Linea d'ombra - anno XII - n. 98 - novembre 1994

MERRYENGLAND 47 Stephen Spender IL ROSSO DECENNIO BRITANNICO IncontroconFabioMacherelli Stephen Spender è nato a Londra nel 1909. Insieme al gruppo di W.H. Auden (di cui facevano parte anche Louis MacNeice, Ceci I Day Lewis e Christopher lsherwood) ha formato la "generazione degli anni Trenta" inglese. Molte delle sue opere di critico, saggista e poeta sono uscite anche in Italia, tra le più recenti l'autobiografia Un mondo nel mondo, sugli anni dal '28 al '39, e i Diari 1939-1983 (Il Mulino) e il romanzo Il tempio (Anabasi 1994). In The Thirties and After lei afferma che gli anni Trenta furono un decennio in cui gli eventi indussero l'individuo a sentire che poteva contare Ritiene che nelle poesie che ha scritto nei decenni successivi sia in qualche modo ancora rintracciabile questa confluenza di pubblico e privato? qualcosa. In che modo questo influen- L.MacNeice, T. HughesT, S. Eliot,Audene Spender zò la sua poesia? nel 1963. Fotodi MarkGerson. No, non penso. Perlomeno, quando scrivo poesie non mi preoccupo che siano politiche. Ritengo che l'arte mantenga in ogni caso delle implicazioni politiche. Dipende dalla personalità dell'artista. Penso che quando il pittore dipinge, così come il poeta quando scrive, manifesti un suo atteggiamento nei confronti della vita e che sia in questo senso che si possa parlare di implicazioni politiche, di libertà. E in primo luogo di libertà d'espressione. È per questo motivo che i regimi autoritari non amano molto i poeti e gli artisti in genere. Gli anni Trenta sembrano un decennio in qualche modo separato da ciò che accadde dopo. Fu un decennio molto individualistico; questo significa che c'erano alcuni individui che erano consapevoli della situazione politica in ~un modo in cui i politici di professione non lo erano. Voglio dire che mentre per esempio i politici di professione ritenevano che sarebbero potuti giungere a un qualche accordo con Hitler, quelle persone che subivano da vittime il nazismo o il fascismo, per motivi razziali, come gli ebrei, oppure politici, si rendevano conto esattamente di quello che stava per accadere, come tutto ciò stesse portando verso una guerra mondiale. Lo sentivamo anche noi così come sentivamo durante la Guerra Civile Spagnola che la vittoria dei repubblicani avrebbe rappresentato un'ancora di salvezza per la democrazia e avrebbe evitato la Seconda Guerra Mondiale. Per questo c'era una grande pressione sull'individuo e la gente sentiva di dover dare il proprio contributo alla causa repubblicana. In questo senso gli anni Trenta possono dirsi un decennio individualistico. E la conseguenza fu che poeti come Auden, che fino a quel momento erano stati apolitici e non poteva importare loro meno della politica, ne furono invece completamente coinvolti. Fu il nazismo a creare l'antinazismo e a unire tutte quelle persone apolitiche e a farle diventare politiche. Ritengo che all'inizio degli anni Trenta sia io che i miei amici fossimo del tutto apolitici. Diventammo politici perché ci rendemmo conto di come, specialmente in Germania, vi fossero tanti individui che venivano perseguitati, tra cui anche molti artisti; decidemmo perciò di schierarci per tutelare la libertà individuale. Come ho detto prima, furono il Nazismo e il Fascismo acreare Antinazismo e Antifascismo, una classe politica formata da persone che si schieravano per la libertà di parola e per la libertà di espressione e che in tempi normali, tempi in cui queste libertà fossero state garantite, non avrebbero assunto posizioni politiche così precise. Quali rimangono per lei le prove più significative de/decennio rosso della poesia inglese? Penso che se dovessi scegliere, sceglierei quelle poesie che scrissi durante la Guerra Civile Spagnola che esemplificano meglio di altre quello che fu il mio atteggiarpento in quegli anni. Sto pensando a Port Bou per quanto mi riguarda; in assoluto sceglierei invece September, 1st 1939 di Auden scritta a New York all'inizio della guerra. Si è scritto che il vero elemento coesivo della poetica trentista sia da ricercarsi nell'utilizza di certe immagini e di certi simboli. È d'accordo? Durante gli anni Trenta tentammo un po' tutti di utilizzare la imagery che ci veniva dall'industria. Penso a una poesia come The Pylons. Ritengo che quel tipo di sensibilità dovesse molto al cinema, in particolare al cinema sovietico, ai film sovietici degli anni Venti e a registi come Ejzenstejn e Vertov; film che utilizzavano una imagery "moderna": piloni, macchinari industriali, ingranaggi, un effetto che noi ritenevamo poetico. Quando Isherwood e io eravamo a Berlino, ogni volta che potevamo andavamo al cinema a vedere questi film. Più nel concreto però né Auden né io eravamo troppo consapevoli di utilizzare una imagery comune. Spetta agli altri decidere se lo abbiamo fatto. Il poeta pensa semplicemente: voglio scrivere una poesia su questo tema; oppure gli capita di leggere qualcosa e di chiedersi quale potrebbe essere una versione moderna di quanto ha letto. Come è successo a me proprio stamattina mentre stavo leggendo l'Inferno di Dante. Ho cominciato a pensare: come faceva Dante? Sceglieva delle persone che aveva conosciuto e le faceva confessare davanti a lui; così mi sono venuti in mente i miei amici e mi sono chiesto se per caso non

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