Linea d'ombra - anno XIII - n. 100 - gennaio 1995

i Classici CLASSICI DELL'ECONOMIA COLLEZIONE FONDATA 0A GIUSEPPE01 NARDI.• COURNOT •FERRARA• F1SHER • KEYNES • MARGINALISTI MATEMATICI• MARSliALL •MARX• MENCER • MILL •PARETO• RICAROO • SMITH • WALRAS • W1CKSELL • WIESER (VON). CLASSICI DELLA FILOSOFIA COLLEZIONE FONDATA DA NICOLA ABBACNAN0. • ABBAGNAN0 • ARISTOTELE• BACONE• BRUNO • C0NDILLAC • OESCARTES• D'H0LBACH • EPICURO• HECEL • HEJOECGER • HOBBES • jASPERS •KANT• LEIBNIZ• locKE • l...oTZE • MlLL • IL NEOEMPIRISMO • 0RIGENE • PLATONE •PRAGMATISMO• REIO • Scrn1c1 ANTICHI• SPINOZA• STOICI ANTICHI• lo STORICISMO TEDESCO• Vico. CLASSICI GRECI COLLEZIONE DIRETTA DA ITALO LANA. EDIZIONE CON TESTO CRECOA FRONTE. • ARISTOFANE• 0EMOSTENE • ELIOOORO •ERODOTO• ESCtllLO • Es1000 • EURIPIDE• lscx::RATE • LIRICI GRECI •LUCIANO• MARCO AURELIO• MENANDRO• OMERO• ORATORI ATTICI MINORI• PLUTARCO• SINESIO • SoFOCLE • TEMISTIO • TEOCRITO E BUCOLICI GRECI• TUCIDIDE. CLASSICI ITALIANI COLLEZIONE DIRETTA DA GIORGIO BARBERI 5QUAR01TI. •ALFIERI• ARETINO• ARIOSTO • BANDELLO • BARETTI • BARTOLI ESEGNERI • BELLI • BEMBO • 8ocCACCIO • Bo!AROO • CAMPANELLA• CARDUCCI •CARO• CASTIGLIONE• CELLINI • CHIABRERA • COMMEDIE DEI COMICI DELL'ARTE• CRITICI DELL'ETÀ ROMANTICA• DANTE• D'AZEGLIO• DELLA CASA,GALATEOEALTRITRAITATISTI CINQUECENTESCHI DEL COMPORTAMENTO• DE MARCHI • DE ROBERTO• DE SANCTIS • DISCUSSIONI LINGUISTICHE DEL CINQUECENTO• D1scuss10NI LINGUISTICHE DEL SETIECENTO • DRAMMI PERMUSICA DAL RINUCCINI ALLO ZENO • flRENZUOLA • FOGAZZARO • FOSCOLO• GELLI • GIOBERTI • GIUSTI • GoLDONI • GoZZANO • GoZZJ • GRAZZINI • GUARINI • GuERRAZZI E BINI • GUICCIARDINI • LEONAROO • LEOPARDI • LETTEREDEL CINQUECENTO• LIRICI DEL CINQUECENTO• LoRENZO DE' MEDICl • MACHIAVELLI • MANIFESTI ROMANTICI EALTRI SCRITn DELLA POLEMICA CLASSICO-ROMANTICA • MANZONI • MARINO E MARINISTI• METASTASIO• MICHELANGELO• MONTI• NARRATORI MERIDIONALI DELL'OTTOCENTO• NARRATORI SETTENTRIONALI DELL'OTTOCENTO• NARRATORI TOSCANI DELL101TOCENTO • NOVELLE DEL CINQUECENTO• NOVELLE DEL QUATTROCENTO• OVELLINOECONTI DEL DUECENTO• PALLAVJCINO • PARINI• PASCOLI• PELLICO• PETRARCA• POEMETTI DEL DUECENTO• POEMI CAVALLERESCHI DEL TRECENTO• POESIA LIRICA DEL DUECENTO• POETI DEL SETTECENTO• POEMI MINORI DELL'OTTOCENTO• PORTA• PROSE DI ROMANZI • PULCI• RIMATORI COM!CO-REALISTICI DEL DUE ETRECENTO• RIMATORI DEL TRECENTO• ROMANZIERI DEL SEICENTO• ROMANZIERI DEL SETTECENTO• SANNAZZ.ARO • 5ARPI •SETTEMBRINI• SVEVO• TASSO• TEATRO DEL QUATTROCENTO• TOMMASEO• TRAGEDIA CLASSICA DALLE ORIGINI AL MAFFEI • VASARI • VIAGGIATORI DEL SEICENTO • VIA,.C<-.►ffQRl,DEL SETTECENTO • VOLGARIZZAMENTI DEL DUEE TRECENTO. CLASSICI LATINI COLLEZIONE DIRl:.Tf~~ JTAL'O'~-\· EDIZIONE CON TESTOUTINOA FRONTE. • AMMIANO MARCELLINO. APULEIO. AULOGELLIO. Au rd. CATULLO. CESARE. CICERONE. CORNELIONEroTE • CURZIO RUFO • fLORO E PATERCOW • F'ROmDNE LIV! • LLJçANO • ,LUCRFZIO • MACROBIO • MARZIALE • ORAZIO• OVIDIO• PERSIOEGIOVENALE• PETRONIO• PLAUTO -!:eL1N'lt>i~IG10vAN&•·POETI LATINI ARCAICI• QUINTILIANO • SALLUSTIO. ScRIITORI DELLA STORIA AUGUSTA. SENECA~SrAtto• TACITO. TERENZIO• TIBULLO E PROPERZIO. VALERIO MASSIMO• V ARRONE• VIRGILIO. CLASSICI Dkl,1.A PEDAGOGIA COLLEZIONE DIRETTA DA ALDO ~l=~~~:~~~·C•I ~:~r~ ~~~BI~~~•C1;;L~:~;~~l~~~~~t~~2f'u:~iz~~~~r:~:~~~~ ~:~:;:~: B~~~~ • 8URKE • DrDEROT • fERRARI • FoURIER • HALLER (VON) • HOBBES • HUME •KANT• l.AMENNAIS •LEIBNIZ• loc:KE •LUTERO• MABLY • MARSILIO DA PAOOVA •MAZZINI• MICKIEWICZ •MONTESQUIEU• MOSCA• 0RTEGA YGASSET • PARETO• ROUSSEAU• SAINTSIMON • SoREL • TOCQUEVILLE(OE) •VOLTAIRE.CLASSICI DELLE RELIGIONI COLLEZIONE FONDATA E DIRETTA DA OSCAR Bono, LUIG[ FIRPO, FRANCESCO GABRIELI E PIERO ROSSANO. LE RELIGIONI ORIENTALI:• ABHINAVAGUPTA • ATHARVAVEOA • BHAGAVADGITA • CANONE BUDDHISTA• INNI DEGLI ALVAR • jATAKA • LIBRO TIBETANO DEI MORTI • MISTICI INDIANI MEDIEVALI • TESTI BUDDHISTI IN SANSCRITO• TESTI CONFUCIANI • TESTI RELIGIOSI EGIZI • TESTI DELLO SCIAMANESIMO SIBERIANO E.CENTRO ASIATICO• TESTI SUMERICI E ACCADICI • TFSTI TAOISTI • UPANISAD LA REUCI0NE EBRl\1O,: • APCX:Rlfl DELL'ANTICO TESTAMENTO• BERFSITRABBA • MANOSCRITTI DI QUMRAN • TALMUD BABILONFSE LA RELJGIONE ISLAMICA: • AL-GHAZALI •CORANO• DETTI E FATTI DEL PROFETADELL'ISLAM • VITE E DETII DI SANTI MUSULMANI LA RELJGfONECA1TOLICA: • SANT' AMBROGIO• SAN BASILIO• CABASILAS • SAN CIPRIANO • CLEMENTE ALESSANDRINO • CUSANO • DECISIONI DEI CONCILI ECUMENICI • SAN FRANCESCO DI SALES• GIOVANNI DELLA CROCE• SAN GIROLAMO• SAN GREGORIO MAGNO• GREGORIO DI NISSA• SANT'IGNAZIO Dl LoYOLA • 5ANT'ILARIO • SAN LEONE MAGNO• MISTICI DEL XIV SECOLO• NEWMAN • 0RIGENE • TERTULLIANO• SAN TOMMASO O' AQUINO LE ALTRE CONFESSIONI CRISTIANE: • BARTH •CALVINO• LUTERO• TESTI GNOSTICI. CLASSICI DELLA SCIEN%A COLLEZIONE FONDATA DA LUDOVICO GEYMONAT. •AMPERE• ARCHIMEDE• ARJSTOTELE • 8oYLE •COPERNICO• 0ESCARTFS • EUCLIDE• GALENO• GALILEI •GALVANI• HELMHOLTZ • IPPOCRATE• KELVIN• LAMARCK • LAPLACE • MALPIGHI • MAXWELL •NEWTON• PASTEUR• POINCAR~ • SPALI.AN• ZANI •TORRICELLI• VOLTA. CLASSICI DILLA SOCIOLOGIA COLLEZIONE DIRETTA DA FRANCO fERRAROlTI. • COMTE • 0URKHEIM •GEIGER• PARETO• PROUDHON • S1MMEL • SoMBART • S0ROKIN • SPENCER •TARDE• TAWNEY • VEBLEN • WEBER • WIESE(V0N). CLASSICI DELLA STO• RIOGRAFIA COLLEZIONE FONDATA E DIRETTA DA RAOUL MANSELLI EGUIDO QUAZZA. SEZIONE MEDIOEVALE. • BERN'ARDINOCORIO SEZIONE MODERNA:• BALBO• COLLETTA• Cucx:o • DENINA • GutZOT• Tt11ERRY. --- _--n-,-rr-c-- ,-----.«rIT11t.'ì't11TITIT----~ tJTET EDITORI DAL 1791

