Linea d'ombra - anno XII - n. 98 - novembre 1994

46 SAGGI/ AUDEN immediata utilità. Un'ipotesi scientifica costituisce una struttura provvisoria atta a organizzare l'esperienza futura: una Weltanschauung artistica è una struttura fissa, scelta dall'artista in quanto la più adatta a organizzare l'esperienza passata. Per essere utile all'artista un'idea generale deve poter comprendere le esperienze più contraddittorie, così come contenere le sfumature più sottili ed essere passibile di interpretazioni ironiche. Anche il politico trova utile un'idea generale, ma per il suo fine, che è quello di assicurarsi l'unanimità nell'azione, sfumature e ironia costituiscono uno svantaggio. Le virtù politiche di un'idea sono la semplicità e l'infallibilità. "Come si può pensare di fornire alla gente una fede cieca nella validità di una dottrina se con i continui mutamenti della sua struttura spargiamo incertezza e dubbio?" (Hitler) La massima dell'artista: "Chi generalizza è perduto". La massima del politico: "Caso difficile, cattiva legge". Noi non critichiamo gli artisti del passato per essersi attenuti a credi religiosi, politici o scientifici diversi dai nostri. Critichiamo gli artisti contemporanei perché siamo confusi di fronte alla nostra epoca e guardandoci intorno alla disperata ricerca di risposte ai nostri problemi, rimproveriamo indiscriminatamente coloro che non riescono a fornirle, dimenticandoci che l'artista non pretende di fornire risposte ad alcunché. Gli artisti, anche quando mostrano di attenersi a dogmi religiosi o politici, vi vedono cose diverse da quelle degli organizzatori della loro chiesa o del loro partito.C'è più affinità tra la mia visione della vita e quella di Claudel che non tra quella di Claudel e quella del vescovo di Boston. Il Prolifico e il Divoratore: l'Artista e il Politico. Facciamo in modo che si rendano conto di essere nemici, cioè del fatto che ognuno di essi ha una visione del mondo che deve rimanere incomprensibile all'altro. Ma facciamo anche in modo che si rendano conto che sono entrambi necessari e complementari, e che inoltre vi sono buoni e cattivi politici, buoni e cattivi artisti, e che il buono deve imparare a riconoscere e rispettare il buono. Quando incontra un estraneo l'artista si chiede: "Mi piace o non mi piace?". Il politico si chiede: "È un Democratico o un Repubblicano?". Scrittori che cercano, come fa D.H. Lawrence in/l serpente piumato, di costruire propri sistemi politici, si rendono invariabilmente ridicoli perché costruiscono sulla base della loro stessa esperienza, trattano lo Stato moderno come una parrocchia e la politica come una questione di rapporti personali, laddove la politica moderna si interessa quasi esclusivamente di rapporti impersonai i. In questo modo il detto di Lawrence secondo il quale "Talvolta la rabbia è giusta, la giustizia non lo è mai", è un eccellente consiglio per gli amanti, ma applicato alla politica può soltanto significare: "Picchiate quelli che non sono d'accordo con voi". Una delle grandi attrattive del Fascismo sta nella sua pretesa che lo Stato sia un'unica Grande Famjglia: la sua insistenza su Sangue e Razza è un tentativo di indurre l'uomo della strada a pensare che i rapporti politici siano personali. L'educazione politica dell'uomo della strada si limita ai rapporti personali e lui, disorientato di fronte alla vita industriale moderna e pieno di risentimento verso di essa, trova difficile resistere a un movimento che gli si rivolge in modo così rassicurante da un punto di vista personale. Una delle ragioni principali che mi rendono certo che il Fascismo sia impostura è che assomiglia troppo a quelle utopie progettate dagli artisti a tarda notte al tavolo di un caffè. Le opere d'arte vengono create da individui che operano da soli. Il rapporto fra l'artista e il pubblico è un rapporto al quale, a dispetto di ogni strategia editoriale, l'economia del libero scambio si applica sul serio, poiché non vi è né obbligo né competizione. Ne consegue che gli artisti, allo stesso modo dei coltivatori diretti, sono anarchici che odiano il Governo e non hanno dunque nessun interesse personale che possa far loro considerare la sua ingerenza come necessaria. Devo ancora incontrare quell'intellettuale di sinistra che non ritenga che il vero motivo di fascino del Comunismo consista nella sua romantica promessa che con il trionfo del Comunismo lo Stato scomparirebbe. Allo stesso modo, se si leggono, per esempio, le poesie di Roy Campbell non è difficile vedere come per lui Fascismo significhi una vita eroica fatta di corride, corse automobilistiche e belle donne, in cui a grandi passi, testa scoperta e spalle larghe, si avanza magnificamente verso l'alba. I destini di Gideedi Unamuno stanno a testimoniare cosa accade quando il sogno dell'artista si confronta con la realtà politica. Un desiderio di esperienze nuove, uno sdegno di tipo umanitario di fronte ali' ingiustizia e alla crudeltà, anche se miopi, sono perlomeno nobili motivazioni per le quali darsi alla politica. Ma ve ne sono altre, e pochj di noi possono dirsene completamente estranei, che sono meno piacevoli. Nella nostra attività politica c'è una componente di arran1picamento sociale di vecchio stampo più ampia di quanto non si voglia ammettere. Ricevere approvazione sociale, ottenere lodi per la propria opera, anche se per ragioni sbagliate, è sempre gratificante, ma non è la strada che conduce al successo artistico o politico. Io stesso troppe volte ho parlato della necessità di un'arte popolare per non sentirmi a disagio quando sento nominare l'argomento. "Fra coloro che più si impegnano per il partito troveremo, come Rimbaud a Harar, quelli che Dio ha abbandonato." (Connolly) Troppo spesso, ahimè, invece di ammettere allegramente di essere stati abbandonati e dedicarsi ad attività per le quali sono più portati, non riescono a lasciar in pace le arti, e si ripropongono come critici.L'amarezza del falljmento distorce qualsiasi cosa essi scrivano. Vi sono molte persone, tra cui alcuni artisti, che oggi ricercano nella politica una sorta di evasione dall'infelicità della loro vita privata, allo stesso modo in cui un tempo si cercava rifugio in un monastero o in un convento. Spinti da invidia e da odio spargono malessere ovunque si rechino e sciupano qualunque cosa tocchino. Ma se gli artisti non capiscono niente di politica, lo stesso accade ai politici con l'arte. Nel passato talvolta era possibile che un appartenente ad una solida classe dominante si potesse permettere di diventare connaisseur e politico ad un tempo. Ma non oggi. Lo Stato Moderno che patrocina le arti. Che orrore. Si pensi agli edifici di Washington. Si pensi a quelle gigantesche statue erette in tutto il mondo che rappresentano il Lavoratore, il Trionfo del Fascismo, la Libertà di Stampa. Si pensi agli Inni Nazionali. Artisti e politici andrebbero più d'accordo in un periodo di crisi come questo, se soltanto i secondi si rendessero conto che la storia politica del mondo sarebbe stata identica anche se non fosse mai stata scritta una sola poesia, dipinto un quadro, o composta una battuta musicale. Se il criterio delJ'arte consistesse nel suo potere di incitare ali' azione, Goebbels sarebbe uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Tolstoj, il quale, sapendo che l'arte non fa accadere njente, la mise da parte, deve essere rispettato più di quel cntico marxista che si ingegna di ricercare le motivazioni adatte ad ammettere i grandi artisti del passato nel Pantheon di Stato. . Copyright Estate di W.H. Auden 1939.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==