Linea d'ombra - anno XII - n. 98 - novembre 1994

64 STORIE/NGUGI banco, con gli occhi dei ricchi e dei poveri puntati addosso. E lei, con i suoi occhioni, i braccialetti ai polsi e gli orecclrin:iconservava la stessa aria di annoiata indifferenza. Beatrice, che spazzava erifaceva i letti, divenne ancor più invisibile. Le ragazze che avevano trovato la cuccagna la guardavano dall'alto in basso. Combatteva la vita con i sogni. Dopo aver messo lenzuola pulite in letti che erano appena stati testimoni di una lotta di cinque minuti culminata in un grido semisoffocato e una chiazza umida, si metteva alle finestra e guardava le automobili e gli autisti, e ben presto fu in grado di riconoscere tutti i proprietari dalle targhe delle loro vetture e dalle uniformi degli autisti. Sognava di amanti che sarebbero venuti a prenderla in lustre Mercedes coupé a due posti. Si vedeva mano nella mano con quell'amante, a spasso per Nairobi e M0mbasa, il ticchettio dei tacchi alti sul selciato, passi corti e svelti, sveltissimi. E poi si sarebbe fermata di colpo davanti a una vetrina, esclamando al contempo: "Caro, mi compreresti quelle ...?" "Quelle cosa?" avrebbe chiesto I ui, fingendosi irritato. "Quelle calze, caro." Quando si immaginava benestante, si vedeva con tante paia di calze, senza smagliature né buchi. Non avrebbe mai più rammendato cose strappate. Mai, mai e poi mai. Capito? Mai più. Poi diventava l'orgogliosa padrona di parrucche di vari colori, bionde, brune, rosse, afro, parrucche, parrucche, tutte le parrucche del mondo. Solo allora tutta la terra avrebbe cantato alleluia alla grande Beatrice. In momenti simili si sentiva esaltata, dimentica del suo carattere ombroso, non era più una che spazzava pavimenti e rifaceva letti per una sveltina, ma Beatrice, discendente di Wangu Mak:eri che faceva tremare gli uomini dal desiderio per il suo corpo nudo bagnato dalla luna, figlia di Nyang'endo, fondatrice della moderna Ilmorog, di cui spesso cantavano che aveva reso impotente più di un amante. Ma poi si accorse di lui, l'esatto opposto dell'amante dei suoi sogni. Arrivò un sabato pomeriggio al volante di un camion da cinque tonnellate. Lo parcheggiò con cura di fianco alle Mercedes, le Jaguar e le Daimler, non come un camion, ma come una di quelle lucide auto color crema, tanto sembrava esserne orgoglioso. Indossava un vestito grigio troppo largo per lui, sul quale portava un pesante cappotto militare color cachi. Tolse il cappotto, lo piegò accuratamente e lo mise sul sedile davanti. Chiuse tutti gli sportelli, si diede una spazzolatina, quindi fece un giro attorno al camion come per controllare un eventuale guasto. Pochi passi prima di entrare al Treetop, si voltò per gettare un ultimo sguardo al suo camion che giganteggiava sulle altre cose. Al Treetop si accomodò in un angolo e con tono di voce alquanto alto e insolente, ordinò una Kenya. La bevve con gusto guardandosi attorno in cerca di una faccia nota. E infatti riconobbe uno dei pezzi grossi e subito gli ordinò una bottiglia da un quarto di Vat 69. Questa fu accettata con un semplice cenno del capo e un sorriso condiscendente ma, quando tentò di far seguire una conversazione alla sua generosità, fu risolutamente ignorato. Si irrigidì, sprofondò nella sua Muratina. Ma solo per un momento. Tentò di nuovo: si trovò di fronte dei visi accigliati. I suoi tentativi di unirsi al coro delle barzellette erano ancor più patetici: rideva troppo rumorosamente, i pezzi grossi si interrompevano, si sentiva ridere solo lui. Più tardi quella sera si alzò, contò parecchie banconote sgualcite e le porse a Nyagfithii dietro al banco a quanto pare perché le tenesse. La gente bisbigliava, mormorava, alcuni ridevano con una certa ironia, anche se erano piuttosto impressionati. Ma questo gesto non gli valse l'accettazione immediata. Si diresse barcollando verso la stanza che aveva prenotato, la numero 7. Beatrice gli portò le chiavi. Le lanciò un rapido sguardo, quindi se ne disinteressò del tutto. Da allora tornò tutti i sabati. Alle cinque, quando la maggior parte dei pezzi grossi erano già seduti. Ripeteva lo stesso