Linea d'ombra - anno XII - n. 98 - novembre 1994

48 INCONTRI/ SPENDER potessi scrivere su di loro allo stesso modo. Cyril Connolly per esempio assomiglia a uno di questi personaggi che si incontrano nell'inferno dantesco ... Perché non scriverci qualcosa? Incapsulare la vita di Cyril Connolly in una trentina di versi nella forma che più si conviene a qualcuno che si incontra dopo la sua morte. Mi sono chiesto: devo usare la terza rima oppure un verso libero che si limiti a richiamarla, quale potrebbe essere la forma giusta? In The Life and the Poet lei definisce la poesia di Auden come un tentativo disperato di guarire una Waste Land spirituale e psichica, quale poteva definirsi il panorama dell'Inghilterra degli anni Venti e della prima metà degli anni Trenta. Condivideva un simile atteggiamento? Il padre di Auden era medico ed era molto interessato alla psicoanalisi. Così Auden ebbe fin da ragazzo la possibilità di leggere molti testi di questa disciplina e certamente quando era studente a Oxford trattava un po' tutto in termini psicoanalitici, a partire dalle nevrosi della gente. Una delle parole preferite da Auden erasymptomatic, il comportamento della gente erasintomatico di una condizione psicologica. Per quanto mi riguarda non posso dire di aver mai giudicato troppo le persone sulla base delle loro nevrosi, anche se certo, talvolta, mi ci sono soffermato. Cosa pensa di Edward Upward? Ho sempre ammirato moltissimo Edward Upward, che ritengo uno scrittore estremamente interessante. Per noi fu una specie di modello, in particolare per Christopher Isherwood. C'era un rapporto privilegiato tra lui e noi, e quando dico noi intendo lsherwood, Auden, me stesso e MacNiece. Upward era un po' più anziano. Ha all'incirca dieci anni più di me e a quel tempo si interessava principalmente del rapporto tra scrittura e politica. Era un comunista e cercava di esprimerlo nella sua narrativa, creando un tipo di letteratura che rappresentasse una visione P'UU:LUl 06TT■ CHI LOWI: Per grattarsi il mignolo. Per sposarsi l'anulare. Per insultare il medio. Per viaggiare il pollice. Per leggere l'Indice. E in edicola L'Indice di questo mese. Assaporate il vero gusto della cultura. E non accontentatevi di un assaggio. abb!':!;;':i:~:o;~:;: 1;•1e tNuttelDeindliccazioniEper come ricevere in regalo la tessera sconto valida in tutte le DEI LIBRI DEL MESE Librerie Messa1;1;erie. COME UN VECCHIO LIBRAIO. comunista della vita; e a me, quando ero giovane, così come a Isherwood e Auden, quel tipo di scrittura interessava molto. Ammiro Upward ancora adesso, e lo dimostra l'introduzione che ho scritto recentemente per una sua raccolta di racconti. Negli ultimi decenni lapoesia inglese degli anni Trenta è stata oggetto di riscoperta e di approfondimento. Ritiene che vi possano essere ulteriori prospettive di sviluppo critico? Penso che la poesia degli anni Trenta sia parte della storia. Non tocca a noi poeti indicare delle nuove prospettive di studio; per noi è stato comecasting old bread upon the water(dare senza attendersi nulla in cambio; lett.: lanciare del pane raffermo sull'acqua, N.d.T.). Uno spera sempre che qualcosa possa rimanere, possa contare ancora nel futuro, ma naturalmente siamo anche gli ultimi a sapere se questo si verificherà mai. Tendiamo tutti a dare una grande importanza alle persone creative. Che dire allora dei dottori? Una persona che si rendeva assai bene conto di questo era John Keats. Era consapevole che la creatività, l'immaginazione da sole non bastavano. Keats agli inizi del XIX secolo era studente di medicina e lavorava in ospedale. In questo modo poté vedere con i propri occhi cosa significava soffrire come soffriva quella gente in ospedale. Keats disprezzava l'atteggiamento di poeti come Shelley e Byron che davano per scontato che l'uomo di genio fosse superiore a tutti gli altri. Keats diceva invece che le uniche persone davvero superiori sono quelle per le quali soffrire significa soffrire sul serio, non un'immagine poetica, o 1'imagery del soffrire. Quando lui stesso si ammalò scrisse una grande poesia, The Fall of Hyperion, che mi colpisce sempre molto ogni volta che la leggo. Ritengo che l'artista in generale sia una persona molto fortunata: un poeta scrive quattordici versi e può sperare che siano ricordati ancora dopo cento anni. Quali sono le sue opinioni sulla poesia inglese moderna? Penso che il XX secolo sia stato un grande secolo per la poesia inglese, e questo sorprendentemente, perché nessuno nel 1910 avrebbe potuto aspettarsi simili risultati. Nel 191 O la poesia era in decadenza e sembrava limitarsi a guardare indietro a forme poetiche del secolo precedente. Poi venne il momento dei modernisti e la poesia inglese si arricchì del contributo di due americani: T.S. Eliot e Ezra Pound. Quando eravamo studenti ci nutrivamo della poesia di Eliot e cercavamo di imitarla, ma la poesia di Eliot è molto difficile da imitare. Negli anni Trenta potemmo scrivere versi politici grazie proprio al fatto che la poesia era diventata estremamente idiomatica. Durante gli anni Venti e Trenta il lessico dei poeti si ampliò incredibilmente, divenne possibile utilizzare il linguaggio della gente comune e scegliere il tema che si riteneva migliore. Penso che oggigiorno l'insidia si nasconda nel fatto che tutto ciò è diventato troppo facile, è troppo facile per i poeti scrivere sugli aspetti quotidiani della vita; in questo modo la poesia si è avvicinata troppo a un certo tipo di giornalismo. Dovrebbe tornare a essere più difficile, quantomeno più difficile da scrivere, più formale. Riallacciandoci al tema che abbiamo discusso all'inizio, che effetto lefa vedere quanto sta accadendo oggi in Europa? Sto assistendo a cose che ho l'impressione di aver già vissuto prima, spero che tutto questo non condurrà a una dittatura e a tutto ciò che si intende per Fascismo. Non credo possibile che si possa manifestare nella stessa forma, anche perché spero che la gente oggi sia consapevole di quanto è accaduto in passato, che la lezione degli anni Trenta, insomma, sia servita.

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