Linea d'ombra - anno XII - n. 98 - novembre 1994

Foto di Alvaro Rodriguez/Cover/Controsto. razione che non sarebbe stata mai più un tutt'uno con la terra, il raccolto, il vento e la luna. Non erano per loro i bisbigli nelle siepi buie, non era per lei ballare e fare l'amore al chiaro di luna, con le colline di Tumu Tumu che si innalzavano a toccare il cielo. Si ricordò di quella ragazza del suo villaggio che malgrado la vita apparentemente ricca di successi, dopo essere stata la mantenuta di una sfilza di uomini ricchi a Limuru, si era uccisa con il gas. Questa generazione era adesso intimorita dal mistero della morte, così come era insensibile al mistero della vita; quante ragazze madri avevano gettato i loro figli nelle latrine piuttosto di perdere quei privilegi? La morte della ragazza divenne oggetto di battute. Era passata a miglior vita - senza fatica, dicevano. Dopo, per una settimana, anche Beatrice pensò di passare a miglior vita. Ma non ne fu capace. Voleva l'amore, voleva vivere. A Ilmorog aprirono un nuovo bar. Il Treetop, bar, pensione e ristorante. Beatrice non riusciva a capire perché proprio "Treetop" se non per il fatto che fosse un edificio alto: sala da tè al pianterreno e birreria in un locale all'ultimo piano. Il resto era costituito da stanze per pensionanti da cinque minuti o una notte. Il padrone era un funzionario statale in pensione che però aveva ancora le mani in pasta in politica. Era ricchissimo e possedeva aree fabbricabili e imprese in ogni grande città del Kenia. Pezzi grossi di tutto il paese frequentavano il suo bar. Pezzi da novanta con la Mercedes. Pezzi da novanta con la Bentley. Pezzi da novanta con la Jaguar e la Daimler. Pezzi da novanta con gli autisti in uniforme, annoiati e sonnolenti, nelle auto parcheggiate fuori. Ce n'erano altri non alSTORIE/ NGUGI 63 trettanto importanti che venivano a rendere omaggio ai potenti. Parlavano soprattutto di politica, e del loro lavoro. Il pettegolezzo era all'ordine del giorno. Come, non lo sapeva? Davvero, il signor Tal dei Tali è salito di grado. Veramente? E il tal altro è stato licenziato. Appropriazione indebita di denaro pubblico. Che stupido. Per niente furbo. Discutevano, litigavano, a volte venivano alle mani, specialmente durante la campagna elettorale. L'unico punto su cui tutti erano d'accordo era che la comunità Luo era la causa principale di tutti i disordini in Kenia; che gli intellettuali e gli studenti universitari vivevano in una terra d'avorio fatta di privilegio e arroganza; che Kiambu aveva una notevole quota di immobili; che gli uomini di Nyeri e Muranga avevano acquisito il controllo degli affari a Nairobi e stavano espandendosi perfino nel distretto di Chiri; che i lavoratori africani, soprattutto quelli delle aziende agricole, erano degli scansafatiche gelosi di "noi" che avevamo raggiunto con fatica una prosperità inaspettata. Altrimenti ognuno decantava i suoi meriti o ricambiava complimenti. A volte tra i fumi dell'alcool e in un momento di autocompiacimento, uno ordinava due giri di birra per tutti i presenti nel bar. Anche i poveri di Ilmorog venivano al Treetop pur di essere insieme ai nouveaux riches. Beatrice vi trovò lavoro: spazzare e fare i letti. Qui, per qualche settimana, le sembrò di sfiorare la grandezza. Ora rifaceva il letto a uomini che fino a quel momento aveva conosciuto solo come nomi. Osservava come persino i poveri tentassero di bere e di comportarsi da signori in presenza dei potenti. Ma ben presto il destino riuscì a raggiungerla. Da altri bar le ragazze arrivarono in massa al Treetop. Ragazze che aveva conosciuto a Limuru, ragazze che aveva conosciuto a Ilmorog. E molte si erano legate a uno o più pezzi grossi, spesso giocando a nascondino con i loro numerosi amanti e facendo di tutto per non farsi ritrovare. E NyagGthi'ìera là dietro al

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