di perle giganti che le pendevano sulla faccia. Nell' XI capitolo del Don Chisciotte, invece, Sancho Panza dichiara di preferire di mangiare pane e cipolla in un angolo, senza cerimonie, piuttosto che piegarsi alle regole della buona etichetta. Alcuni agognano a volare alto, altri preferiscono "trascinare la coda nel fango"2 • Ognuno ha le sue aspirazioni: non si possono livellare. C'è chi sa esattamente cosa vuole ed è inutile fargli forza. Se preferisce "trascinare la coda nel fango", bisogna lasciarlo fare. Poi ci sono quelli che non riescono mai a realizzare le loro ambizioni, che sono sempre in lotta con il destino.C'è ad esempio il mediocre che vuole emergere a tutti i costi, senza rendersi conto che l'ambizione è all'origine delle peggiori frustrazioni. Più la scimmia si arrampica in alto, pih espone il suo rosso deretano. Coloro che fanno di tutto per sbarazzarsi del "manto dell'invisibilità" si ritrovano a indossare "gli abiti nuovi dell'imperatore", rivelando tutta la loro pochezza. Per non parlare dei tanti, mediamente dotati, che si affannano tutta la vita a cercare di supei:are gli altri, senza risultato. Che pena! Come dicevano gli antichi, "Siamo tutti uomini, in fin dei conti". Anche in Occidente ci sono modi di dire simili, per incoraggiare gli uomini a sforzarsi di migliorare, a non accontentarsi della propria condizione. In Spagna si dice "Sei quello che fai", cioè il valore di una persona si misura dai suoi atti, non in base alla nascita o alla posizione sociale. Bisognerebbe tuttavia aggiungere che ciascuno deve assecondare la propria natura e perfezionare le proprie qualità innate. Un ravanello, ad esempio, deve essere sugoso e croccante; un cavolo, tenero e compatto. Cavoli e ravanelli sono verdure di tutti i giorni, non primizie da offrire sull'altare del tempio. Una filastrocca del mio villaggio dice che "nel terzo giorno del terzo mese la margherita di campo rivaleggia con la peonia". Ma che senso ha che una margherita rivaleggi con una peonia? Una volta in un prato ho visto un fiorellino minuscolo e mi sono chiesta se non fosse quello che gli occidentali chiamano il "non ti scordar di me": è talmente piccolo che la gente non se ne accorge. La verità è che i fiori di campo non si preoccupano di "essere scordati"; fioriscono godendosi il sole e la pioggia, "non aspettano che una fata venga a coglierli". Mi è caro il verso di Su Dongpo3 "nascondersi nell'oceano della moltitudine", e ammiro il filosofo Zhuangzi che parla del saggio che riesce ad "annegare nel deserto". Se la società è una fossa di serpenti, non bisogna dimenticare che sopra quella fossa gli uccelli volano liberi, e accanto, nel laghetto, i pesci nuotano tranquilli. Ci sono sempre state persone che evitano la fossa dei serpenti e si nascondono tra la moltitudine o annegano nel deserto. Costoro preferiscono scomparire, come una goccia d' acqua nel mare, o un semplice fiore di campo nascosto in mezzo al prato, che non aspira a essere un "non ti scordar di me" né a rivaleggiare con la peonia. Chi se ne resta tranquillo nel proprio cantuccio e non aspira ad arrampicarsi in alto, non rischia di cadere in basso e non deve battersi con gli altri. Può conservare la propria innocenza, restare spontaneo e concentrarsi su ciò che è capace di fare. Inoltre, sotto il manto dell'invisibilità si possono ottenere heni preziosi che nessuno ti può portare via. Come dice Su Dongpo, "la luna che splende tra le colline, la brezza che spira leggera STORIE/YANG Foto di Geoffrey Hiller (agenzia G. Neri). sull'acqua" appartengono alle "innumerevoli ricchezze del creato". Chiunque ne può godere a piacimento. Ed oltre all'inesauribile varietà del creato ci sono le creazioni degli uomini. Le vicende umane sono più appassionanti del chiarore della luna o della brezza; possono essere lette come un libro e godute come uno spettacolo di teatro, e suscitano impressioni molto più profonde. Infatti, per quanto imitino la realtà, le descrizioni dei libri o le rappresentazioni teatrali restano sempre finzioni letterarie, mentre la realtà, con tutti i suoi fenomeni, supera di gran lunga la fantasia e risulta più sorprendente. Ma solo le persone umili riescono a scorgere la verità delle vicende umane, non accontentandosi delle apparenze dello spettacolo offerto al pubblico. Forse sto sprecando il fiato. Coloro che sono ansiosi di sbarazzarsi del manto dell'invisibilità non faranno caso alle mie parole, mentre coloro che ignoravano che anche in questo mondo c'è gente che indossa il manto dell'invisibilità, non è detto che aprano gli occhi una volta saputolo. In tutta onestà, rendersi invisibili, grazie a poteri magici o per propria scelta, può non essere comodo e presenta una serie di inconvenienti. Il romanzo di fantascienza di H.G. Wells L'uomo invisibile racconta di un uomo che acquista l'invisibilità con metodi scientifici, e che una volta divenuto invisibile va incontro a una serie di disavventure. Quando fa freddo, ad esempio, si rende conto che non può mettersi vestiti addosso ed è costretto a restarsene chiuso in casa. Infatti, con scarpe, guanti e cappello, appare come un uomo senza volto, e rischia di creare il panico per strada. Altrimenti deve nascondere la faccia calcandosi il cappello, mettendosi gli occhiali neri ed avvolgendosi con una sciarpa, dopo essersi coperto le guance e il naso con garza e cerotti. Quanta fatica per nascondere la propria invisibilità! Si può ovviamente dire che questi sono i risultati della scienza ~ del meccanicismo, non paragonabili a quelli che si possono ottenere con la magia. Il manto dell'invisibilità è in effetti superiore: si può togliere in qualsiasi momento e si può indossare sopra i normali vestiti. Tuttavia, il corpo che ricopre è sempre di carne ed ossa e non sopporta qualsiasi trattamento. Per farlo soffrire non c'è bisogno di arrivare ai colpi di coltello o di fucile, 87
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