Linea d'ombra - anno XII - n. 98 - novembre 1994

Glenn langan e Cathy Downs in Amazingcolosso/man, 1957. Foto Grazia Neri. È per questo che gran parte degli scrittori di fantascienza sono di origine anglosassone? Ciò non è del tutto vero. Dopo la caduta del muro, abbiamo scoperto un gran numero di scrittori che operavano nei paesi del1'Europa del!' Est, sebbene le loro opere non fossero conosciute in Occidente. Personalmente, oggi ho molti contatti con scrittori russi, romeni, ucraini, bulgari, ecc.L'Europa de Il'Est ha una grande tradizione fantascientifica. Ma anche l'Unione Sovietica era un paese tecnologicamente avanzato, basti pensare alla corsa per la conquista dello spazio ingaggiata con gli americani. .. È vero. Come in fondo è vero che la fantascienza è un genere occidentale, senza escludere evidentemente il Giappone. Secondo me, tuttavia, più che di una tecnologia sviluppata, la fantascienza ha bisogno della coscienza della dinamica di sviluppo della tecnologia. In realtà, occorre che sia diffusa la convinzione che il futuro sarà diverso dal passato e dal presente. Alla fantascienza è necessario lo spirito progressista dell'evoluzione. Questa forse è un'idea occidentale, giacché l'occidente crede appunto in una civiltà umana che si evolve progressivamente. In Oriente, nell'induismo e nel taoismo, prevale piuttosto l'idea del ritorno ciclico. Secondo alcuni, nella nostra società il discorso scientifico avrebbe unaforte potenzialità evocatrice e ampie possibilità narINCONTRI/ SPINRAD 57 rati ve. Forse è proprio questo uno dei motivi del successo della fantascienza? In parte forse sì. Ma non è possibile dare una risposta univoca, giacché mi sembra che ci siano anche altre ragioni. Si pensi, ad esempio, al tema della trascendenza, che nella storia umana è sempre stato gestito dalle religioni tradizionali. Secolo dopo secolo, il mondo sconosciuto su cui si fondava la trascendenza della religione si è sempre più ristretto. Oggi, per noi, la realtà fisica non ha più segreti. Nella realtà contemporanea la scienza sta sostituendo la religione, tanto è vero che la relazione psicologica della gente con la scienza è simile a quella che nel passato legava gli uomini alla religione. Evidentemente, non voglio dire che la scienza sia diventata una religione moderna, ma molte cose spingono in questa direzione. Così, il problema dell'immortalità si è spostato dal piano religioso a quello scientifico. Non a caso su questo tema ho imperniato il romanzoDeus X. È per questo che nella fantascienza ritroviamo talvolta un certo misticismo di stampo scientifico? La scienza vorrebbe spiegare la totalità dell'universo e quindi finisce per occuparsi di questioni che inizialmente appartenevano al dominio della religione. Si pensi ad esempio al problema delle origini dell'universo. Non è un caso, quindi, che la chiesa abbia sempre cercato di ostacolare il progresso scientifico, giacché la spiegazione scientifica è in conflitto con la spiegazione religiosa. Tutto ciò per dire che sia la scienza sia la religione finiscono per muoversi quasi nella stessa prospettiva. Così, quando la scienza si occupa dei quanti o della cosmologia generale finisce per avere punti di vista ancora più mistici di quelli della

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