa10. in pratica, proprio del peccato che va fustigando, e cioè di scorrettezza politica. Alcuni esempi: il recensore del1' Unità. dopo aver riponato con piglio divenilo le brillanti risposte di Hughes alle sue domande. ne denuncia il giudizio "politicamente scorretto" su alcuni artisti d'avanguardia che ritiene invece interessanti; alJo stesso modo quello del Manifesto applaude l'iniziativa di Hughes. ma non manca di sonolineare l'errore (o scorrcnezza politica?) commesso dall'autore in materia di mar:x:ismo,dottrina nella quale il recensore~ versatilissimo e Hughes no: e prende a pretesto i saggi di Hughcs per scagliarsi a sua volta contro un fenomeno politico degli ultimi anni, molto italiano, quello del ..personale~ politico•·. Per non parlare del1·editore. che traduce il titolo inglese. Th~ Cultu~ of Complai11t, con Lo Cultura del piagnist~o. "'Rimostran1.a,protesta. reclamo", oppure ';lamento. lagnanza'' sono le traduzioni offerte dal Garzanti Hazon per la parola complaùu. Per contro, se si controlla aJla voce ..piagnisteo", sullo stesso dizionario si troverà whi11ù1g, whimpen·11g,moa11i11g, non complai111. Perch6 non tradurre quindi Lo cultura della protesta: o se proprio di vuole del lame,110. suggerendo un contenuto del libro non del tutto dispregiativo nei conrronti della sinistra americana? È pignoleria. o terrorismo linguistico, piagnisteo postscssantottesco o semplice isteria insinuare che l'editore (che non può aver fatto considerazioni dinatura commerciale. scegliendo il titolo, perché a questo proposito Adelphi è come la moglie di Cesare. al di sopra di ogni sospcuo) ha commesso una scorrettezza politica'? Tanto più che i saggi di Hughes mantengono, o almeno. tentano di mantenere, una rigorosa equidistanza da destra e da sìnistra, criticando sì l'abitudine alla lagna di certe fasce sociali e movimenti politici. ma usando UNGUAESOCIETÀ 13 toni altrettanto se non più feroci contro quella che definisce la "correneu.a patrio1tica" della destra: e che !"editore. se si legge il risvolto di copenina. propaganda invece il libro come critica al '•bigottismo progressista ... La scelta della parola "progressista", invece che "di sinistra" o "comunista", non vorrà essere un contributo alla campagna berlusconiana contro l'opposizione, fatta sopra11uuo di parole e immagini, nel più puro stile dalla (s)correttezza politica? Il vitcimismo. questa la critica che si potrebbe muovere a Hughessedavverocc l'avesse con il bigottismo delle sinistre, come sostiene l'editore. non è mai stato prerogati• va di una sola parte politica. Certo, è più facile che un negro di Harlem si lagni della propria condizione durante un'intervista televisiva che un miliardario raggiunto nella sua villa del Maine dalla NBC: ma avrete vis10tutti in TV Berlusconidichiararsi vittima di complotti in alto loco, di alleati che remano contro, di femmine astute e di lavoratori fannulloni. E, secondo il parere di un berlusconista autorevole quale Scalfari, tutce le volte che fa la vittima, il Cavaliere riacquista consensi. Forse il vittimismo paga. e più nelle ville che non nei ghetti. O forse non sono il vittimismo o il piagnisteo, il problema. Come si~ visto, proprio uno scrittore equanime, intelligente, colto, brillante, smaliziato, divertente come Hughes è riuscito a suscitare un piccolo dibattito di p.c. sulla scena italiana in un batter d'occhio. Figuriamoci su quella americana, dove tutti i crociati di 1utte le battaglie politiche sono intervenuti vuoi lagnando vuoi minacciando vuoi irridendo l'autore per la sua audacia. In realtà la correueua politica è una bestia ancora più brutta della poli1ica s1essa. (spero che il tono provocatorio di questa affennazfone mi salvi da un·imputaz.ione di s.p.), perché pretende di costringere dentro le pastoie della morale non solo la poli• tica - che come tutti sanno è refrattaria a questo trattamento - ma anche l'arte, la letteratura. i rapporti tra i sessi. i rapporti tra geni1orie figli, tra ragazzi e insegnan1i. ogni manifestazione quindi di piacere, di immaginazione. di spontaneità. Ha ragione Hughes a sostenere che la c.p. viene da lontano: e ci~. perquan• to riguarda la sinisrra. dalle speranze utopiche ancora vive in una nazione fondata sui principi dell'eguaglianza e della felicità per tutti; e, per quanto riguarda la destra, dal duro puritanesimo delle origini, che pretende di controllare con rocchio triangolare del Signore ogni manifestazione ed espressione umana. politica e privata. Da destra viene la tendenza maniacale delle società anglosassoni a legiferare in materia di sesso. per esempio. a imbrigliare e regolamentare per legge tuuo quello che della natura umana è più difficile controllare. Di questa propensione non fa parola l-lughes. Che i australiano, e dedica alcune pagine del libro alla differenza tra il suo paese d·originee gli Stati Uniti in materia di p.c .. Sostenendo che in Australia il problema non sussiste perché il crogiolo di razze si è fuso con più facilità (o viceversa). Verissimo, ma llughes dimentica che se in Australia nessun insegnan1e viene messo sono accusa per aver dato un'occhiata più lunga del necessario a una studentessa. le donne vivono però nel tenore dello stupro. un reato molto diffuso. nel continente nuovissimo, al pari del funo d'auto e dell'ubriacatura molesta. Sarà davvero la australiana una società più equilibrata. o solrnnto una società più rigida dove la repressione sfocia in crimini ben più gravi che non quello del maleducato che apostrofa le donne per la strada con una sineddoche volgare. o del• l'incauto che chiama ··ragazza·· invece di donna una signora che abbia superato il quattordicesimo anno di età? In USA. per questo, si può finire nei guai. Come dice un'altra geniale espressione del p.c. che l'editore non manca di citare in fondo al risvolto di copenina: ''Tutto i s1upro. fino a prova contraria".
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