RICONOSCENDO LEORMDEICHCI l HAPRECEDUTO SI VAAVANTFI.NCHSÉISCORIGNE- NANAZINOUI NA

lev N. Tolstoj DENAROFALSO Un racconto-pamphlestullapotenzacom.ntricedel denaro. Lire 12.000 Aldo Capiti11i LETECNICHE DELLANONVIOLENZA Lire 12.000 '"Voices" GLISCRITI'ORIE LAPOLITICA NordeSud.~te Ovest,Guem1ePace.Neparlano: Bo//,Chomsky. Eco, Gordimer, Crass, Hall, Halliday, Ko11radR, ushdie, S<mu,g, Thompson.Vom,egw. Lire 12.000 Giim/rerA,iderslMORTl.OISCORSOSULLETREGUERRE MONDIALI. Lire 12.000 Albrech1Goes LA VITTIMA Cristiani cd Ebrei al tempodi Hitler. Lire 12.000 APROPOSITODEICOMUNISTI A. Bert1rdi11elli, G. Beuin. I.. Bobbio,M. Flores,G. Fofi,P. Giacchè. G. Lemer, L. Mtmconi,M. Sinibaldi,con il PiccoloManifesto di Elsa Morante.Lire 12.000 Hei11richBoli LEZIONIFRANCOFORTESI Poeticae morale,culturae società.Lire 12.000 "Voices 2" ILDISAGIODELLAMODERNITÀ Amis, Beli, Bellow,Briefs,CasroriadisD, ahre11dorGf.ahwzg,Gell11erG, idde,is, lgm,rieff. Kolakowski, LAsch, Paz Rothschild. Taylor, Toi,rai11e, Wallerstei11. Lire 12.000 Amo Schmidt IL LEVIATANO seguito da TINA O DELLA IMMORTALITÀ. A cura di Maria TeresaManda/ari. Lire 12.000 FrancescoCiafaloni KANT E I PASTORI Identità e memoria, campagna e città, ieri e oggi, Italia e America, destra e sinistra. Lire 12.000 UNLINGUAGGIOUNIVERSALE Le intervistedi "Linead'ombra'' con gli scrittoridi linguainglese: Ba/Jard.Bames, lshiguro, Kureishi,McEwan. Rushdie, Swift (GranBretagna), Btmville (Irlanda). Callam, lg11a1ielOf. 11daa1je (Canada), Breylenbach,Coelzee, Cordimer, Soyi11ka (Africa). Desai,Ghosh (India), Frame (Nuova Zelanda). Lire 15.000 VIOLENZAO NONVIOLENZA Engels,Tolstoj, Gandhi, Bcnjamin,Weil, Bonhoeffer. Caffi, Capitini, Fanon, Maz.zolari,Arendt, Bobbio, Anders. Lire 15.000 Marco Lombardo Radice UNA CONCRETISSIMA UTOPIA Lavoro psichiatrico e politica. Lire 12.000 TRA DUE OCEANI Le interviste di "Linea d'ombra" con gli scrittori statunitensi: Barth. Bellow. Carver, De li/lo, Doctorow, Ford, Gass, Highsmith, Morrison. Ozick, H. Roth, Sùiger, Vom,egut. Lire 15.000 Alt/o Capitini OPPOSIZIONE LIBERAZIONE A cura di PiergiorgioGiacchè. Lire 12.000 FriedrichSchiller ILDELINQUENTEPERINFAMIA A cura di Cesare Cases. Lire 12.000 GoffredoFoji I LIMITIDELLASCENA Dal neorealismoall'omologaz.ione.Lire 12.000 ··voices"' PROECONTROLAPSICOANALISI BakerMi/Jer,Be11tovimB, ettelheim,Chasseguet~SmirgelG, /asser, Green, Griinlxmm,Hartman,lg11atielf.Marcus,Mitchell, Pedder, Rieff. Segai, Spi//i11sS, rei11erT,urk/e, Yow1g. Lire 15.000 M.K. Gandhi SULLAVIOLENZA A cura di G. Pomara. Lire 12.<XX> Mori Ogai L'INTENDENTE SANSHO Una amica cronaca rinarrata da un grande scrittore. A cura di M. M,ummgelo e M. T. Or.fi. Lire 12.000 Gii11theAr11derseC/a11d&e ther/y ILPILOTADIHIROSHIMA On·ero: La coscic01.aal bando Prefazionedi Bertr<mdRusse/I e RobertJ1mgk. Lire 12.000 Rajàel Sa11chezFerlosio LA FRECCIA NELL'ARCO Contro gli alibi ideologici del nostro tempo. A cura di D(l11i/o Ma11era. Lire 15.000 Jufio Cortdwr ULTIMO ROUND e altri scritti politici A cura di A. Mariottini e E. Franco. Lire 12.000 Can,ielo Bene A BOCCAPERTA Una partitura per il cinema Lire 12.000 Gfoslùto Fortunato I GIUSTIZIATI DI NAPOLI DEL 1799 Persuasioneetica nellapolitica:una rivoluzionee la sua sconfitta. A cura di VittorioDi11i. Lire 12.000 AA.VV LASOCIETÀ DEGLI AMICI IL PENSIERODEI QUACCHERI, dalla fine del Seicento ai giorni nostri. Lire 12.000 Ram6n Plrez de Ayala LA CADUTA DELLA CASA LIMONES. Seguito da LUCE DOMENICALE, due storie d'amore e di passione. Lire 12.000 DALLE STELLE AL PENSIERO Conoscenze attuali sul passato e l'ambiente del genere umano. H. Reeves, A. M. Cela11 Se11gor, J. Reisse,H. Tobien, Y. Coppe11s,E.Mori11. Lire 12.(0) Luis Bwìuel I FIGLIDELLAVIOLENZA Un capolavoro della storia del cinema. Lire 12.000

Direzione: Paolo Bertineui, Roberta Mazz.anti, Santina Mobiglia, Alberto Rollo. Direzioneeditoriale: LiaSacerdote. Dirmore responsabile: Goffredo Fofi. Gruppo redazionale: Mario Barenghi,Alfonso Berardinelli,GianfrancoBe1tin,FranoescoBinni. MarisaBulgheroni.Gianni Canova. Marisa Caramella,Grazia Cherchi,RiccardoDuranti. Bruno Falccuo. MarcelloFlorcs, FabioGambaro, Piergiorgio Giacchè, FilippoLa Porta, Gad Lerncr, Marcello Lorrai, LuigiManconi.DaniloManera, BrunoMari, PaoloMercghetti,MariaNadotli, Mar,co Nifan1ani, Ore5tc Pi\·ctta,Giuseppe Pon1rcmoli,Fabio Rodriguez Amaya, Marino Sinibaldi,Paola Splendore, EmanueleVinliSa de Rcgny. Collabora/ori: Damiano IJ. Abeni, Adelina Aletti, Chiara Allegra, Enrico Alleva, Livia Apa. Guido Anncllini. Giancarlo Ascari. Fabrizio