Linea d'ombra - anno XI - n. 84 - lug./ago. 1993

STORIE/ AGUILAR CAMIN - Non piangerò - ripeté a voce alta. - Perlomeno non piangerò oggi. - Che stronzata - gli disse lafaccia allo specchio abbozzando un sorriso. - Che stronzata - rispose Alatriste, cercando di fare lo stesso. volevano delle terre. Ad uno ad uno gli abbiamo distribuito le loro belle credenziali da ispettori di radici, eh già. Terra fino a che si stufarono; cosa di secondi, una raffica da un lato e dall'altro i ragazzi li finirono con una sventagliata. Una bellezza di imboscata, non rimase neppure uno spillo, già. Geme Tico aveva la clavicola fratturata e quanto più si andava raffreddando così cresceva anche i gemiti. Geme Taco non poteva muoversi, qualcosa continuava ad opprimergli la scatola toracica, probabilmente una costola rotta; la parte sinistra del volto era piena di abrasioni, lividi e tagli. Colignon si occupava di lui, applicandogli "Merthiolate". Un urlo prolungato di Gamiopichi, che si teneva la testa fra le mani, fece tremare Alatriste. L'agente aveva estratto una bottiglietta di brandy e beveva e parlava. - Ho detto alla mia fidanzata: "Lo vedi quello .." e continuò con un'altra delle sue storie. Alatriste camminava di fronte a lui e fissava incredulamente le mani. D'improvviso sentì la necessità imperiosa di salire nella sua stanza, rivedere i cassetti dell'armadio, vedere i portamatite, il libro di Conrad sulla scrivania, le cose appese nel guardaroba. SaÌì fino al primo pianerottolo e guardò nuovamente lo spettacolo nell'ingresso: Garniopichi con le mani contratte sulla testa, il volto sfigurato di Morales, l'angoscia di Changole6n, i sudori di Geme Tico per il dolore della frattura che impedivano la coagulazione del sangue sulla testa, l'orribile parte sinistra della faccia di Geme Taco, il naso rotto della Pelle, la riga scurognola sul profilo di Colignon. El' agente perorando fra di loro, esumando i suoi morti. Salì lungo il resto della scala appiccicato alla parete, tentando assurdamente di impedire che gli altri lo guardassero: -Oggi no - disse a voce alta, come se stesse parlando ad un altro - Domani, come nei film. Entrò nel bagno e immerse le mani nell'acqua fredda fino a che furono completamente intorpidite. Qualcosa cominciò amuoversi dentro di lui. -Non piangerò - ripeté a voce alta. - Perlomeno non piangerò oggi. Guardò fissamente le mani insensibili, quelle mani sconosciute ed estranee, intorpidite dall'acqua che vi scorreva sopra, trasparente, poi alzò gli occhi e guardò nello specchio una faccia altrettanto sconosciuta. -Che stronzata-gli disse la faccia allo specchio abbozzando un sorriso. - Che stronzata - rispose Alatriste, cercando di fare lo stesso. Ma entrambi piangevano come porci ... Copyright Aguilar Camin, 1989. FRANK ERMODE ILSEGRETO NELLAPAROLA PIEROBOITANI L'OMBRADI ULISSE ANTOINECOMPAGNON I CINQUEPARADOSSI DELLAMODERNITÀ Sull'interpretazione dellanarrativa ROBERTOESPOSITO NOVEPENSIERI SULLAPOLITICA Politica,Democrazia, Responsabilità,Sovranità, Mito,Opera,Parola,Male, Occidente DOLFSTERNBERGER OMBREDELMITO Charlot,Mephisto,Marlene WOLFLEPENIES CONSEGUENZE DIUN EVENTO INAUDITO I tedeschidopol'unificazione 75

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