rituale, tranne la scena del denaro, e incassava sempre una sconfitta. Sedeva quasi sempre nello stesso angolo e affittava sempre la numero 7. Beatrice cominciò ad aspettare con ansia i giorni in cui arrivava e, senza rendersene conto, gli teneva la stanza pronta. Spesso, dopo essere stato profondamente umiliato dall'importante compagnia, tratteneva Beatrice e le parlava, o piuttosto parlava da solo in sua presenza. La sua vita era stata piena di battaglie. Non era mai andato a scuola, anche se aveva desiderato istruirsi. Non ne aveva mai avuto l'opportunità. Suo padre aveva occupato abusivamente un terreno nell'area colonizzata dagli europei nella Rift Valley. Aveva significato molto in quell'epoca di colonialismo. Tra l'altro significava che un uomo e la sua prole erano condannati a un avvenire di sudore e duro lavoro per i demoni bianchi e i loro figli. Si era unito alla lotta di liberazione e come gli altri era stato mandato in prigione. Di ritorno dalla prigione, era come sua madre l'aveva dato alla luce. Senza niente. Con l'indipendenza scoprì che non possedeva il tipo d'istruzione che avrebbe potuto piazzarlo in una delle occupazioni ancora vacanti. Iniziò come carbonaio, poi come macellaio, a poco a poco spianandosi la strada per diventare un grosso autotrasportatore di verdura e patate dalla Rift Valley e dal distretto di Chiri a Nairobi. Era orgoglioso di quello che si era conquistato. Ma lo faceva stare male il fatto che altri, arrivati alla loro attuale posizione agiata a suon di prestiti e borse di studio, non accettassero la gente come lui. Così continuava a brontolare, rimuginando sull'istruzione che non avrebbe mai avuto e parlando di opportunità migliori per i suoi figli. Quindi contava attentamente il denaro, lo metteva sotto il cuscino e mandava via Beatrice. Talvolta le comprava una birra ma si vedeva che era sospettoso nei confronti delle donne, capaci solo di spillare quattrini agli uomini. Non era mai stato sposato. Una notte andò a letto con lei. Al mattino tirò fuori una banconota da venti scellini e gliela diede. Lei accettò i soldi con uno strano senso di colpa. Lui lo fece per parecchie settimane. Non le spiaceva il denaro. Era utile. Ma lui pagava il suo corpo nello stesso modo in cui avrebbe pagato un sacco di patate o di cavoli. Con quella sterlina aveva pagato i suoi servigi: lei lo ascoltava, si sorbiva le sue recriminazioni contro quelli di cui parlava sempre, e per una notte si gravava del peso della sua condizione maschile. Lei cominciava a essere stufa del suo egocentrismo, delle sue storie che non cambiavano mai di una virgola, ma in un certo senso sentiva che lui, sotto sotto, aveva nutrito qualcosa, un fuoco, un seme, ùn fiore che stava soffocando. In lui vedeva un compagno di sventura e ne attendeva con impazienza le visite. Anche lei desiderava tanto parlare con qualcuno. Anche lei desiderava tanto confidarsi con un essere umano che la capisse. E così fece un sabato sera, interrompendo tutt'a un tratto il racconto della difficile scalata in società dell'uomo. Non sapeva perché l'avesse fatto. Forse perché fuori pioveva. La pioggia tamburellava leggermente sulle lamiere di ferro ondulate, portandosi dietro una sensazione d'indifferenza tiepida e sonnolenta. Lui ascoltava. Doveva ascoltare. Lei veniva da Karatina presso Nyeri. I suoi due fratelli erano stati freddati dagli inglesi. Un altro era morto in prigionia. Era, si fa per dire, figlia unica. I suoi erano poveri. Ma lavorando sodo sul· loro brullo fazzoletto di terra riuscirono a pagarle le tasse della scuola elementare. I primi sei anni aveva sgobbato. Il settimo anno, aveva probabilmente rallentato il ritmo. Non passò con una buona media. Naturalmente conosceva molti con gli stessi voti che erano andati in buone scuole superiori statali. Ne conosceva qualcun altro con voti meno brillanti che era andato in scuole prestigiose solo per le sue conoscenze altolocate. Ma non poté frequentare nessuna scuola superiore in cui si pagasse una retta ragionevole. I suoi genitori non potevano permettersi le tasse

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