Bagaui. Laura Balbo, Alessandro Barieeo, Ma11eoBellinelli, StefanoSenni, AndreaBenini, GiorgioBcrt. LanfrancoBinni, Luigi Bobbio. Norberto Bobbio, Marilla Boffito. Giacomo Dorella, Franco Brioschi. Gio11annaCalabrò, SilviaCalamandtt:i. Isabella Camera d'Afflitto, RoccoCarbone, Ca1erina Carpinato, Bruno Cartosio, Cesare Cascs. Francesco M. Cataluccio, Alberto Ca11aglionR, oberto Cazzola, FrancescoCiafaloni, Luca Clerici, Pino Corrias, VincenzoConsolo, VincenzoCouinelli, Alberto Cris1ofori,Mario Cuminetti, Peppo Delcontc, Roberto Delera, Stefano De Maueis, Carla de Petris, Piera De1assis.Viuorio Dini, Carlo Dooolo, Edoardo Esposito, Saverio Esposi10. Giorgio Ferrari, Maria Ferrcui. Ernes10Franco, Guido Fran1.:ine11i. Giancarlo Gaern. AlbertoGallas, Nicola Gallerano, Giovanni Galli, Roberto Gatti, Filippo Gcntiloni, Gabriella Giannachi. Giovanni Giovanneui, Paolo Giovannetti, Giovanni Giudici, Bianca Guidelli Serra. Giovanni Jervis. Roberto Koch, S1efanoLevi della Torre, Mimmo Lombeu.i, Maria Madema, Maria Teresa Mandalari, Edoarda Masi, Robeno Menin, Renata Molinari, Diego Mormorio. Antonello Negri. Gw.ia Neri, Luisa Orelli, Maria Teresa Orsi, Annando Pajalich, Pia Pera. Sil11io Perrclla. Cesare Pianciola, Guido Pigni, Giovanni Pillonca, Pietro Polito. Giuliano Pontara, Sandro Portelli, Dario Puccini, Fabrizia Ramondino, Michele Rancheni, Marco Res1elli, Marco Rc\·elli, Alessandra Riccio, Paolo Rosa. Roberto Rossi,Gian Enrico Rusconi, Nanni Salio, Luigi Sampietro, Paolo Scamecchia, Domenico Scarpa. Maria Schiavo, Franco Serra, FrancescoSiscì, Joaquin Sokolowicz, Paolo Soraci, Piero Spila. AntonellaTarpino, Fabio Terragni. AlessandroTriulzi. Gianni Turchcua, Federico Varese, Bruno Venta11oliT, ullio Vinay, Itala Vivan. Gianni Volpi. Proget10grafico: Andrea Rauch lmpaginazio,1e: GRAAF/Como Pubblicità: MiriamCorradi Esteri: Pinuccia Femui Abbonamenti: Daniela Pignaticllo Amminì.slrciz.ione: Patrizia Brogi Hannocontn"bui1a0lfa pupa razionedi questo numero: AnnelisaAddolorato,Giovanna Busacca. Paola Concari.VictoriaDamiani.Brigida Messina, MicheleNeri. AndreaRosso, Marco Antonio Sannella.StefaniaTomassini, Barbara Verduci, le agenzie fotograficheContras10,Effigie e GraziaNeri, gli uffici s1ampadelle case editrici Cos1a & Nolan, Bompianie Feltrinelli. Editore: Linea d'ombra Edizioni srl - Via Gaffurio 4 20124 MilanoTel. 0216691132.fax: 6691299 Distrib.edicole MessaggeriePeriodici SpA aderemeA.D.N. - Via Famagosta75 - Milano Tcl. 02/8467545-8464950 Dis1ribl.ibrerie PDE • Via Tevere 54 • 50019 Sesto Fiorentino- Te\. 055/301371 Stampa Litouric sas- Via Rossini30 - Treuano SIN LINEA D'OMBRAIscrittaal tribunalediMilanoindata 18.5.87 al n. 393. Direttoreresponsabile:GoffredoFofi Spcd.Abb.Post.Gruppo IIV70%-N.100-Lire 10.000 LINDE'AOMBRA amwXI/1 gennaio 1995 numero 100 ILCONftSTO 4 Piergiorgio Giacché 5 Giacomo Vaiarelli 7 Goffredo Foji 8 Alberto Rollo 10 Francesco Ciafalo11i 12 Marisa Caramella 17 Mario Cumi11etti CONFRONTI 25 Roberto Koch 26 Filippo la Porta 83 Alfonso Berardi11elli 87 Umr(1Bondì 88 Alessa11draContenti 91 Franca Cavagnoli INCONTRI 14 Breyte11Breytenbach 19 Bill B11ford 28 Attilio Ber1ol11cci POESIA 31 Kamala Dase Taslima Nasrin 33 Vittore Fiore 34 Miq11eMl artì i Poi STORII 38 Dambudz.oMarechera 57 Aldo Palazzeschi Il punto e la linea Palcmm: una città a rischio Ricordodì Franco Fortini. Un maestro difficile Fortini e la voce della poesia Sinistrae ebrei. A proposito di "Ebrei brava geme" Su Robert Hughes e il politically correct Considerazioni su Karol Wojtyla Kubrick dietro l'obiettivo Feltrìnelli e la narrativa italiana Il mito della realtà. Letteratura e giornalismo La narrativa femmìnile indiana Alice Munro e Janet Frame allo specchio La Rhodesia confonnista Il pensiero nomade Incontro con Marie Helene Laforesl A caccia di scrittori Incontro con Maria Nadoui Scrivere sotto dettatura · l11cot11rco 11Doriano Faso/i È facile far sì che un uomo t'ami a c11radi Silvia Albertazzi Visita al castello Canzone per voce solista e altre poesie a cura di Gabriella lacu Due racconti C'è anche l'imbecille. Da Tre imperi.. mancati con ima nota di Paolo Giovannetti ALBUMIFOTOORAFICO ■ NUMIROI 00 41 65 67 73 75 77 81 Gli scrittori (non italiani) di "Linea d'ombra". 60 Ritratti OMAGGIOA ALBIRTCAMUS Marcello Flores Jean Gre,iier Nicola Cl1iaromo11te Albert Camus Albert Camus Goffredo Fofi L'impegno di Camus Il dolore degli uomini Il 1onnentodel ribelle. Necrologio per la morte dì Camus Spagna. con la rabbia nel cuore Esistenza e storia Il primo uomo, un bambino. Il capolavoro incompiuto di Camus La copenina di questo numero è di A,uJreaRa11ch Abbonamentoannuale: ITALIA L. 85.000,ESTEROL. 100.000amezzoassegnobancarioo e/e postale n. 54140207 intestato a Linea d'ombra o tramite carta di credito SI (si veda il tagliandoal centro della rivista). Imano.seri f i non \'tngonore.sti1uì1Si.ipubblicanopoe.siesolo.surichie-s1aD. ei testidi cuino11siamo ingrado di rimrocciaregli avtnti diri110. ci dichiariamopromi a ot1emperareagli obblighi rtla1ivi.

