SCIENZA/SACHS Sinottica L'altezza permette una visione panoramica. Quanto più si sale tanto più diminuiscono gli ostacoli alla vista e tanto più ci si allontana dalla linea dell'orizzonte. La Luna, tuttavia, non rappresenta la più elevata piattaforma d'osservazione mai raggiunta dall'uomo. Dalla navicella spaziale come dai satelliti artificiali la Terra si offre allo sguardo nella sua interezza (o per lo meno in gran parte), una sinopsi del mondo, che non potrebbe essere più estesa. Un unico sguardo abbraccia più di quanto sia mai stato possibile e la visione d'insieme su mari e continenti svela ampi campi di correlazioni, che in passato erano preclusi all'osservazione umana. Formazioni di nubi e tappeti di alghe, pieghe terrestri e aree abitate assumono la connotazione di figure di ordine superiore, che suggeriscono energicamente che fenomeni in apparenza geograficamente distanti, in realtà, spesso, rappresentano porzioni di relazioni più ampie. Non vi è alcun dubbio che una tale visione d'insieme dia un forte impulso a un pensiero integrativo, di qualsivoglia tipo esso sia, perché ora anche esempi di ordine superiore, alla cui formazione concorrono le singole parti, si assommano nell'osservazione. La capacità sinottica dell'immagine via satellite viene ulteriormente potenziata dal movimento circolare: in soli 90 minuti, durante i quali il veicolo spaziale Columbia orbita intorno alla Terra, molto più in basso passa l'intera sfera terrestre. Si aggiunga che con il passare dei giorni l'orbita si sposta progressivamente, sezione dopo sezione, sulla superficie terrestre, e, a quel punto, risulta evidente che il programma tecnicamente connesso al percorso del satellite offre non soltanto una visione d'insieme, ma una visione universale. Non esistono più angoli morti e neppure punti ciechi, ma al loro posto vi è una visione totale: gli occhi del satellite sono a loro modo onnipresenti e onniscienti. Piccola La distanza. rimpicciolisce. L'effetto forse più sorprendente dell'osservazione dallo spazio, continuamente ribadito dagli astronauti, è il rimpicciolimento della Terra. J ames Irving, che nel 1971 vola con Apollo 15, esprime questa sua esperienza in forma poetica (Kelley 1989): "La Terra ci ricordava una boccia di Natale sospesa nell'oscurità dello spazio. Quanto più aumentava la distanza tanto più si rimpiccioliva. Alla fine si restrinse fino a raggiungere le dimensioni di un mormorio, il mormorio più bello che si possa immaginare". Una frattura drammatica nella percezione: la Terra, un tempo incommensurabilmente grande, sta ora davanti agli occhi di tutti come una piccola boccia. Si tratta veramente di un capovolgimento della prospettiva! Mentre fino a quel momento gli uomini si vedevano circondati- nel bene o nel male -dalla Terra, ora sono essi stessi ad abbracciarla, almeno con lo sguardo. Il capovolgimento di prospettiva è il frutto dell'enorme distanza alla quale vengono catapultati gli astronauti. La distanza dalla Terra, raggiunta grazie a missili spaziali, distorce il senso della misura basato fino a quel momento sulle limitate possibilità delle forze e dei sensi umani. Le percezioni sono ora accessibili, si è creata una realtà che non ha più alcuna relazione con i sensi umani. La proporzione tra l'uomo e la Terra viene addirittura capovolta. L'astronauta Buzz Aldrin ha messo in luce tale miracoloso e allo 90 stesso tempo inquietante ribaltamento dei rapporti: "Infine la Terra divenne talmente piccola, che io avrei potuto farla scomparire dallo spazio semplicemente coprendola col pollice". Che accade quando - diffusa attraverso Tv e fotografie - la Terra rimpicciolita, liberata dai parametri di misura umani, diventa un concetto dominante? Attualmente si possono distinguere due tipi di reazioni. Da un lato si parla della Terra in modo banalmente sentimentale: guardate, com'è minuscola e fragile, ha bisogno delle nostre cure e attenzioni! Dall'altro si fanno sentire voci di autoglorificazioni e onnipotenza umana, che dicono: guardate, com'è facilmente osservabile e maneggevole la Terra, si lascia dominare e tenere sotto controllo! Naturalmente non è escluso che gli argomenti "Preoccupazione" e "Controllo" coincidano. Praticamente in ogni discorso sul "paziente Terra" questi due modi di parlare sembrano concordare. La scoperta della biosfera · Come in passato altri modi di rappresentazione- quali la carta geografica, il preparato anatomico o la radiografia - anche l' immagine della Terra creò una realtà nuova, che può integrare la scienza con nuovi concetti. Nel settembre del 1970, proprio due anni dopo che la Terra era assurta al rango di soggetto fotografico preferito, la rivista "Scientific American" pubblica un numero dal titolo La biosfera. La premessa scritta dall'editore della rivista, inizia con queste frasi: "Le fotografie della Terra mostrano che è di colore verde-blu ... La biosfera - questo sottile strato di aria e acqua e terreno e vita non più largo di 1Omiglia o un quattrocentesimo del raggio della Terra - è dunque lo scenario dell'incerta storia dell'uomo". Gli studiosi, nella pubblicazione in questione, scelgono come oggetto della loro ricerca quei grandi cicli biochimici che, anche a livello planetario, determinano le corrispondenze tra mondo vivente e non: i cicli dell'energia, dell'acqua, del carbonio, dell'ossigeno, dell'azoto, delle rocce. E il loro interesse scientifico si orienta in particolare verso le alterazioni di cicli, che derivano dall'attività umana volta alla produzione di alimenti, energia e materiali. Il concetto di biosfera acquista il suo profilo caratteristico solo con questo oggetto di ricerca - i grandi cicli che uniscono atmosfera, rocce, acqua e organismi nell'involucro vitale della Terra- unito all'interesse conoscitivo che tenta di descrivere quantitativamente e analiticamente le minacce, da parte dell'uomo, alla stabilità di tali cicli. Grazie all'influsso della teoria degli ecosistemi è stato possibile rappresentare le relazioni tra organico e inorganico come cicli quantificabili di sostanze che, attraverso processi di retroazione tendono all'equilibrio nonostante le perturbazioni provenienti dal1' esterno (Sachs 1991). È stato soprattutto nell'ambito del Programma Biologico Internazionale 1964-1974 che il metodo sistemico ha preso il sopravvento in ecologia rispetto ad altri orientamenti, perché esso nella considerazione della collettività si accordava bene col pensiero dell'ecologia sociale di quegli anni (Kwa 1987). Nella concezione della biosfera, lo spazio planetario viene considerato il più grande ecosistema possibile, che tende attraverso meccanismi cibernetici a una condizione di stabilità, minacciata in misura sempre maggiore dall'attività umana.
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