44 SAGGI/ AUDEN economici, sembrano costretti a sostituirli con altri sociali e governativi, tanto da assomigliare, e per i miei gusti troppo da vicino, allapublic school inglese. Il politico avrà avuto successo soltanto quando e soltanto se sia stato in grado di creare una società che garantisce la libertà della classe dei rentier da pressioni sociali, eliminando allo stesso tempo l'ingiustizia economica sulla quale si fonda. Non so se questo sia possibile, ma anche se lo fosse, dubito che il politico ne potrà mai fare il suo obiettivo, poiché conseguirlo vorrebbe dire distruggere la sua professione, dal momento che le pressioni sociali sono per lui un mezzo pari a quello che la lingua è per il poeta. A ventidue anni la mia rendita cessò e io darentier divenni un·maestro in una scuola convitto per figli benestanti. La tribù primitiva governata da demoni che mi aveva atterrito e affascinato da ragazzino mi appariva adesso, da dipendente, in una luce più prosaica come un'impresa commerciale privata operante nell'ambito di un capitalismo regolato dal laissez-faire, una bottega nella quale, come in ogni altro tipo di bottega, il successo dipendeva dalla nostra capacità di allettare i clienti più dei nostri concorrenti. Per la prima volta in vita mia divenni consapevole del potere del denaro, della tecnica pubblicitaria e della dabbenaggine del pubblico. Politicamente una scuola privata è una dittatura assoluta nella quale il personale esercita il ruolo dei vari Goering, Roehm, Goebbels, Himmler rispetto a un preside Hitler. Vi sono gli stessi intrighi per guadagnarsi i favori, le stesse campagne di pettegolezzi, e di tanto in tanto le stesse epurazioni. Nessuno che dipenda dalla buona volontà degli altri (anche i presidi dipendono dalla buona volontà dei genitori degli alunni, proprio come un dittatore che deve convincere le masse) può evitare di diventare un politico, e questo comporta oltre a tanti consensi di facciata, anche una buona dose di spudorate menzogne. Essere costretti a diventare politici significa essere costretti a condurre una doppia vita. Forse questo non avrebbe importanza se si potessero tenere le due cose separate riuscendo a distinguere dall'altra quella vera. Ma per riuscire in una cosa ci si deve credere, perlomeno nel momento in cui la si fa, così accade spesso che la vita pubblica finisca con l'assorbire e distruggere quella privata. Quasi tutti gli uomini pubblici diventano vecchi e stucchevoli tromboni. Sarebbe follia immaginarsi che si possano vivere due vite, una pubblica e una privata. Nessuno può servire due padroni. Nella lotta tra vita pubblica e vita privata, la prima vincerà sempre perché è con la prima che si porta a casa da mangiare. Se si vuole sopravvivere spiritualmente come membri di un'organizzazione, si deve possedere un talento particolare in grado di renderci indispensabili a tal punto che quasi ogni comportamento oltraggioso ci viene perdonato. Le prostitute e le cantanti d'opera sopravvivono alle rivoluzioni. C'è anche un altro modo. L'anarchico nascosto in ciascuno di noi, anche ali' amministrazione, fa sì che ogni società tolleri e persino richieda la presenza di un Giullare, di un critico buffone autorizzato. Lo dimostra la popolarità di Charlie Chaplin e dei Fratelli Marx. Sono tuttavia pochi quelli che vengono tollerati e inoltre questa invidiabile posizione è precaria. In qualsiasi momento il Giullare può spingersi troppo oltre e per questo essere frustato. Insegnare è un'attività politica, è come giocare a Dio padre politico, è il tentativo di modellare altri a propria immagine. Poiché ogni individuo è unico, questa autoriproduzione è per fortuna impossibile. I cattivi insegnanti questo non lo sanno, oppure si immaginano ingenuamente di non star tentando di interferire. Un insegnante scopre presto che sono soltanto pochi gli alunni che può aiutare, e molti quelli per i quali non può far niente, se non far loro del male. Gli allievi che mi interessavano di più erano quelli un po' indietro, quelli cioè che non avevano ancora scoperto la loro vera natura; quelli brillanti con interessi simili ai miei oppure quelli che, come io alla loro età, erano anarchici e avevano in odio la scuola. A quest'ultimi tentavo, mentre ne incoraggiavo la ribellione, di insegnare una tecnica di mimetizzazione, di come evitare il martirio. Nei confronti dei politici non potevo far altro che cercare di minarne la fede. Un insegnante che si mantiene in contatto con i propri allievi dopo che hanno terminato la scuola e hanno fatto il loro ingresso nel mondo, è in una posizione particolarmente vantaggiosa per studiare gli effetti che il suo mestiere ha avuto su di una persona. Disfunzioni professionali. Un problema politico di prim'ordine. Una larga percentuale delle professioni oggi disponibili sono dannose. Il padre vittoriano che diceva di preferire sua figlia morta piuttosto che vederla su un palcoscenico era meno stupido di un genitore moderno che è ben lieto di consentire ai propri figli di dedicarsi alla pubblicità o al giornalismo. La sua occupazione impone all'uomo cosa fare e seleziona le sue compagnie. Sono le sue azioni e le sue compagnie a fare l'uomo. Non esiste niente di simile ad un agente di borsa idealista. Non si può entrare in una fabbrica in cui si produce in serie senza sentirsi ali' inferno. E non vi potrà mai essere controllo operaio sufficiente a far mutare questa sensazione. Nella mente umana vi è un meccanismo provvidenziale che ci trattiene dal renderci conto quanto infelici si è.L'infelicità la si realizza soltanto quando è passata, e solo allora ci si chiede come si sia riusciti a sopportare tanto. Se gli operai abbandonassero per sei mesi la vita di fabbrica, vi sarebbe una rivoluzione come il mondo non ne ha mai viste. L'agricoltore, l'Operaio Specializzato, lo Scienziato, il Cuoco, il Locandiere, il Medico, l'Insegnante, l'Atleta, l'Artista. Possibile che davvero non esistano altre occupazioni adatte agli esseri umani? Giudici, Poliziotti, Critici. Sono questi i veri Ordini Inferiori, vite infime e doppie che nessuna persona per bene dovrebbe mai accogliere in casa propria. Fortunato davvero quel giovane che sa di avere una vocazione come quella per la ricerca scientifica, tenuta in gran conto e ricompensata dalla società, e agevole è la sua strada verso la Vita Buona. Molte carriere mi sono precluse in quanto mi mancano i requisiti necessari. Non ho una mente matematica, dunque non potrò mai diventare ingegnere. Ma tra quelle che mi rimangono aperte ve ne sono alcune che nell'utilizzare le mie doti mi renderebbero sempre più umano, e altre che, pur utilizzando esattamente le stesse doti, mi renderebbero sempre più brutale. Il medico e il boia necessitano degli stessi requisiti. Ma questo è astratto idealismo borghese, direte voi. Non possiamo non avere poliziotti: solo una produzione di massa può fornire automobili, frigoriferi, rasoi elettrici il cui costo sia alla portata dei lavoratori. Forse avete ragione. Forse è necessario martirizzarne qualche migliaio per il Bene Comune; Blake lo chiamava giustificazione dell'ipocrita e della canaglia. Ma se potessi non vorrei che né io né nessun'altra delle persone cui tengo finissimo fra i martiri, e trovo disgustosa la vostra compiacenza.
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