4 ITALIA'95 LALINEAEILPUNTO N\AGGIORANZMA,INORANZE ECRITICDAELlAPOLITICA PiergiorgioGiacchè Qual è la linea? Èproprioverochenemi omentdi igravecrisidella sinistra,lerivistecomelanostra- ma più ingenera1e i gesti, i pensieri degli "intellettuali"-dovrebbero assumereposizionie tonipiù netti e magari più grezzi, esponendosi alla luce quotidiana dei fatti e abbandonandola compiacenteraffinatezza cieli' ombra? O ancora, è proprioverochenon è più tempoenonc'è più unruoloper i ricercatori ansiosi e i critici ostinati, per le esercitazioni dubitative e gli sconfinamenti arbitrari, ovvero che- come riflcue Filippo La Porta su "l'Unità 2" di lunedl 19dicembre- vanno sospese le polemiche ad oltranza e le distinzioni capziose all'interno di una sinistra che avrebbebisognodi una maggioreunità (leggi: unanimità)contro il GrandeNemico? Le critichea "Linead'ombra" sono statefrcquentìe tutte rccemi. È appena da un anno (da quando l'eccitazione di un pronostico vincente- prima- la sconfittaelettorale- poi - hanno rimesso in moto un interesse per la politica che sembrava archiviato per sempre)che hannoripresofiato i veri criticidella cultura,cioè quelli che non vedono l'ora di dichiarare l'inutilità o la nocività, delI'intellettualedis-organico,vveroquellichenonvoglionoaccettare né comprendere il conceno e il valore delle minoranze. A queste critichesi puòrisponderefacihnenle:sulpianodellateoria.la lungae disconosciutatradizionedegli "eretici" e degli ·;scomunicati"della sinislrtt-allaqualeda semprefacciamoriferimento-, se ieriera un patrimonioda valorizzaree da riscoprire,oggi è pressochél'unico disponibile;sul terrenopoi della prassi le minoranzeattive possono continuarea restareignoratedalla storiadella sinistra,ma è indubbio cheoggicostimisconol'unicasuageografia.Suquesteconsiderazioni, però, si può dire che l'accordo sia om1aiuniversale:il dissensosta semmai fra chi cerca frettolosamentedi ricondurrequestediversee disobbedienti energie sul piano della costruzione di una cultura unitariae alternativa,e chi invecene vuoledifenderee svilupparele differenti identità. Fra chi crede di dover valorizzare le minoranze facendole confluire in una nuova maggioranza (come se questa dovesseessere l'aspirazionenatur.ileo il processoinevitabile,pena la loroinutilitào la lorosparizione)echi invecesottolineail valoredella minoranzainquantotaleenonritienedidoverladefinireemisurarenel confrontocon la maggioranza,poiché sono modi diversi e persino campi avversidel farepoliticae cultura. Può darsiche questononsia poi ildissensofra due posizionima appena il contrasto fra due diversi ruoli, anche se quelli animati dall'urgeni.ae daJl'aJlanne"maggioritario"tendonosempre a fame unaquestionedi lineae non comprendonoche non è questo il punto. Il punto è invecequello di un impegnoe una funzionediversa(e perchéno conflittuale),frachisostienelaprioritàdeldisegnopolitico e chidifende la necessitàdi un lavoroculturale.E, ahneno a sinistra, un rigorosolavoroculturalenon puòcoinciderecon la "criticadella politica". Linead'ombra,rivistadi culturae di criticadella poli1ica, è così arrivataal suocentesimonumeroe, per rispondereall'amico La Porta ("rivisteculturalidell'opposizioneoltranzista,polemistiirrequietie irriducibili,non vi sentite francamentedemotivati?"),non si sente demotivata.Semmai,si senteda tempoinadeguata. Se infattiallecritichenon è difficilereplicare,i problemici sono e non vanno negati. Da tempo "Linea d'ombra" si interroga sul proprioruoloe sulJapropriafunzione,proprioperché,se è staiouno strumentovaJidoper attraversarel'ignavia degli anni Ottanta non è dettochesia ancorautilenelmomentoincui i conflittie lediscussioni si riaccendonofintroppoe con nonpochinuovirischi...Ma.ancoradi più, in unmomentoincuisono felicementenumerosigliesempidi un impegno diverso, più concreto e diretto, più altruistaed aperto di quello di una "rivista culturale", nessuno che si dica o sì voglia "impegnato" può ignorarne lo stimolo e evitare il rimproveroche indirettamenteprovieneda tali esempi.Unaprima inadeguatezzaè dunquequalitativa,giacché è necessariaunamisurapiùconcretae una statura più elevata di iniziativee di riOessioni.Ma una seconda e decisiva inadeguatezza è per così dire quantitativa,se è vero che al fermentodi nuovepresenzee propostesi accompagnaunacrisi della culturae dell'azione politicaseni.aprecedenti. Paradossalmente è proprioquestacrisidella politicaa ingigantire il campoe a moltiplicarela necessitàdel lavoroculturale.Una crisi della poHticache soltanto in minima parte ha a che vedere con la resurrezionedella destra e l'emergenzadel GrandeNemico: è forse questa ladifferenzadi posizione(e nonpiù ruolo)che ci separadalla sinistraufficialee soprauunoda quellaappagata.DavantialNemico, laconsolazioneo I'allannehannoeccitatotuttimanonhannoprodotto gran che, anche se in questigiorni la maggioranzasponiva si starà consolandocon ilgol dellacrisi delgoverno(lib labe pallaal centro) e l'indefessoottimismodella volontàlaspingeràa credereche si può ricominciareda tre (D'Alema, Bossie Buuiglione),mentre è sempre più chiaroche la sinistradeveripartireda zeroe invocaresemmaiun modestopareggio.Davantai l Nemico, è infattiproseguitacomeprima e più di primaun'omologazioneculturaleche si è fattaconcorrenza, e che dunqueha postole basi per laperpetuazione(pur nel quadrodi una agognata e regolata alternanza) di una cultura maggioritaria obbligatoriae onnicomprensiva. Specchioe motoredi questaculturaè ovviamentela televisione, cd è perquestoche resiaalcentrodell'interessee dellebattagliedi tutti i partitipolitici.Non è più il poteredel mediume il suo controllo il problema,ma è laculturadella piazzaelettronicaquellacheciascuno intende far propria e che tutti contribuisconoad alimentare. La politica-spettacolnoon è piùquelladelJeincessantai ppariziontielevisive dei leadercon o senzacalza, dei giornalistishow manche diventano ministrio del rifiutodi fare una seduta parlamentarese non c'è la diretta televisiva: la televisione non fa più propaganda, ma più semplicementene raccoglie e ne registra ì risultati e li elegge a comportamentipoli1icicompiutie di per sé efficaci. Èlademocraziainscatola,il luogodoveom1aituttiglielettorisono viaviainvitaticomeconcorrenti(sempremenoattentialsuggerimento dell'esperto in cabina): attraverso i sondaggi e le in1ervistee le partecipazionidirettedella "piccolagenie", tutti sono stimolati,porta a portao stradaa strada,a parteciparea una letteraleed effettiva par condicio di tutte 1e opinionie di tutte le opzioni. Così la maggioranza- di ogni colore, purché tale - ha perso l'unicosuoanticopregiocheeraquellodi restare"silenziosa"e invece parlae straparlaleisola,perfinosurclassandolavocee l'immaginedei suoi leaderse dei suoi beniamini. È un'orgia delJaliberaopinione(e spessodellaminimariflessione)n, el rispettodi unaleggesottaciutama evidenteche è quella dell'intercambiabilitàdi ogni parolae di ogni scelta:lademocraziatelevisivasi fondasul principioche tullele idee sonogiusteperchétutte sonouguali.Nonci sarebbenientedi malese fosse la sorgentedi un nuovodiritto e di un nuovocoraggio, ma è inveceil lagodove tem1inanoe si consegnano i pareridi tutti, fissati

dallestatistichemasoprattuttoregistratiecelebratiin f onnaspettacolare. Passatain televisione.che è come dire "passata alla storia", ogni dichiarazioneo convincimentosi ipostatizza.e si valorizzacome rappresentazionen: onhapiùbisognodi alcunulteriorericonoscimentoné tantomeno di alcunaverifica.Cosìsivamoltoaldi làdel fo11unato slogan, appena riscopertoda Berlusconi,"la sovranitàappartieneal Popolo",e si arrivasenz'altroa quelloben più gratificantee onnai davvero indiscusso:"la veritàappartienealla Gente". Aquelleminoranzeche,ostinateecervelJotiche,lacercanoancora altrove,nonrestaaltrocheconfondersinmezzoallaGentee saranno anch'essea.scollatem, asoltantocomepartidi unamaggioranzaormai pacificataperchétotale.Questo,amenochcnoncisidedichiumilmente, magarisuquaJcherivistaculturale,a verebattagliedi relroguardiae ad au1cn1iacpi pelliallaresis1enzeasi difendaquellospazio"esiguoe impopolare"dovepraticare i fastidiosi"vinuosisrni"dellacriticadella politicae dell'opposizioneall'opposizione.Ma poi cos'è la "critica della politica"? Ospite anch'egli di una trasmissione televisiva, quest'estate Cannelo Benesi chiedevaprovocatoriamente se la giusta soluzione della lottadei minatoridel Sulcis fossedavveroquelladi farlitornare a1 lavoro in miniera. Era davvero quello l'obiettivo politico più elevato? E quell'obiettivo si può far diventare un va1ore'!Oppure convieneche qualcunoogni tanto ricordiche l'obiettivopiùgiusto è quello di liberarelagentedal lavoro,o per lo meno da un lavorocome quello? La criticadella politicanon è né migliorené talvoltapiù sensata della politica stessa. Il suo ruolo non è quello di dare la linea, ma soltamoquellodi ricordareogni tantoqual è per davveroil pumo. ITAUA '95 S PALERMOU: NA CITTÀA RISCHIO GiacomoVaiarelli I) Un sacerdote costretto all'esilio dalle cosche, un altro abbandonato dai suoi fedeli nel corso di un'omelia contro i mafiosi, amministratori progressisti minacciati, lapidi in ri• cordo dei giudici Falcone e Borsellino, oltraggiosamente violate. E, se non bastasse, un Palazzo di giustizia assediato e isolato, come un avam)X)sto in terra nemica. Palenno torna ad inquietare il paese con la sua immagine di terra di mafia e di omertà. Senza delitti esemplari o stragi cruente Cosa Nostra cerca dì riprendere il controllo del territorio non solo nelle disastrate borgate periferiche, dove in realtà non ha mai perso egemonia, ma anche nei quartieri alli ritessendo i suoi legami con quella borghesia che si era negli ultimi tempi "dissociata'' dalla dittatura sanguinaria dei corlconesi. Allaccia, inoltre, rapporti con i nuovi protagonisti della )X)liticalocale e nazioFoto di Shobho/Cont,osto

6 ITAUA '95 nale. per il momento sconosciuti. dopo la scomparsa dei tradi1ionali referenti partitici, Dc e Psi in panicolare, franati assieme alla prima repubblica. Il clima complessivo della città è per tali motivi cambiato in peggio e il tasso d'angoscia dei palermitani onesti è aumentato. È presto però per dire. come qualcuno ha fatto sulle pagine di imponanti quotidiani nazionali. che il capoluogo siciliano è tornato al suo passato. che la ··grande palude .. lo ha ingoiato definitivamente, per riponarlo agli oscuri anni '70, dumntc i quali prosperavano indisturbati i tmffici di Cosa Nostra. Come se all'improvviso un decennio fosse stato cancellato e con esso perfino la memoria delle grandi battaglie antimafia. degli eroismi grandi e piccoli degli anni '80, delle recenti e imponenti manifestazioni seguite alle stragi di Capaci e via D'Amelio. I rischi di una nuova "pax mafiosa", fondata sulle tradi1ionali e 0 mcno costose" forme del controllo territoriale e della collusione, certo ci sono: lo testimonia, del resto, più di un secolo di storia della Sicilia. Nei momenti di maggiore difficollà, seguiti a pesanti sconfitte ad opera delle forze dell'ordine, la mafia ha sempre dimostrato di essere capace di ripiegare, di liberarsi delle scelte "militariste'' di alcune sue componenti estreme, per ricm,tituire un nuovo ''modus vivendi" con lo Stato. Ma a tutt'oggi non sono chiari gli orientamenti, gli equilibri interni di Cosa Nostra, scossa da un pericoloso vuoto di potere. Una cosa è comunque chiara: la scelta di una sua prcscn7.a sociale di "basso proftlo" implicherebbe la definitiva uscita di scena dell"attuale Gotha mafioso, dominato ancora dai corleonesi, e di Riina in particolare, da abbandonare al suo destino di ergastolano nelle carceri speciali. La partita è ancor'J aperta e potrebbe detenninare una nuova. sanguinosa guerra tra le cosche come agli inizi degli anni '80 e il fallimento di quella strategia. Come sempre, purtroppo. saranno i prossimi morti a dirci quale linea sarà prevalente. 2) Sono i segnali provenienti dal versante istituzionale, comunque. a destare maggiore preoccupazione. Non si può sfuggire all'impressione che. a pan.ire dalla nuova fase politica apertasi nel nostro paese, qualcosa sia mutmo nelJa strategia antimafia. che qualcosa si sia incrinato nella determinazione con cui, dalla morte di Falcone e Borsellino, lo Stato aveva condono le sue bauaglie contro Cosa Nostra. Un'autorcvoleconfenna viene dal Procuratore capo di Pa• lenno, Giancarlo Caselli, che ha denunciato. di recente. una brusca inversione di tendenza, una pericolosa caduta di "tensione" nei confronti del fenomeno mafioso da parte dell'attuale governo. E non bastano a rassicurare del contrario le dichiarazioni (in realtà abbastanza generiche) del presidente del Consiglio né le lodevoli intenzioni del Ministro degli Interni, se poi CSJX> nenti prestigiosi della maggiorana, un giorno sl e un giorno no, delegittimano. in nome del garantismo, i giudici palermitani in prima linea e mettono in discussione alcuni dei capisaldi fondamentali della lolta alla mafia (il regime di sorvcglian.ta speciale per i boss .e le norme sui pentiti). Un garantismo che mal si addice a capi mafiosi che hanno dimostrato, nel recente passato, di conservare in1atto, anche in carcere. un potere d'intimidazione e di morte, da cui la collettivit!Ideve pur difendersi. Non basta nemmeno. a dissipare dubbi e preoccupazioni, organiua.re nel nostro paese convegni internazionali sulla criminalità organizzata. se poi il Mezzogiorno viene espunto del tutto dall·agenda politica del governo e destinato ad una deriva economica che ne aggraverà le condizioni sociali, su cui, è facile profezia, la criminalità mafiosa potrà ulteriormente prosperare. 3) Non è difficile capire. alla luce di queste considerazioni, perché molti palcnnitani nutrano scarsa fiducia, per un riscatto della città, nella ··nuova" classe politica nazionale. È significativo, del resto. che quest'uhi ma goda dell'appoggio convinto (come hanno dimostrato le elezioni di man.o)di quei settori della borghesia locale che sono tra i maggiori resJXlnsabili dell'espansione e dello strapolere della mafia. Gli stessi che oggi invocano. non a caso, la fine della stagione dcll'''emcrgenla" antimafia. Le sperona di Palenno sono riposte ancora nell'opera di profonda bonifica istitul.ionale (rivolta oggi soprauuno contro la criminalità dei ··colletti bianchi", annidata nella pubblica amministrazione) di quei magistrati che hanno dimostrato più volte di voler resistere alla voglia di nonnalizza✓-.ione che si respira pesante non solo in Sicilia ma nell'intero paese. Sono legate all'impegno delle tante associazioni di base che nei momenti di maggiore pericolo si sono strette attorno al Palazzo di giustizia. come simbolo da difendere ad ogni costo nella lotta di liberazione dalla mafia. La ripresa attuale di Cosa nostra, per quanto non abbia colto di sorpresa quan1i non si erano illusi sulle vittorie parziali dello Stmo e l'arresto di alcuni boss. mette a nudo alcune deboleuc del movimento antimafia palermitano. Dimostra infatti, se ce ne fosse stato bisogno, che le grandi manifestazioni di massa, le pur importanti iniziative di pedagogia antimafiosa, i dibattili affollati non sono sufficienti, se non si accompagnano a profonde trasfonnazioni della socie1à, a modificare in modo duraturo comportamenti e pratiche illegali. Su questo si sta interrogando da tempo Palem10A11110 Uno, il cartello di tutte le organizzazioni antimafia del capoluogo, e la stessa Chiesa siciliana che sembra voler riscattare un passato di silenzio, se non di complicità. Su questo dovrebbe rineucre anche la Giunta progressista che rischia di dissipare buona parte di quel patrimonio di speranze che su di essa erano state investite appena un anno fa. Non solo per la crisi profonda del movimento politico di Orlando, la Rete, ma anche per la scarsa ·•visibilità" della politica di rinnovamento del Comune che pure. tra mille difficoltà. sta lentamente migliorando le condi1ioni di vita della città e imponendo una nuova etica pubblica. Quello che si richiede oggi a Palenno non è solo una buona amministrazione ma anche una seconda ''Primavera" che faccia nuovamente di Palazzo delle Aquile il punto di riferimento della pane più avanzata della società palennitana, del volontariato. dei centri sociali. di quanti cioè operano concretamente nel territorio. Se il vero terreno di contrasto della mafia rimane infatti quello dei diritti (al lavoro, alla salute. all'istruzione. alla casa ...), scn7..anuove fonne di partecipazione che diano voce ai bisogno dei cittadini. in particolare di quelli privi di risorse e di garanzie sociali, senza il risanamento delle grandi aree periferiche. ogni intervento rischia di essere vanificato dall'egemonia di Cosa Nostra. Poco si è fatto ancora in questa direzione. da qui bisogna ripartire.

UNMAESTRODIFFICILE RICORDODIFRANCOFORTINI GoffredoFofi Franco Fortini è stato un personaggio fondamentale nella nostra storia, vivoe stimolantesempre, irritantee provocatoriomolto spesso.Nonfosseche per questo. per la sua capacitàdi spiazzare, di spostare gli accenti, di rompere i gusti delle certezze acquisite, gli dobbiamo in tanti molta gratitudine. Il suo modo di intervenire era sempre un po· sacerdotale e coi modi di una retorica alla, del richiamo aprincipi massimi oa nascosteverità.e nellacertezzadi una propria funzioneda svolgere nell'esortare o nel querelare.Esso funzionava per la verità solo in parte, o per qualche tempo. Ci si accorgeva facilmente della sua indefinitezza e astrattezza. e ci se ne emancipava rapidamente. chi prima chi dopo a seconda della propria autonomia di pensiero e, nel caso dei più giovani, delle tappe della propria crescita. Gli si doveva comunque qualcosa, gli si doveva, in definitiva, una sorta di insoddisfazione continua ed esigente, lo stimolo a una ricerca che non sarebbe mai finita. Foto di GiovonniGiovannetti. MEMORIA 7 Fortini poteva essere molto ingombrante solo per chi gli attribuiva più peso del dovuto e ne faceva una sorta di guru, accettando la sua autoinvestitura a superio di una o più generazioni. Da questa sua vocazione, priva bensl di calore. di fascino, derivavano incomprensioni quasi obbligate. E relative scomuniche: lui ti "scomunicava·• e tu, se non eri troppo succube e fragile, lo ''scomunicavi" a iua volta. Recuperando il rapporto dopo qualche tempo, ma a volte no, rompendo definitivamente come è accaduto a tanti. Si continuava tuttavia a leggerlo, ora condividendo, e ora rifiutando le sue posizioni come era giusto che fosse. Colpiva, dell'uomo Fortini, una sorta di freddezza, di chiusura, l'incapacità di stabilire rapporti solidi. Insomma, era un uomo di testa e di nervi e poco di cuore, e delle tre virtù teologali gli apparteneva in toto la fede (l'intelligenza) e molto poco la carità. Il Fortini a cui io resto più affezionato è senza dubbio quello degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, documentato negli scrilli di Dieci inverni e Verifica dei poteri, non sempre accettabili - a rileggerli - in tutti i giudizi e le proposte, ma d'estremo interes!e per chi andava scoprendoli qua e là sull'"Avanti'' e sulle riviste di quegli anni. In tempi di guerra fredda e di una sinistra appiattita sul modello stalinista e sulla sua variante addolcita e toglìattiana erano boccate d'aria, indicazioni di libri e autori da scoprire, demolizioni di miti ricattatori, proposte di percorsi diversi. Non ci bastavano, avevamo bisogno contemporaneamente di altro, ma erano comunque centrali, indispensabili. Cos'era l'altro di cui avevamo bisogno? Era qualcosa di più irriverente, oppure qualcosa di più ..,radizionalc" e di una di-

8 MEMORIA versa e più chiara morale. Per esempio, autori più arditi e bizzarri. più liberi e liberl3ri in leueralura. e più autonomi dal marxismo in teoria politica e sociale, e della politica, da Sai vernini a Gobetti, da Capitini a Si Ione. Ed era invece come se al dialogo con questi maestri o coetanei (per paura di non essere sufficientemente scientifico o non abbastanza a sinistra?, per voler essere più e oltre?) Fonini avesse voluto rinunciare in nome di un marxismo che spingeva verso il mis1ico e l'irrazionale pur chiamandosi altrimenti e rifuggendo a parole il mistico e l'irrazionale: il Comunismo come tensione verso un ineffabile cui tutto deve piegarsi o nel cui nome si devono svalutare le 1ranative col mondo e rinterven10 provvisorio ma concre• to. nel cui nome si deve giudicare chi nella storia agisce. Si vide ben presto in molti la componente "cauo-comunista'' di questa impost.azione(chc si univa in alcuni amici di Fonini, ma meno in Fonini, a un'aura di non generico terzintcrnazionalismo. nonostante il rifiuto della "via italiana" o proprio per questo). e la si confutò e rifiutò. 11suo definire e precisare. il suo rù1vian> (a do1w la Rivolu• zione) e il suo volare ci sembrarono. e continuano a sembrarci. fumosi o irresponsabili: tanto più dopo la caduta dei muri e il fallimento del comunismo reale. l'unico di cui si è avuto noti1_iae prova. Come accadde ad altri. anche Fortini. dopo essere stato per tanti anni oppositore delle brutture del comunismo. si scoprì più comunista dei comunisti nella lotta. tunavia sacrosanta, contro un capitalismo straviuoriosoe distruttore. Ma c'è staio anche il Fortini poeta: ed è ques10. credo, come egli perallro sperava, che resterà più a lungo. Figliodell'ennetismo. Fortini è stato tradullore del superficiale Eluard come dell'ideologico Brecht ma sensibile alla lezione di Noventa (meno nell'ironia, che in lui, come in quasi tuui i nostri intellettuali, non è mai riuscita a essere autoironia ma solo aggressivo sarcasmo verso il nemico e verso l'amico non "fedele .. ai deuami), è stato accanito lettore e studioso dei classici della nostra lingua (dopo Brecht, il suo debito maggiore è stato forse quello verso Manzoni). e ha avuto in dono una sapiente e immediata capacità di fare versi cui però concedeva pochissimo. portato com ·era a un accanito lavoro di perfezione. Egli ha dato alla sua poesia un'impronta di autobiografia intellettuale, politica e etica (di un'etica non sciolta nell'immediato e sempre controllala da un astratto "dover essere"). Ha dato poesie di intensità allusiva. tra for,a dell'immagine, del verbo, della metafora, tra maestria della tecnica e una sorta di visionarietà del messaggio. e a partire spesso da pretesti quotidiani nei quali individuare però tempo e destino maggiori. Le poesie di Comvosita sofra111ur, le ultime. sono le più aperte di tutte. e le più sofferte di tutte. quelle attraverso le quali era forse possibile riconciliarsi con l'autore e la sua tensione, non con i modi del suo proporsi intellettuale ma con la sua passione. e la sua-nostra sconfina. Nel dialogo ininterrotto coi suoi coetanei. anche sentiti come rivali o come amici che deviano-Calvino e Pasolini anzitutto. anzi Pasolini -è forse invece la parte più rivelatoria, quella che più esplicita i limiti del pensatore rispetto ai bisogni di comprensione o di rifiuto della società e del suo "sistema". Troppa accettazione in Calvino? forse; ma non troppa rivolta. in Pasolini; e certo troppa contraddi1ione, tra grande superbia e timore di troppo scoprirsi. in Fortini, nel dialogo con l'Italia, Il timore di star troppo dentro il presente. Ci stava. chiamandose• ne e volendosene oltre e mancando alla fine una presenza vera. risultando meno utile e meno maestro di quanto non avesse oshnatamente voluto. INTERNIFORTINIANI FORTINIElAVOCEDELlAPOESIA AlbertoRollo Nella poesia di Franco Fortini c'è un luogo che ritorna Sp!SSO. un luogo che l'insistila frequentazione sembra trasfonnarc in una postazione militare, comunque in una trincea di militanza morale, ma che hasoprauuuo i tratti di un rifugio, sicuro forse no, ma certamente carico di identità, sulla cui riconoscibilità-e sulla cui salde1..1.a-riverberano le luci incerte o violente del mondo: alludiamo a que11·interno. a quella umanistisca ··cameretta·· compro-- messa dalla storia, tarlala dal dubbio ("condizione" piuttosto che sfondo)che i versi mnterializzanoattraversosegni scarni ma inequivocabili. La sensa,ione di vuoto che lascia la morte di Fortini ha molto a che fare con questo luogo. improvvisamente deserto. Anche perché a quel "luogo'', a quel!' "interno", scena di reiterati 1wurlt1 demièrefoisdi racin.ianamemoria, Fortini ha consacra10 il tormento del suo rovello intellettuale e morale -da Una voltaper ump~ sino alla maestosa eloquenza di Composita soframurtraendone altissimi momenti di poesia. una poesia spinosa, ferocemente letteraria, talora orgogliosamente ••inauualc", talora compiaciuta di veleni retorici, ma pur sempre tesa. proprio a partire da queste esibite catene. a liberarsi, a ergersi verso lo sgomento di una inattesa verità. L''•interno" fortini ano~ per lo più esplicitamente definito da una scrivania su cui spiccano il foglio bianco. la pagina scritta, il volume aperto, gli strumenti del lavoro intellettuale: comunica con l'esterno attraverso una finestra, alta su strade cittadine o su declinanti clivi mediterranei. comunque ''regolabile" come un obiettivo fotografico in modo tale che dal totale si acceda al dettaglio (una gronda, una magnolia. l'alloro, la "venadell'albero''),eallora pare di sentire la condiLione ·'seduta" dell'uomo di lettere. Dentro i confini che contengono scrivania e finestra (una sona di tassiano carcere di Sant' Anna, almeno una volta esplicitamente citato) arrivano il clangore e le voci del mondo. si palesano i fantasmi degli amici, i profili dei nemici, ronza il "rumore di fondo'' dell'esistcn1.a. Al di là dei cenni sparsi lungo tuna la sua opera. di questo "interno·• abbiamo una sin troppo risentita rappresentazione in Qui libri: ·'Qui libri, scaiole. lenere/e l'apparatoscheranodell'avvilita intelligc111.a;(...) Qui due pietose tendine/ fra l'interno e l'esterno, il condominio e il cortile ...·•.Che sia popolatissirnoodeserto. l'intemo fortini ano è il luogo che anche le rare escursioni "esterne" non riescono a dimenticare. vuoi perché si tratta di escursioni negli immediati dintorni o in un giardino domestico (In bellissima Sw- ,iotte... in Composiwsolva,imr, ma anche Dalla collina in Questo muro). vuoi perché il viaggio. l'esperienza del mondo ad esso sono ricondotte come all'unico filtro, all'unico parametro di lucidità (la bellissima chiusa di Qui libri ma anche il viaggio Roma-Milano con Vittorio Sereni di U!ggendo mia poesia in Paesc,ggioco11 serpente). Solo a partire da questa rabbiosa e ostinata percezione del luogo del lavoro intellettuale. è possibile comprendere una pane imponante. anzi deci,1va, del percorso poetico foniniano, quella caparbia volontà di coprire lo spazio aperto fra l'inadcguateu ..a del-

l'intellettuale (nella fattispecie quello che è venuto esprimendo le ragionidella sinistradal secondo dopoguerra in poi) e l'incombere della sen1enza morale. fra lamiseria dei mezzi e la sedizione allegorica, fra condanna e salvezza. La ''cameretta" o carcere tassiano di Fonini allude a un esiliodi fatto e a un esilio allegorico: ad ogni svolta storica il poeta torna puntualmentenel chiusoricettodel suo lalx>ratorio-osscrvatoriao misurare prossimitàedistanze,dichiarazionidi impotenzae lucideprorne.sse di resistenza.Qua.1110 più forte è la sproporzione fra sé e il mondo tanto più forte è lo slancio, la febbre. Non è un caso che una delle poesie più grandi nascanel mezzo di un lavorodi traduzione.LagiustamentecelebreTraducendo Brecht s'aprecon uneventoatmosferico spiato attraverso una finestra: un temfX)ralctonnentato in cerca di similitudinin; ellatempestas'insinuala pagina tradotta. i "versidi cementoedi vetro"del poeta tcdcsco(quellidell'esilio?);edaquei versi si snoda lenta, tetramentecontigua, l'immagine di un corpo sociale anestetizzato("Gli oppressi/ sono oppressie tranquilli,glioppressori tranquilli/parlano neitelefoni,l'odio è cortese,io stesso/credo di non sapere più di chi è la colpa"). Diviso fra la visionedella tempesta e quella della pagina"secca", ìJpoeta si lasciasopraffareda una realtà cheammu1olisce( valeadire, in tennini storici, dal lucidosgo1nentodi fronteallastagnazionesocialedel neocapitalismo)masolo pertrovare una risposta,e trovarlada solo. È probabileche sia lo stessoBrechta rammentargli la strada (quella indicata in A chi esita: " ... Una parte/ delle nostre parole/ le ha stravolte il nemico fino a renderle / inconoscibili..." ''Olc cosa è erratoora, falsodiquel cheabbiamdetto? / Qualcosao tutto?Suchi/ comiamo ancora?siamodei soprJvvissuti, respinti/ viadallacorrente?Resteremoindietro,senza/ comprendere più nessuno e da nessuno compresi?/ O contare sulla buona sorte?/ Questo tu chiedi. Non aspettarti/ nessunarisposta/oltre la tua."). Di Brechtomette gli interrogativi. Ma nellastrofa che chiude la poesia sentiamo latonalitàd'una risposta.Unarispostache. percerti versi.fa un passo avanti rispettoalla lezionedel maestrotedesco: Fon.in i non opponeallatranquillitàdi oppressie oppressorilavecchiafommladell'impegno.Nellaradio incui Brecht inesilioascoltavalavocedei suoi nemici,oraFortiniascolta anche lapropriavoce."Scrivi mi dico,odia / chi con dolcezzaguida al niente/ gli uomini e le donne che con te s'accompagnano/ecredonodi non sapere.Fraquellidei nemici/ scrivi anche il tuo nome."( ...) "La poesia/ nonmu1anulla.Nulla è sicuro, mascrivi."Fon:inisente,diversamente da Brecht, il desertoche è dei profeti,o piùverosimilmentedei mistici.Sul Fortiniprofeticosi sono spesesin troppeparole,e certamente l'uomo hacontribuitoinqualche modo allanomea. Nonc'è dubbio che il suo "deserto" sia statoquell'"intemo'' a volteessenzialecome unacella,a voltegrondantedi stucchi retorici(com'è nelladoppiaanimadei grandimanieristi),chelasua opera poeticaci invitaa frequentare.Èquelchiusospa7Jo-così definitivamentefamiliare- incui oraecheggianolescandite,prosciugate notedelladisfattao dellosconcerto(comequelledel suocelebreverso "Non so, non capisco, non parlo, lasciatemiandare.") e ora ospita il grande teatro innamoratodella coppia passato-futuro,dovesi intreecianoil p:;:rduraredelle"tenereragioni/tenacidell'esistere"e l'epifaniCO baJuginiodi"altriocchi"che -da unmondoredento- tuttocomprendonoe giustificanooai quali è delegatauna vittoriap:;:rtutti. '' ...io pretendo/ che il registro non si chiuda/ che si cerchi ragione, che si vinca/anche per me...", (I destini ge,ierali). È per altrodentroquello stessoclaustrofobicoesiJioche laprofeziasa ancheguadagnarein leggereu.a come accadenei versidavveroaltissimi de UI gro,ulll (in U,ia i1o/tpaer sempre). Nellospazioconclusodellafinestra,undoppioevento. Unevento,diciamocosì, ·'stagionale"chenech.iamaunaltro,possibile.Sulla''gronda"d'un edificiodecrepitovengonotaloraa JX)Sll'Sdielle rondini. Niente di più. Ma la marcia grevità del vecchio tetto sul quale ventoe nevesembrano non avere alcun JX)teredistruttivo (pare MEMORIA 9 addiritturadi avvertireuna sortadi complicitàomeostaticafraagenti atmosferici e ''legno corroso") è messa aconfronto con ladocileleggerezz.adei volatiliche sostano incertie ignari. "Penso conqualchegioia/ cheun giorno,e nonimporta/ se nonci sarò io,basteràcheuna rondine / si posiun attimo lì perchétuttonel vuotoprecipiti/ irreparabilmente, quella volandovia." Loscatto cli quel"Pensoconqualchegioia" fa irromperenelsilenzioritagliatodalla finestra il rombo dell · accadere: la rondine si posa su!Jagronda,il suo piccolo peso ne incrinal'antico equilibrio,la trave fatiscente cede e la rondine vola via. Come un cartigliosecentescole paroledel JX>Cslpa:;:zzanolamutaquot.idianeitàdella visione. Le vere fratture, i verimutamenti- suggerisceFortini- avvengononel segno della leggerezza. Pìunostocheuna,;voce"l,apoesiadiFortini sembrotestilnQniarc la ricerca di u,u, voce, attraversoi registri piùdiversi, tutti comunque riconducibili- e in ciò sta uno degli aspetti più singolari e incisivi dellasuapoesia- auna sola"lingua", alta, addiritturaimp:;:ttitac,on• vintadellasua appartenenzaa una tradizionesempre moriturae non maimorta.Non pareuncasoche nel suo lavorodi criticoFortinisisia imbattuto-e conche risultati-con gli Inni manzoniani.Aqueste ''provedi voce" è connessoquel"luogo",quel!' ''interno" occidentale acui volentierisi tornaad associareil poetaFortinie di cui egli è stato, piùdiogni altro, custodeestremo,giudice,incineritore.masoprattutto inquietoospite. Quanto "ingrato" -come a lui sarebbe piaciutononsi può ancoradire. Èda lì che ha esercitatoil suo controversoma potente carisma di maestro, ed è lì che ha esperito il dolore - più intimo,piùsegreto-d'una parola-veritàaccerchiata,minacciata,esausta. Quellachenelchiuderele funeste costruzioni di Com1mi1asoJvalllur lo richiamaancora una voltadi fronte ai suoi discepoli,runici,futuri lettori:"Proteggetelenostreverità". Joseph Conrad L'AGENTE SEGRETO U110dei più avvi11cenli romanzi di Jm;,,ph Conrad nella .rnpit•rtletrar/u::,ior,e di Luùm Sara val e. cott lift importante 8agf!io introduttivo di Ales.,,amlro Serpieri.

1 O SINISTRAEEBREI LOSPETTROMANICHEO APROPOSITDOELDOSSIER 'EBREBIRAVGAENTE" FrancescoCiafaloni llsecondonumerodellarivista''LalcntediMarx''.direttadaClaudio Moffa,hapubblicatoundossierchehaloscopodichiaratocliclimostrare cheanchegliebreihannocolpe,chedegliebreisi puòparlarmale,che esis1eunrazzismoebraico,chelacausadeipalestinesisi può sostenere senzafennarsidavantia nessuntabùsacrale. Se solo di questo si trattasse non ci sarebbe bisogno di nessun dossier(e infatti nonsenesentivaproprioil bisogno)perchéda un latosi tratta di ovvietà, dal l'altro esiste sui nazionalismi, anche sul nazionalismoebraico,unastcnninata letteratura.Esistonobiografie durissimedi Begin,di Shamir,di Sharon,recensitesulla"New York ReviewofBooks", con la cui letturacercodi rimediare alla fine del mio vecchio mestiere di lettore di professione. Esiste una appassionata discussione in Israele, che è un paese pluralista, tanto da aver di recente cambiato politica e firmato una pace. Basterebbero il rabbino Kahane e i suoi seguaci per ricordarci che né religioni né appartenenze culturali hanno il monopolio della giustizia. E del resto è statascrina onnai un secolo fada un grande studioso ebraico, Asher Zevi Ginzberg, una delle più compiute difese dei diritti di quelli che non si consideravano ancora palestinesi ma abitavano quella parte dell'imperoottomano,divisa tra il vilayet di Suriya, quellodi Beirut e laprovincia di Gerusalemme che corrisponde alla Palestina o alla Israele storica. Si tratta di lo veritàsu Eretzlsrael, tradotto in italiano, ripubblicato alla vigilia della guerra dei sei giorni da un altro grande studioso ebraico, Hans Kohn, in una raccolta di scritti di Ginzberg intitolata Jewish Natio,ialismand Jewish ethics, che includeanche una alta polemica contro gli ebrei ammiratori di Nietzsche e imitatori del nazionalismo tedesco e una polemicacontroMontefioree gli Assimilazionisti. La verità sulla terra di lsraeleerache non si trattava di un deserto. Quella terra era abitata e bisognava rispettare i diritti degli abitanti. Il dossier però non sembra volersi limitare a queste ovvietà ma volerpiuttostocostruireunsantinonegativodell'ebraismoincollan• do brani più o meno casuali scritti nell'arco di più di unsecolo su fatti avvenuti in un paio di millenni, da San Paoloallaguerradel Golfo, affastellando le colpe dei farisei e quelle della finanza ebraica, la lobby ebraica e iIrazzismo ebraico, accusando di cecità coloro che non vedono questo mostro dalle molte teste: •·una riemergente questione ebraica a livello mondiale ... :dagli schieramenli interna• zionali nel golpe russo del '91, al riconoscimento di Gerusalemme capitale da parte di Clinton; dalla polemica di Bakercon la lobby americana, alla campagna contro Andreotti e Craxi; dalle interf erenze sioniste in Jugoslavia al ;Quinto scenario' di Ustica, dallo scontro tra capitale finanziario e capitale industriale in Italia alla battaglia feroce tra Berlusconi e De Benedetti per il controllo dei media; dalla fine del Pci alla prima iniziativa del Pds, in Israele" e viacontinuandocon Levi Montalcini, le massonerie ecc. E i ciechi sono complici naturalmente: "gentest-rana,comples• sala, stupida e furba•servile al lo stesso tempo, che si gonfia iI petto d'orgoglio e di 'louadura' al solo sentore di un presunto antisemitismo, ben sapendo che proprio strisciando in questo modo si oucngonospazioe favori un po' ovunque,sui media, sul lavoro, nei centri di cultura, nei partiti. Persino (persino?)quelli di sinistra." Né ilconunentosi fennaqui. A proposito degli anni Trenta e del revisionismo alla Noi te si dice: ·'Forse. per ri•comprendere la storia di quel periodo, alla lucedj quellochestaaccadendooggi un po' in tutto il mondo, non bisogna indagare tanto sulla dimensione esogena•internazionale (la rozza equazione stalinismo•nazismodi Noi te, appunto), ma nei rapporti endogeni, sicuramente non facili, fra certo razzismo ebraico e certo razzismo tedesco, in città e paesi allora assai più multietnici e multiculturaldi iquantononsiaoggi."Cioè.se noricapiscomale, bisogna prendere in considerazione la raffinata equazione ebrai• smo-nazismo. La novità rispetto ad altrecostruzioni è che inquesto caso si parte, se non capisco male, dalla evidenza di per sé del complotto ebraico di oggi, dagli ebrei come nocciolo duro dell'imperialismoamericano, per spiegare l'origine del nazionalismo e gli orrori di mezzo secolo fa. Del resto questa è l'ottica pervasiva dcli' intero commento che schiaccia ogni altra differenza, tra democrazia e totalitarismo, tra giornali e giornalisti perrestituirci una sola distinzione fondamentale: quella tra la congiura degli ebrei e loro alleati contro tutti gli altri. C'è Mendelsson contro Wagner ("e ciò sia detto con buona pace del subcuhurame 'progressista' che in tempi recenti ha riesu• mato il mito di Wagner anticipatore dei lager'') e Mieli contro Craxi e De Zulueta che definisce "squilibrato" Francesco Cossiga (ma vedi anche Luigi Bobbio, che deve essere uno del culturame, su "Linea d'ombra" Follia,populismoe reazio,ie ill FrancescoCossiga)e ;'inventrice del tenni ne 'rivoluzione' per Tangentopoli. temline poi adottatoanchedal finanziere Rotschild,da Mieli eda Scalfari. Il 'fronte' da cui vengono le accuse è lo stesso". Come si vede, e come ho già detto, l'estensore dei riquadri di commento, probabilmente i I direttoredella rivista Claudio Moff a, non si limita a segnalare la necessità di non fermarsi nella critica politica davanti alle appartenenze etniche ma disegna il vecchio, abusato e tragico quadro della cospirazione ebraica, non estesa a tu lii gli ebrei (anche negli anni Trenta ci furono nazionalisti tede· schi, italiani, polacchi ecc. di cognomeebraicoed ancheMoffa fa un elenco di ebrei da salvare) ma elemento esplicativo importante della realtà poi itica, passata e contemporanea. Di fronte a un quadro e a un linguaggio come questo (il culturame, le accuse di servilismo e di interesse personale) si resta interdetti. Si tratta di un discorso totalizzante che è insieme assurdo e difficile da smontare in poche pagine. Qualunque esempio in contrario rientra nelleeccezioni.11 critico in nessun mododefinibile come ebreo fa parte dei non ebrei•ebrei e parla per servilismo e interesse personale. Questo quadro e questo linguaggio segnalano un vuoto di conoscenza dellaculturaeuropea del novecento che si è creato e che la lettura e la discussione devono colmare perché imostri del passato si stanno riaffacciando e non solo dalle colonne di ·'La lente di Marx" ma nellaculturaenellapolitica italiana e non solo italiana. Nonsi tra.ttasolodiaffermarechel'esistenz.adiunovvioschicrai:nento politicoepraticodegliebreìcheinqualchemodoperritualitàoadesione alle associazioni si ritengano tali non solo nonè di perséevidente maè negata dai fatti, daidibauiti, da divisioni politichecostose, rischioseed evidenti, da polemicheedifferenze, in Italia ed altrove. Ci si vergogna quasi adoverscriveredellerighecosì. E non c'èbisognodi millantare conoscenze che non si hanno sui comportamenti pubblici e privati di personaggi mitici o emblematici come i finanzieri di fama mondiale

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==